Insuperabili: l’esperienza di Michele Mangiafico

Oggi lo Studio Medico Mens CPZ pubblica la rubrica dedicata ad “Insuperabili”.

“Insuperabili” è una Onlus che, attraverso la pratica dello sport, favorisce l’integrazione e la socializzazione di ragazzi con diversi tipi di disabilità (cognitiva, emotiva, comportamentale, fisica e motoria). Oggi intervistiamo Michele Mangiafico, atleta dalla Selezione Insuperabili, nonché dell’Academy di Floridia.

Come e quando hai scoperto il progetto di “Insuperabili”?

Ho conosciuto il progetto di “Insuperabili” quattro anni fa, ne avevo sentito parlare molto bene, quindi ho provato a fare il primo allenamento ed ho deciso subito di entrare a far parte di questa grande famiglia.

E’ stata la tua prima esperienza calcistica?

No, non è stata la mia prima esperienza calcistica in quanto ho giocato anche in altre squadre.

Oltre all’aspetto calcistico, cosa ti ha spinto a entrare a fare parte di “Insuperabili”?

Il motivo che mi ha portato a cambiare squadra e a scegliere il progetto di “Insuperabili” è stato il rapporto con i compagni. Nelle squadre in cui ho giocato precedentemente, infatti, litigavo spesso con loro, adesso, invece, mi trovo benissimo con i miei compagni, siamo tutti molto uniti e posso dire di aver trovato degli amici con cui posso confrontarmi, anche al di fuori dal campo di calcio. Anche per quanto riguarda il rapporto con gli allenatori posso dire di trovarmi benissimo.

Quindi ti ha cambiato, a livello relazionale, entrare a far parte di questo progetto?

Sì, posso dire di essere cambiato nel rapporto con il prossimo, ho iniziato ad essere molto più propenso ad aiutare i miei compagni quando li vedo in difficoltà.
E poi, fare parte della Selezione, che è la rappresentativa nazionale di Insuperabili , mi ha insegnato molto per quanto riguarda l’aspetto comportamentale. Infatti, per fare parte di questa squadra, è richiesto un notevole impegno a livello di tecnica e di presenze, ma anche a livello comportamentale: bisogna sapersi comportare nel modo adeguato sia con i compagni e i mister che con gli avversari. Questo per me è stato un insegnamento importante perché è un aspetto che non c’era nelle squadre in cui giocavo precedentemente. Da quando gioco con “Insuperabili”, infatti, per me non è più importante vincere o perdere una partita, ma divertirmi con i miei compagni.

Invece, per quanto riguarda invece l’aspetto più tecnico, in che ruolo giochi?

Io gioco come attaccante.

Vuoi raccontarci qualcosa di particolare o di significativo della tua esperienza?

Per quanto riguarda la mia esperienza in “Insuperabili” un aspetto per me significativo è l’essere entrato a far parte della Selezione, anche se non ho ancora potuto giocare molto, a causa dell’emergenza sanitaria, che non ci ha più permesso di allenarci e di poter partecipare alle partite. Sicuramente, però, per me è stata una bellissima esperienza giocare contro la Juventus, nel periodo precedente la pandemia.

Cosa ti aspetti in futuro dall’esperienza con la squadra di “Insuperabili”?

Dal futuro mi aspetto di migliorare a livello calcistico, soprattutto per quanto riguarda la resistenza, che è l’aspetto su cui devo lavorare di più. E poi mi piacerebbe molto fare delle esperienze all’estero con la Selezione, anche se so che dovrò impegnarmi molto; infatti, già adesso, cerco di andare a correre e di andare in palestra, appena possibile, in aggiunta ai miei tre allenamenti settimanali.

Consiglieresti ad altri ragazzi di entrare a far parte di “Insuperabili”?

Sì, lo consiglierei perché è una bellissima esperienza che permette di giocare a calcio, allenandosi per migliorare la propria tecnica ma anche divertendosi. E poi, come ho detto precedentemente, l’impressione è quella di far parte di una grande famiglia.

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