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Insuperabili: l’importanza di credere nei propri sogni

Oggi lo Studio Medico Mens CPZ pubblica la rubrica dedicata ad “Insuperabili”.
“Insuperabili” è una Onlus che, attraverso la pratica dello sport, favorisce l’integrazione e la socializzazione di ragazzi con diversi tipi di disabilità (cognitiva, emotiva, comportamentale, fisica e motoria).

Oggi vorrei quindi presentarvi, con molto piacere, Paolo Liistro, atleta della Selezione Insuperabili, 
nonché dell’Academy di Floridia.
L’esperienza nell’accademia calcistica gli ha permesso di viaggiare, scoprire nuove amicizie e soprattutto di realizzare il sogno che aveva fin da bambino: giocare a calcio.

Come hai scoperto il progetto di “Insuperabili”?

Ho conosciuto il progetto di “Insuperabili” grazie ad un mio mister che, avendomi visto crescere e conoscendo il mio talento, aveva pensato che potessi parteciparvi. Cinque anni fa, quindi, ho iniziato a giocare nell’academy di Floridia, essendo io siciliano.

Com’è stato il primo allenamento con la squadra di “Insuperabili”? E’ stata la tua prima esperienza sportiva?

No, non è stata la mia prima esperienza sportiva, avevo già giocato a calcio e avevo già praticato hip hop. A differenza delle altre esperienze, però, gli allenamenti e in generale l’esperienza di “Insuperabili” mi hanno insegnato molto: ho imparato ad avere molto rispetto per le difficoltà delle altre persone, ad agire con calma e razionalmente ed ad aiutare chi è in difficoltà. Questo mi è molto di aiuto anche per quando riguarda la vita al di fuori dal campo di “Insuperabili”.

E per quanto riguarda i tuoi compagni, che rapporto hai con loro?

Un aspetto che trovo molto di valore di “Insuperabili” è che ti permette di fare molte esperienze e soprattutto di conoscere molte persone, anche di altre regioni, e questa è una cosa che mi piace molto perché mi dato l’opportunità di trovare degli amici e di scoprire punti di vista diversi.
In particolare ho avuto la fortuna di conoscere, durante i tornei che facevamo nelle trasferte, i compagni di Torino e alcuni sono diventati dei veri amici.

In che ruolo giochi?

Io gioco nella fascia sinistra.

Cos’è cambiato nel periodo di emergenza Covid-19?

Il periodo dell’emergenza da Covid-19 è stato un brutto periodo in generale, noi abbiamo comunque continuato ad allenarci, sia a casa che in campo. La cosa che trovo sia stata molto positiva in “Insuperabili” è il modo in cui abbiamo cercato di mantenere la squadra il più unita possibile.
Io per primo, infatti, durante questo periodo, ho avuto il pensiero di lasciare la squadra ed il calcio in generale siccome stavo attraversando un periodo difficile a livello personale e la pandemia non mi ha aiutato psicologicamente, anche perché ha influito sullo stess che poteva esserci in vista dell’esame di maturità. Però, grazie al supporto, in particolare di un mio compagno e amico dell’academy di Torino, ho capito che non aveva senso lasciare il calcio che è la passione e il sogno che ho fin da bambino. Ad oggi, infatti, sto cercando di impegnarmi molto per raggiungere tutti i miei sogni.
“Insuperabili” sicuramente mi sta aiutando a realizzare quello calcistico, mentre l’esperienza lavorativa di cui mi sto occupando con il servizio civile “Misericordia” mi sta permettendo di entrare nel mondo ospedaliero in cui sogno di lavorare in futuro come fisioterapista o chirurgo.
Questa esperienza di servizio civile mi piace molto e spero che mettendoci tanto cuore, passione ed impegno io possa imparare sempre di più, sia a livello pratico che teorico.

Vuoi raccontarci qualcosa di particolare o di significativo della tua storia personale e della tua esperienza?

Per quanto riguarda la mia storia personale posso sicuramente dire che avere la possibilità di viaggiare mi ha permesso di allargare un po’ alla volta i miei orizzonti. Mi ha consentito di superare quelli che sono i vincoli imposti dalla mentalità del luogo in cui cresci, spingendomi a cambiare e a fare nuove esperienze. In questo anche l’esperienza con “Insuperabili” mi ha aiutato, infatti, facendo parte della Selezione, che è la rappresentativa nazionale, ho potuto viaggiare. Un ricordo indelebile, ad esempio, è stata l’esperienza e la vittoria a Coverciano: condividerla anche con i compagni di Torino è stato davvero bello, più che la vittoria in sé.

Consiglieresti ad altri ragazzi di entrare a far parte di “Insuperabili”?

E’ un’esperienza che consiglio con tutto il cuore di fare, anche se sono consapevole che nella mia regione le persone non manifestano molto interesse per gli sport in generale.

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