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L’efficacia del distacco

Sto nuotando, come al solito, in modo pigro e pensieroso, mentre guardo l’orizzonte.

Mi piace un sacco guardare le braccia che si aprono e si ricongiungono nell’acqua limpida. Il rumore dello spostamento d’acqua provocato dal mio movimento mi culla.

La giornata è stata caldissima, quindi l’acqua è meravigliosa. È tutto calmo. Sono comparse le nuvole che coprono il sole. La gente è andata via. Il lido accanto ha rinunciato alla sua verve rumorosa per allinearsi a questo pomeriggio di luglio nuvoloso e un po’ svogliato.

Quindi è tutto perfetto. Mi muovo lentamente nell’acqua avanti e indietro, concentrata solo sulla bella sensazione di essere immersa in acqua.

Ciuf! Glu glu. Ciuf! Splash.

Uno.. due..tre… quattro… cinque. Mi giro a guardare chi sta rovinando tutta questa pace.

Un bimbetto rompi palle di circa dieci anni ha deciso che deve fare il bagno qui, proprio a pochi metri da me.

È peggio di quando sto guidando lentamente la sera con i finestrini aperti per godermi l’aria e mi si mette dietro il tizio che ha così tanta fretta da non rispettare la distanza di sicurezza ed incalzarmi con i fari ma non abbastanza da sorpassarmi.

Piccoli attimi di felicità rovinati da qualche rompicoglioni di turno.

Cerco di allontanarmi dal bimbetto rumoroso. Ma questo è come morso dalla taranta. Si dimena nell’acqua e rovina il mio romantico appuntamento quotidiano con l’acqua e il sole che tramonta.

“Mamma! Maaaaammmaaaaaa” – inizia ad urlare e a gesticolare ai genitori in acqua vicino alla spiaggia. La mamma è una giovane donna, con un costumino succinto e il cappello di paglia che, col marito palestrato, cerca di farsi dei selfie inquadrando lo sfondo con la torre e il sole che inizia ad uscire dalle nuvole.

La magia è ormai spezzata. Ed è impossibile ignorarlo.

Mentre mi incammino per uscire dall’acqua penso al concetto di pace interiore; a quanto sia importante avere la giusta dose di pazienza e tranquillità che permette alle avversità di scivolare via, qualsiasi cosa succeda all’esterno. A quanto sia bello l’essere capace di ignorare gli eventi esterni per restare in quadro con sé stessi.

Mentre filosofeggio sull’importanza della meditazione e del giusto distacco dalle cose per raggiungere serenità e consapevolezza…cerco di comparire in tutti i selfie dei due genitori che si fanno le foto mentre si baciano. E godo tantissimo del loro fastidio, perché cercano di inquadrare la torre, la boa, il cielo…con me che non mi schiodo dal loro sfondo. Esattamente come il loro stupido figlio

Poi soddisfatta di tanto distacco e di cotanta superiorità, torno serena all’ombrellone.

 

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