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Il ritmo circadiano

Il primo meccanismo di cui ti voglio parlare rappresenta il nostro “orologio interno”, ed è chiamato “ritmo circadiano”. Esiste, infatti, una particolare area del nostro cervello chiamata “ipotalamo”, che funziona da “timer” o da orologio automatico.
Questo è il meccanismo principale che detta l’alternanza tra il sonno e la veglia e funziona in maniera automatica, indipendente dal ciclo luce-buio.
Il ritmo di questo orologio interno è determinato geneticamente, ovvero esiste una parte del nostro codice genetico che determina quale è il nostro ritmo sonno veglia.
Ad esempio, alcune persone hanno un ritmo sonno-veglia più spostato in avanti, ovvero si addormentano più tardi degli altri e tendono ad alzarsi più tardi al mattino (gufi). Altre persone, invece, hanno un ritmo sonno-veglia più anticipato, ovvero si addormentano più precocemente e si alzano presto al mattino (allodole).
Il nostro orologio interno, comunque, se fosse lasciato a se stesso e non “integrato” con altri sistemi di regolazione del sonno, avrebbe un “ritmo” con cicli della durata di circa 25 ore, quindi un po’ più lunghi della nostra giornata solare.
Nel corso dei primi anni ottanta, sono stati condotti diversi studi su gruppi di persone che vivevano per lunghi periodi, senza essere esposti alla luce solare (ad esempio i lavoratori in miniera) e su persone affette da cecità.
Queste persone potevano usufruire solo di luce artificiale in quanto vivevano per mesi in un luogo chiuso, oppure, nel caso dei soggetti ipovedenti, avevano solo stimoli sensoriali non visivi (ad esempio, la fame).
Era stato osservato che, in assenza di stimoli o influenze esterne, il loro ciclo sonno-veglia assumeva una durata di circa 25 ore e non di 24. Di conseguenza, di giorno in giorno tendevano a coricarsi un’ora dopo e a svegliarsi un’ora dopo, fino a raggiungere una completa inversione del ciclo di sonno, coricandosi a mezzogiorno e alzandosi a mezzanotte.
Questi studi hanno permesso di comprendere che il nostro “orologio interno” è a sua volta influenzato e regolato dal sistema visivo, che permette la sincronizzazione del ritmo circadiano, con l’alternanza luce-buio.
Infatti, gli stessi soggetti che avevano manifestato un’inversione del ritmo sonno-veglia, in assenza della esposizione alla luce del sole, quando sono stati nuovamente esposti all’alternanza luce-buio, hanno progressivamente ripristinato il loro ritmo sonno-veglia regolare.
Il nostro orologio interno, infatti, riceve segnali esterni direttamente dal sistema visivo. Gli stimoli luminosi che arrivano alla retina, oltre a essere trasferiti all’area del cervello dedicata alla vista, dove vengono trasformati in immagine, vengono in parte trasferiti anche all’ipotalamo. In questo modo “sincronizzano” il nostro orologio interno, con il ritmo luce-buio.
Inoltre, quando viene meno la stimolazione della luce solare nelle prime ore serali, il nostro cervello produce una sostanza chiamata melatonina.

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