fbpx

Insuperabili: una seconda famiglia

Oggi lo Studio Medico Mens CPZ pubblica la rubrica dedicata ad “Insuperabili”.
“Insuperabili” è una Onlus che, attraverso la pratica dello sport, favorisce l’integrazione e la socializzazione di ragazzi con diversi tipi di disabilità (cognitiva, emotiva, comportamentale, fisica e motoria).
Oggi intervistiamo Simone Falanga, atleta della Selezione Insuperabili, nonché dell’Academy di Torino.

Come e quando hai scoperto il progetto di “Insuperabili”?

Ho conosciuto il progetto di “Insuperabili” nel 2012, grazie alla mia educatrice.
Ho iniziato partecipando al City Camp, l’estate ragazzi che “Insuperabili” organizzava d’estate in quel periodo e poi, a settembre, ho iniziato la mia prima stagione.

Come è stato il primo allenamento? E’ stata la tua prima esperienza calcistica?

No, non è stata la mia prima esperienza calcistica in quanto avevo giocato in un’altra squadra ma, a causa di un infortunio, avevo dovuto abbandonare dopo 4 mesi. Quindi, dopo un periodo di stop, ho iniziato a giocare con la squadra di “Insuperabili”.
Rispetto all’altra esperienza però, quest’ultimo è un progetto più organizzato: prima giocavo in palestra e non in un campo sportivo e poi giocavo più a calcio a cinque, mentre ora ho la possibilità di giocare a calcio a cinque, a sette ed anche ad undici.

Per quanto riguarda invece i tuoi compagni, che rapporto hai con loro?

Il rapporto con i miei compagni posso dire sia ottimo, mi trovo davvero molto bene.
La cosa bella è che loro sono sempre disponibili ad aiutarmi ed io cerco di fare la stessa cosa: questa è un pò la filosofia di questa squadra secondo me, siamo un bel gruppo.

In che ruolo giochi?

Io gioco come terzino destro o sinistro e, all’occorrenza, anche come difensore centrale.

Vuoi raccontarci qualcosa di particolare o di significativo della tua esperienza?

Un ricordo per me molto significativo è stato la trasferta di Mantova, nel 2018. In questi tre giorni, oltre a giocare a calcio, ho avuto infatti la possibilità di conoscere meglio i miei compagni.
E poi è stata una delle esperienze più belle che ho fatto con “Insuperabili”, oltre che per la soddisfazione di vincere il torneo, anche perché mi ha insegnato a non mollare. Infatti, soprattutto all’inizio del torneo non giocavo molto ma non mi sono dato per vinto e ho provato ad allenarmi al meglio per entrare in campo nel modo giusto, infatti, quando poi ho giocato, è stato davvero bello.

Cosa vuol dire per te essere parte di “Insuperabili”?

Essere parte di “Insuperabili” per me vuol dire essere parte non solo di una scuola calcio ma di una seconda famiglia, e questo a differenza di altre esperienze che si possono fare, si sente davvero molto il senso di unione della squadra.

“Insuperabili” ti ha cambiato, anche fuori dal campo calcistico?

L’esperienza con “Insuperabili” sicuramente mi ha cambiato molto. Prima ero molto introverso e timido e poi, sicuramente, essendo entrato nella squadra da piccolo, mi ha aiutato nel percorso di crescita.
Oltre all’espetto calcistico e personale poi “Insuperabili” mi ha aiutato anche dal punto di visto lavorativo, infatti, da tre anni, sto gestendo l’ Insuperabili shop che, da dopo la pandemia, è un’e-commerce, quindi un negozio online. Grazie a questa società ho quindi la possibilità di dividermi tra campo ed ufficio (più ufficio in questo periodo di restrizioni) e quindi anche di imparare l’aspetto organizzativo.

Per concludere, perché consiglieresti ad altri ragazzi di iniziare a fare parte di “Insuperabili”?

Lo consiglierei perché sicuramente è un progetto molto organizzato e tutto il team è molto disponibile, ci si sente davvero accolti nel migliore dei modi. E poi perché è un’esperienza che fa crescere molto e permette di imparare senza la pressione a cui si è sottoposti in altre squadre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *