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Fibromialgia. I trattamenti migliori.

L’approccio terapeutico alla sindrome fibromialgica, prevede una strategia “multimodale”, in quanto deve tener conto dei multipli aspetti clinici di questa patologia.

La terapia deve infatti trattare le diverse aree sintomatologiche ed è rivolta a curare non solo il dolore, ma anche il sonno, la stanchezza cronica e infine l’aspetto psicologico correlato.
Per quel che concerne il trattamento del dolore, gli studi clinici riguardanti l’utilizzo di varie classi farmacologiche sono diversi.

Iniziamo dall’uso dei FANS, i farmaci anti-infiammatori non steroidei, i primi a cui pensiamo quando si tratta di mal di testa e dolori diffusi.
Esiste una modesta quantità di prove che testimonia che l’uso dei FANS per il trattamento nel dolore della fibromialgia non è efficace. E altrettanti studi, in definitiva, affermano che “non possono essere considerati utili”.
Non solo.
E’ stata studiata anche l’efficacia di molecole diverse associate tra di loro: le benzodiazepine, alcune categorie di antidepressivi, e la melatonina.
Anche questi studi non hanno riportato risultati di efficacia così evidente da poter essere considerati una formula per la cura del dolore o  da poter determinare un miglioramento significativo della qualità della vita del malato.

Allo stesso modo, anche le ricerche sugli oppiacei, che abitualmente sono i farmaci più efficaci sulle altre forme di dolore cronico (come il dolore osteo-articolare, dolore oncologico, ecc,) hanno dato risultati deludenti sul controllo della sintomatologia dolorosa nella fibromialgia.
Inoltre gli effetti collaterali, come l’eccessiva sonnolenza diurna, possono peggiorare ulteriormente le condizioni generali del paziente; oltre al fatto che sono farmaci che possono facilmente indurre tolleranza (il fenomeno per cui è necessario aumentare la dose per ottenere lo stesso effetto) e di conseguenza, dipendenza (l’impossibilità di sospendere il farmaco senza effetti collaterali gravi).

Un trattamento  che si è rivelato efficace sul breve termine è quello con la “Quietapina”, un anti-psicotico di vecchia generazione che, se utilizzato per pochi mesi, migliora le condizioni psichiche di questi pazienti, attenuando ansia, sintomi depressivi e in maniera lieve anche il dolore. Questo effetto purtroppo, va scemando con il prolungarsi della terapia, soprattutto superati i 12 mesi.

Una classe farmacologica che sta dimostrando risultati interessanti e che ha suscitato recentemente l’interesse dei medici e soprattutto dei pazienti, sono i cannabinoidi. Queste terapie si stanno dimostrando efficaci soprattutto per la rigidità muscolare tipica della fibromialgia e aiutano a indurre una condizione di rilassamento del paziente (fisico e psicologico).

Il cannabidiolo, o comunemente chiamato CBD, è un composto che si trova sia nelle piante di cannabis che nelle piante di canapa. Ricordiamoci, il CBD è la sostanza non psicoattiva che tutti associamo alla cannabis (chiamata THC) e interagisce con il corpo umano in maniera completamente differente dalla sorella psicoattiva.
Il ruolo del CBD ha un significato importante nella gestione della sintomatologia dolorosa soprattutto grazie alla sua abilità di ridurre l’infiammazione o la sensazione di dolore, e inoltre si è rivelato valido coadiuvante per il sonno e il trattamento dell’ansia.

Ma trattare e curare la fibromialgia non può limitarsi all’utilizzo di terapie farmacologiche!

Prima di tutto l’esercizio fisico, associato ad una terapia basata sulla consapevolezza del corpo e del dolore, ha dimostrato i più marcati miglioramenti, rispetto ad altri interventi.

L’esercizio fisico libera endorfine, che sono i nostri “antidolorifici endogeni” e ci fanno stare meglio.
Inoltre ad oggi la terapia cognitivo comportamentale è il trattamento psicologico più efficace. Si tratta infatti di una terapia psicologica focalizzata sulla gestione dei sintomi, e aiuta i pazienti a identificare e ridurre le sensazioni e i comportamenti più disagevoli portati dalla malattia, attenuando i fattori psicologici coinvolti, come l’ansia e la depressione.

La condizione che crea più disagio in un paziente fibromialgico è tutta la sensazione di impotenza di fronte ad un dolore che non si placa, che è invisibile e che molto spesso non viene compreso. Questo porta a una moltitudine di pensieri negativi legati al dolore che peggiorano ulteriormente la condizione di frustrazione e dolore del malato.
Molti studi ci dicono che in contrasto con le terapie farmacologiche, i trattamenti basati sulla consapevolezza del corpo e sulla percezione del dolore, producono miglioramenti della qualità della vita più a lungo e più stabili.

Oltre alla terapia cognitivo-comportamentale, è importante ricordare che esistono molte tecniche di meditazione o autorilassamento, che supportando le terapie fisiche e farmacologiche.
La meditazione, in particolare, aiuta ad abbandonare una serie di pensieri troppo legati al presente e al “Noi”, e riduce in maniera efficace la quantità di pensieri negativi legati alla situazione di dolore, aiutando a riacquistare forza e vigore mentali, ma anche a recuperare terreno sul dolore.

Un ruolo importate nella gestione della sintomatologia del paziente fibromialgico è rivestito dall’ Auricoloterapia e dall’Agopuntura. Si tratta di tecniche che nascono come arte della medicina tradizionale cinese, e che poi si sono evolute e attualmente sono riconosciuta dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). L’Auricoloterapia prevede la stimolazione di punti specifici dell’orecchio esterno, tramite aghi di agopuntura o altre forme, al fine di apportare benefici all’organismo. L’agopuntura invece prevede l’utilizzo di aghi in punti diversi di tutto il corpo e viene utilizzata per il suo beneficio sul dolore diffuso.

Nelle forme più severe e più aggressive è possibile infine ricorrere a tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva, quali ad esempio la tDCS (stimolazione trans cranica a corrente diretta), in cui è possibile modulare il potenziale elettrico di alcune cellule cerebrali al fine di ridurre la percezione del dolore del paziente.

Noi dello studio medico MENS CPZ vi consigliamo sempre di rivolgervi a professionisti esperti che vi possano consigliare nella maniera migliore e sopratutto, più adatta a voi e alla vostra individualità.
Ognuno di voi ha una sua unicità che va vista, osservata e adeguatamente trattata. E noi vi dedicheremo tutto il tempo che serve.
Ad ogni modo, anche se noi medici faremo di tutto per aiutare a migliorare la qualità della vostra vita, dovrete comunque prendervi cura di voi. La salute è un grande puzzle, ogni tassello è importante. Buon sonno, cibo sano, esercizio fisico (anche se limitato) sono sempre e comunque elisir di benessere. Anche che per chi il benessere deve costruirlo un pezzettino per volta.
Noi siamo qui per voi

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