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Fibromialgia e sonno

In questo articolo vogliamo riportarvi i risultati di alcuni studi molto interessanti, che rilevano fattori comuni tra il sonno e il dolore cronico.

Dal punto di vista neurologico, esistono parecchi fattori in comune tra i meccanismi che regolano il sonno e quelli che processano il dolore.
Non è facile capire come dolore e sonno siano correlati nella fibromialgia, ma sono sicuramente due fattori che hanno molto in comune e che sono legati in maniera indissolubile.

Una gran parte dei pazienti fibromialgici che sperimenta un dolore intenso ha sperimentato anche un sonno insufficiente. Questi pazienti hanno lamentato disturbi del sonno, sonnolenza diurna e disfunzioni nella loro quotidianità (dovuta ad una cattiva qualità delle loro ore notturne) oltre che una particolarmente esasperata percezione del dolore.
E’ scientificamente dimostrato che i pazienti fibromialgici, rispetto ai soggetti sani, abbiano una qualità del sonno peggiore.
E questi disordini del sonno possono essere causa e conseguenza allo stesso tempo dell’iperalgesia e dell’allodinia, le due sintomatiche che caratterizzano la fibromialgia. Dato che è dimostrato che la riduzione del sonno turba i naturali meccanismi cerebrali di sollievo del dolore. Come allo stesso tempo il dolore non permette un buon sonno.

Il sonno, d’altro canto, ha un’importante ruolo nella percezione del dolore. Il sonno è un vero e proprio antidolorifico naturale.
Dopo una notte di deprivazione di sonno, gli studi hanno dimostrato che l’area del cervello associata alla sensibilità al dolore (la corteccia somatosensoriale) è iperattiva; mentre è minore l’attività che permette al cervello di rilasciare la sostanza (la dopamina) che induce il piacere e dà sollievo al dolore.
In altre parole, la perdita di sonno amplifica le regioni cerebrali della sensibilità al dolore e, invece, smorza l’attività che permette al cervello di dare sollievo.

Gli studi, dunque, dimostrano in maniera tangibile quanto aumenti la sensibilità al dolore dopo una notte di sonno inadeguato.

Cosa fare dunque?
Applicare una corretta igiene del sonno è consigliabile a tutti i soggetti sani, a maggior ragione ai pazienti che soffrono di iperalgesia (condizione aumentata di sensibilità al dolore) e allodinia (un dolore provocato da uno stimolo che, in condizioni normali, sarebbe innocuo e incapace di provocare alcun tipo di sensazione dolorosa); regolarità negli orari da dedicare tra le braccia di Morfeo; alimentazione ed esercizio fisico mirato e adeguato ai  propri equilibri psico-fisici che sono quanto di meglio possiamo regalare al nostro corpo.
Anche dal punto di vista farmacologico, essendo coinvolti gli stessi neurotrasmettitori (la noradrenalina e la dopamina) fibromialgia e disturbi del sonno possono essere trattati in maniera analoga.
Particolarmente suggerita la Terapia cognitivo comportamentale, che permette ai pazienti di auto-valutarsi, prendere consapevolezza delle proprie carenze fisiologiche e strutturare delle strategie di compensazione con i propri comportamenti per migliorare la qualità della vita.

Il buon sonno ci salverà la vita!
Parola di  MENS CPZ!

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