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Progetto Adolescenza, Giovane età adulta e Genitorialità

L’Adolescenza rappresenta una delle fasi evolutive più critiche per l’essere umano, al punto da configurare una vera e propria emergenza sociale nei casi in cui il suo ambiente di appartenenza, rappresentato dalla famiglia e dalla comunità in genere (la scuola, il quartiere, il campo sportivo, il parco ecc.), non siano più in grado di sostenere e contenere il ragazzo nel fronteggiare le criticità.

L’adolescente, dalla pubertà fino alla giovane età adulta, avvia un processo di ridefinizione radicale della sua identità, dell’immagine personale e corporea, e delle sue relazioni significative, entrando necessariamente in conflitto con ciò che era naturale fino a poco prima.

Tale conflittualità è fisiologica ed è generata dalle tappe evolutive che l’adolescente deve superare: la separazione e l’individuazione, e quindi l’evoluzione verso quote di autonomia sempre maggiori.
Nella maggior parte dei casi questo processo evolve in modo spontaneo e fisiologico.

Diversamente, in quelle condizioni in cui il soggetto si disponga ad affrontare questa fase partendo da condizioni di fragilità derivanti dall’interazione disfunzionale tra caratteristiche individuali e il proprio contesto di appartenenza, è ipotizzabile che si verifichi quello che in ambito clinico viene definito Break-down evolutivo.
Il ragazzo cioè, impossibilitato nel sostenere i mutamenti individuali e sociali che gli sono richiesti, può dare avvio allo strutturarsi di profonde sofferenze emotive, psichiche, comportamentali, e di sintomatologie psicopatologiche quali disturbi della condotta, disturbi d’ansia, disturbi dell’umore, dipendenze, disturbi del comportamento alimentare, tentati suicidi e condotte anticonservative.
Spesso emergono conflitti relazionali in opposizione al ruolo genitoriale, al gruppo dei pari, o al ruolo educativo degli adulti di riferimento con conseguente isolamento, bullismo, condotte antisociali, fughe, fobie scolari, aggressività.

Anche il passaggio all’età adulta rappresenta una transizione evolutiva che può implicare l’emergere nella persona di criticità non elaborate precedentemente che si ripercuotono nel fronteggiare i nuovi contesti di vita. Le nuove assunzioni di responsabilità a cui è chiamato a rispondere il giovane adulto richiedono che egli abbia superato lo status di dipendenza dalle figure genitoriali e acquisito capacità di autogestione e autodirezionamento

Tali capacità sono fondamentali e necessarie a far fronte ai cambiamenti emergenti nel contesto formativo (università, corsi professionalizzanti), lavorativo, affettivo (coppia, famiglia, figli) e sociale.

Nei casi più gravi, in risposta a tali difficoltà transitorie, il soggetto può sviluppare un irrigidimento della personalità in senso psicopatologico con manifestazioni di ansia, depressione, somatizzazioni, evitamento, uso di sostanze e dipendenze affettive.

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Ciascuno esercita il ruolo genitoriale secondo i propri modelli familiari di provenienza in dialogo con il modello generato dal nuovo nucleo familiare.
La crescita dei figli richiede a ciascun genitore adeguamenti fase-specifici, al mutare delle esigenze e dei bisogni evolutivi che manifesti il figlio lungo il suo percorso.
Ciò comporta per i genitori una continua ridefinizione del proprio ruolo e della propria funzione educativa, sia personale che in relazione al partner.
Ancora prima della nascita del figlio, è richiesto alla coppia di riprogettare il proprio immaginario futuro introducendo un livello prima d’ora assente: il livello genitoriale.
Se lo sviluppo dei figli può interrogare e porre in crisi l’immagine che il genitore ha di sé (crisi condivisa o meno con il partner) ciò vale maggiormente in quei casi in cui sussista una condizione di criticità o di fragilità: separazioni, alta conflittualità, monogenitorialità, malattia dei figli, malattia dei propri genitori, stress lavoro-correlato ecc.
I figli, specialmente in alcune fasi evolutive critiche, possono rappresentare un elemento dirompente nella capacità del genitore di sostenere il proprio ruolo, attivando angosce, paure, senso di impotenza, rabbia e frustrazione nel rapporto con loro e con il partner. Altre volte, problematiche di tipo genitoriale possono far riemergere tematiche irrisolte/conflittuali legate alla coppia dei partner prima dell’arrivo dei figli.

Il servizio

Il Servizio psicologico di alta specializzazione per l'adolescenza, la giovane età adulta e la genitorialità si configura come servizio ambulatoriale rivolto ad adolescenti, giovani adulti e genitori, uno spazio di ascolto, sostegno e intervento psicologico finalizzato ad affrontare:

  • transiti evolutivi ed eventi di vita complessi che possono comportare difficoltà affettive e relazionali nei diversi contesti della persona, giovane o adulta (pubertà, processo di individuazione-separazione dalle figure genitoriali, maternità, nascita, crescita dei figli, separazioni, perdita, lutto, etc..)
  • condizioni psicopatologiche (disturbi d’ansia, disturbi dell’umore, sindromi ossessive, disturbi del comportamento e della sfera affettiva, relazionale e sociale, altri disturbi..)

Lo psicologo si pone come consulente per la valutazione psicodiagnostica e, dove se ne riscontri la necessità, per un percorso di riconoscimento, recupero e valorizzazione delle risorse residue e di supporto rispetto ai bisogni emersi.

A seconda della problematica riscontrata e degli obiettivi psicologici concordati, l’intervento può configurarsi come sostegno al singolo individuo, alla coppia genitoriale; i servizi offerti vengono inoltre differenziati nel rispetto della specificità in termini di età, ruoli e appartenenza etniche e culturali dei pazienti.

Il patto terapeutico

Gli obiettivi specifici del percorso di cura devono essere concordati nel corso dei primi incontri tra paziente e psicologo, e questo perché il paziente è protagonista e responsabile del proprio percorso; si decide insieme “verso dove andare” e attraverso quale strada. Nel caso di pazienti in età evolutiva, dopo un’attenta osservazione e valutazione, gli obiettivi vengono discussi tra psicologo e genitori o adulti di riferimento. Lo psicologo approfondisce la richiesta d’aiuto formulata dal paziente, insieme a lui la chiarisce, la amplia e la specifica, con l’obiettivo di impostare un percorso di lavoro che tenga in considerazione prima di ogni altro elemento i bisogni specifici espressi.

Destinatari

  • Pre-adolescenti, adolescenti, giovani adulti (12-26 anni)
  • Genitori e adulti di riferimento (lungo tutto l’arco evolutivo dei figli, dal concepimento all’adolescenza)

Pre-adolescenza/adolescenza

Consulenza psicodiagnostica, sostegno psicologico e psicoterapia individuale con attenzione a: rischio psicoevolutivo, fragilità identitaria, blocchi evolutivi, psicopatologia (dipendenze, disturbi del comportamento alimentare, condotte autolesioniste, ritiro sociale, sindromi post traumatiche, disturbi della sfera affettiva e relazionale, disturbi della condotta, comportamenti anticonservativi, disturbi d’ansia, fobia scolare*, sindromi ossessive, disturbi dell’umore), diagnosi precoce di disturbi della personalità.

Il servizio di psicologia nel lavoro con l’adolescente prevede la presa in carico genitoriale e laddove necessario l’avvio di percorsi di sostegno alla genitorialità. Nell’ottica di un lavoro di rete, il servizio di psicologia prevede il coinvolgimento delle figure adulte di riferimento che, a diverso titolo, si occupano del paziente (insegnanti, educatori, istruttori sportivi, operatori di servizi di doposcuola, ecc.).

Giovane età adulta

Consulenza psicodiagnostica, sostegno psicologico e psicoterapia individuale, psicoterapia di coppia, con attenzione a condizioni di psicopatologia (dipendenze, disturbi alimentari, disturbi d’ansia, disturbi dell’umore, disturbi dell’adattamento, ecc.) e malessere psicologico affettivo e relazionale legato ai transiti evolutivi verso l’età adulta e all’adattamento ai nuovi contesti di vita (università, lavoro, separazione dalla famiglia di origine, matrimonio, concepimento, ecc.).

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Genitorialità

Analisi della domanda, sostegno psicologico, intervento psicoeducativo, psicoterapia individuale e di coppia, sostegno alle funzioni genitoriali lungo tutto l’arco di sviluppo dei figli, con particolare attenzione ai casi di alta conflittualità e/o di fragilità del singolo genitore (alienazione parentale, monogenitorialità) potenzialmente lesive per i minori coinvolti.

Luoghi, tempi, modalita’ di realizzazione

  • Il Servizio di psicologia ha sede all’interno del Centro e dispone di stanze proprie in cui vengono effettuati i colloqui.
  • Opera in fascia oraria e giorni specificatamente destinati, in modo da rendere l’accesso al servizio più veloce e diretto.
  • Collabora con gli specialisti attivi all’interno del Centro, rispondendo alle necessità contingenti al caso specifico.
  • Il numero dei colloqui e la durata del percorso psicologico varia a seconda del tipo di intervento richiesto (psicodiagnosi, valutazione cognitiva, sostegno psicologico, psicoterapia).
  • Ciascun paziente disporrà di una cartella clinica personale il cui accesso sarà consentito esclusivamente agli specialisti del servizio che sono al contempo unici responsabili della stessa.
  • Il Servizio prevede l’utilizzo di spazi e tempi per la progettazione di interventi e formazioni specifici rivolti alla popolazione, nell’ottica della prevenzione, della promozione e della sensibilizzazione ai temi del benessere psicologico.

Strumenti

Gli strumenti utilizzati nel percorso psicologico e psicoterapico sono quelli riconosciuti dalla comunità professionale e condivisi con il paziente: il colloquio (psicologico, psicoterapico, anamnestico, diagnostico), i test diagnostici proiettivi e cognitivi, il lavoro d’equipe multiprofessionale, il lavoro di rete. Lo psicologo utilizza la raccolta anamnestica, l’ascolto, l’osservazione clinica verbale e non verbale al fine di formulare un’ipotesi di lavoro processualmente verificata con il paziente. Il lavoro clinico mira ad una processuale e soggettiva riacquisizione di una migliore condizione di vita.
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