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La parabola del gelato

“Il menù sono io…e sono tutto vostro”.

Io e Sara, questa sera, ci siamo fatte carine e siamo andate a fare una passeggiata per vicoli nei paesini dell’entroterra salentino.

Io e Sara abbiamo snobbato per tutta la sera lounge bar fighetti perché sappiamo che, alla fine, anche se ci siamo vestite meglio del solito, il nostro obiettivo è solo uno, lo stesso delle nostre uscite degli ultimi 20 anni: strafogarci di gelato.

Oltretutto siamo in premestruo entrambe. Entrambe abbiamo l’alibi degli ormoni a palla e del desiderio di appagamento.

Dopo aver fatto abbastanza passi e abbastanza foto andiamo nella consueta gelateria del consueto paese di mare che ha visto crescere la nostra amicizia e la nostra fame di gelato ancora prima della comparsa delle mestruazioni e della scusa della voglia di dolce.

Ci sediamo comode e non guardiamo neanche il menù: sappiamo benissimo quello che vogliamo.

Chiamiamo il cameriere che, benché sia l’1.30 di notte è ancora bello vispo e propositivo, viene al tavolo delle due signorine e si presenta come il “menù tutto nostro”.

“Cosa vi porto, quindi? Yogurt con pezzettini di frutta? Un frullato bello fresco?”.

Io e Sara ci guardiamo. Sappiamo benissimo cosa ci stiamo dicendo negli occhi: “chi fa la figura di merda per prima?”.

Parlo io, ovvio. Io sono sempre stata quella che non si è mai spaventata delle figuracce, data la naturalezza con cui faccio gaffe anche quando non voglio.

“Siamo per il gelato”. Gli sorrido, gentile.

“Oh, bene bene! Una coppetta due gusti? Incanto e granella di pistacchio?”

Io e la mia amica ci guardiamo di nuovo. E ci stiamo dicendo “ci ha davvero scambiate per due signorine. Forse non dovevamo vestirci così. Dovevamo uscire come sempre!”.

– Io voglio una brioche col gelato. Lei la super coppa Principe.

– Ma sono tre gusti più panna…- lui è perplesso.

Noi lo guardiamo e lo rassicuriamo:  “ce la facciamo benissimo”.

Lui non si arrende. Ci propone gusti nuovi e raffinati.

– C’è la Nutella pura?- Lo interrompiamo noi.

A quel punto, finalmente, capisce di avere due camioniste del gelato. Due scaricatori di porto della filosofia del gusto di gelato figo.

Gli ordiniamo i nostri gusti -nutella, fior di latte, cioccolato, nocciola, bacio e.. tanta panna montata- e se ne va. Probabilmente pensando che ha perso solo tempo ad imparare come accostare gusti nuovi, sapori vecchi.

Arrivano i nostri super gelati.

Sara vuole le cialde da sbriciolare dentro e gliele vado a chiedere. E ci vede anche, sbriciolare nella Nutella le cialde!

Lui racconterà ai colleghi delle scaricatrici di porto a cui ha proposto il gelato al profumo di rose che, invece, hanno accostato il cioccolato alla Nutella pura. E hanno spruzzato tutto di panna montata.

Noi felici e appagate, ci abbiamo dato dentro come se non avessimo mai visto un gelato.

Da questa storia abbiamo imparato due cose:

1) La felicità, in fondo, è una cosa semplice. E si trova, per lo più, nel gelato.

2) Che se sei un cameriere e vuoi fare il figo, ricordati sempre che a volte ti stai solo intromettendo tra due donne con il premestruo e il gelato alla Nutella pura!

 

 

 

 

 

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