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Curare i principali disturbi del sonno

I disturbi del sonno, inoltre, hanno un impatto importante anche sulle performance diurne, in particolare sull’attenzione e concentrazione e sulla memoria; oltre al fatto che può instaurarsi un quadro di eccessiva sonnolenza e stanchezza diurna, che espone il soggetto ad un rischio più elevato di incidenti stradali e incidenti sul lavoro, riducendo la sua efficienza e produttività.

Oggi, finalmente, sappiamo come identificare, riconoscere e curare i principali disturbi del sonno. La terapia dell’insonnia cronica e dei disturbi del ritmo circadiano si avvale di interventi integrati su diversi livelli: psico-educativo, cognitivo e comportamentale, nutrizionale e farmacologico.

Imparare ad avere cura del proprio sonno è la parte più importante della terapia. Educarci e abituarci a evitare comportamenti dannosi per il sonno è il primo step: evitare attività stimolanti alla sera, evitare schermi e stimolazioni luminose in camera da letto, evitare l’assunzione di cibi abbondanti e sostanze eccitanti prima di coricarsi, e cercare di impostare una regolarità e un ritmo di risveglio e addormentamento, sincronizzato con il ritmo luce-buio.

L’attività lavorativa a turni è nemica del buon sonno, e talora risulta necessario modificare il turno lavorativo per ripristinare un corretto ritmo sonno-veglia.

La principale terapia che possiamo utilizzare nella gestione dell’insonnia cronica è la terapia cognitivo-comportamentale, che consiste in una forma di psicoterapia, rivolta a eliminare i condizionamenti negativi che con il tempo si creano quando dormi male, a imparare tecniche di rilassamento, a restringere il numero di ore trascorse nel letto a poche ore di sonno efficiente (tecnica di restrizione del sonno). Biofeedback e educazione nutrizionale sono altri step di supporto in questo percorso di terapia integrata.

La terapia farmacologica è un supporto fondamentale per molti pazienti, soprattutto nelle fasi iniziali della terapia, in quanto permette di controllare meglio la componente di ansia reattiva e anticipatoria relativamente alla terapia stessa, e permette di ottenere buoni risultati in tempi abbastanza brevi.

La terapia non deve spaventare, poiché, se viene effettuata in maniera controllata, con il supporto e la supervisione di uno specialista, non comporta problematiche, né il rischio di dipendenza o tolleranza.

La terapia farmacologica viene poi progressivamente sospesa, in base all’andamento della qualità del sonno del soggetto.

ELENA PEILA – DOLCE DORMIRE

BUONA LETTURA …..

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