Insuperabili: l’esperienza di Antonino Verde

Oggi lo Studio Medico Mens CPZ pubblica la rubrica dedicata ad “Insuperabili”.
“Insuperabili” è una Onlus che, attraverso la pratica dello sport, favorisce l’integrazione e la socializzazione di ragazzi con diversi tipi di disabilità (cognitiva, emotiva, comportamentale, fisica e motoria).

Con molto piacere vorrei quindi presentarvi oggi Antonino Verde, atleta della Selezione di “Insuperabili”, nonché dell’Academy di Floridia.

Quando hai scoperto il progetto di “Insuperabili”? Perché hai deciso di entrare a farne parte?

Ho iniziato a giocare con “Insuperabili” da poco, dal mese di settembre, anche perché in realtà dovevo iniziare l’anno scorso ma poi, causa pandemia, ci siamo fermati e abbiamo ripreso quest’anno. Per quanto riguarda, invece, la motivazione che mi ha spinto ad essere parte del progetto è stata il fatto che questo includa tanti ragazzi con disabilità diverse. E poi ci si sente parte di una grande famiglia, è una realtà che permette di fare nuove conoscenze, trovare molti nuovi amici e vivere nuove esperienze, e questo penso sia la cosa più bella che io abbia mai avuto.

So che sei parte della Selezione di “Insuperabili” e che ti alleni con l’Academy di Floridia. Come è stato il tuo primo allenamento?

La mia prima esperienza con “Insuperabili” devo dire che mi ha un pò sorpreso perché ero abituato ad un ambiente composto completamente da persone sorde, che è il problema che ho anche io, oppure composto completamente da persone udenti, che non hanno disabilità. Quindi questo tipo di ambiente per me era nuovo, particolare, ma mi è bastato poco per sentirmi incluso: mi sono trovato benissimo e non ho trovato particolari difficoltà.

E con i tuoi compagni che rapporto hai?

Inizialmente devo dire che c’è stato un pò di distacco da parte loro perché ovviamente non mi conoscevano e forse anche perché io comunque ho un modo di parlare e di pormi diverso dagli altri, ma comunque alla fine loro hanno imparato a conoscermi, io ho imparato a conoscere loro e ci siamo trovati bene: ci sentiamo e siamo rimasti amici.

L’esperienza con “Insuperabili” è stata la tua prima esperienza sportiva? Se no, rispetto alle altre esperienze precedenti, hai riscontrato qualche differenza?

No, non è stata la mia prima esperienza sportiva, avevo già giocato a calcio, pallavolo e avevo già fatto nuoto. Sicuramente rispetto alle altre esperienze precedenti una differenza molto importante che ho riscontrato è che in “Insuperabili” tengono conto di quello che è il mio problema di udito, infatti, nel mio caso, non sentendo bene, è molto importante per me il contatto visivo, muoversi guardandosi negli occhi, faccia a faccia.
E questa è una differenza molto importante perché nelle mie esperienze sportive precedenti non tutti conoscevano il mio problema e non tutti erano in grado di venire incontro a queste mie problematiche e io giustamente mi trovavo un pò in difficolta e ci sono anche stati vari casi di esclusioni da parte della squadra. In “Insuperabili”, invece, mi è stata data questa possibilità, di includere un ragazzo con disabilità e di accompagnarlo di fronte a tutti gli altri.
Questa con “Insuperabili” è poi, per me, un’esperienza diversa dal solito perché, anche se ogni volta che si fa un’esperienza con una squadra o una società diversa si provano comunque delle emozioni diverse, quest’ultima ha avuto una maggior impatto emotivo.

Per quanto riguarda, invece, l’aspetto più puramente calcistico, tu sei un portiere vero? Qual è stata la tua parata più bella con “Insuperabili”?

Sì, sono un portiere. Per quanto riguarda, invece, la mia parata più bella sinceramente non ne ricordo una in particolare, ne ho fatte tante e fino ad ora non c’è n’è stata una bella e importante che mi ricordi, ma, sicuramente, ci sarà in futuro.

E invece un ricordo significativo della tua esperienza?

Un ricordo bello con la squadra è stato sicuramente quando siamo stati allo stadio della Juventus, a Torino. Nonostante sia io milanista è stata comunque una bellissima esperienza, anche perché era la prima volta che ci andavo.

Parlando del futuro, a livello calcistico cosa ti aspetti da questa esperienza? Mi hai detto che sei milanista, c’è un calciatore a cui ti ispiri?

Dal futuro sicuramente mi aspetto di fare più partite possibili perché penso che il fatto che io faccia più partite possibili mi permetta di conoscere meglio i ragazzi, la squadra e la società, di giocare con tante nuove persone e soprattutto di viaggiare. Invece il giocatore a cui mi ispiro di più è Dida, un vecchio portiere del Milan, che ha battuto la Juventus nella finale della Champions League del 2003, una data da ricordare.

E per quanto riguarda il torneo internazionale con “Insuperabili” a Mantova che si terrà tra due mesi, come ti senti? So che avrete la possibilità di affrontare molte squadre internazionali, come ad esempio il Liverpool ed il Monacò…

Sì, io mi sento tranquillo e sono pronto alla chiamata del mister, nel caso in cui mi dovesse chiamare. Per me non è tanto importante vincere o perdere, l’importante è partecipare e divertirsi.

Per concludere, perché consiglieresti l’esperienza con “Insuperabili” ad altri ragazzi?

Posso dire che molte persone che conosco mi hanno chiesto del progetto, ragazzi che hanno il mio stesso problema di udito e che hanno conosciuto il progetto soprattutto grazie alla visibilità dei social. Mi hanno detto di voler partecipare e io lo consiglio perché sono sicuro che anche loro si troveranno bene come mi sono trovato io.

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