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Le zone erogene femminili

Abbiamo definito il cervello come la più grande zona erogena dell’uomo.

Oggi vediamo le altre.

Il termine di “erogena” deriva dal greco érōs “amore” e -genes “nato”, quindi letteralmente significa “che genera amore” e si riferisce alla proprietà della zona in questione di procurare piacere.

L’ottenimento di un rapporto sessuale più che soddisfacente passa anche dalla mente.

Il desiderio nasce nella zona più antica dell’encefalo, il sistema limbico, che raccoglie i segnali provenienti dai cinque sensi come un odore, un bacio, una carezza o un’immagine e dà inizio alla produzione di dopamina, il neurotrasmettitore dell’eccitazione e del desiderio sessuale.

Ovviamente esistono differenze nei due sessi, anche a livello cerebrale, che si traducono in modi diversi di vivere i preliminari.

«Le donne hanno bisogno di una cornice, fatta di baci, carezze e parole, dentro la quale racchiudere l’atto sessuale», dice la sessuologa Giommi, «mentre gli uomini, essendo più diretti e meno comunicativi, risultano anche meno sentimentali. Per loro l’atto sessuale è già corteggiamento».

Le zone erogene sono aree del corpo altamente sensibili che, quando vengono stimolate, possono contribuire all’eccitamento sessuale e, talvolta, possono concorrere al raggiungimento dell’orgasmo.

Una zona erogena è un’area del corpo dotata di una spiccata sensibilità, la cui stimolazione esterna è correlata ad una risposta sessuale.

Ma le zone erogene non sono le stesse per tutti, e anche le modalità di stimolazione che risultano piacevoli in una stessa zona cambiano da persona a persona.

“Dipende dalla disponibilità e dalla tipologia di recettori sensoriali presenti in alcune aree del corpo, come pelle e mucose, ma anche nella profondità di tessuti muscolari e connettivali”, spiega il sessuologo Alberto Caputo, Direttore Scientifico dello IES. “Ad esempio, alcune zone reagiscono alla pressione, altre alla trazione.

Pur essendo in gran parte del tutto soggettive, sono state riconosciute zone del piacere la zona orale, quella anale, quella uro-genitale e i capezzoli.

Ma solamente conoscendo sé stesse e il proprio corpo è possibile fare una mappa delle proprie zone erogene: ci sono parti del corpo che, se stimolate, ad alcune regalano piacere mentre per altre possono addirittura essere fastidiose.

Le zone erogene più comuni includono il capezzolo e l’areola, il clitoride, il punto G, il pene e l’ano. Altre aree rilevanti per la loro sensibilità sono labbra, collo, cuoio capelluto, orecchie, interno coscia, addome e piedi. Tutto il nostro corpo può essere una zona erogena, se la nostra mente è predisposta.

Ci sono dei punti del nostro corpo più sensibili di altri alla stimolazione erotica.

La mappa delle zone de corpo femminili particolarmente erogene si dividono in tre tipologie:

Primarie: ubicate nell’apparato genitale stesso e sono: il clitoride, i due corpi bulbo-cavernosi, le piccole labbra, la zona periuretrale (intorno all’uretra), il vestibolo e il famoso punto G.

Secondarie: un po’ più vicine all’area genitale, possono essere così ipersensibili da rivelarsi per alcune donne un’alternativa all’atto completo, ovvero il seno, i glutei, il pube, l’ano, il perineo.

Arcaiche: le zone più lontane dai genitali, ma estremamente sensibili al tatto, ovvero i capelli, la nuca, le orecchie, la bocca, la schiena, le ascelle, le gambe e i piedi.

Le labbra: i baci sono generalmente il punto di partenza per molte persone, ma concentrarsi di più sulle labbra del partner servirà ad aumentare l’eccitazione e far volare la fantasia

Il collo e la clavicola: la nuca e i lati del collo contengono tantissime terminazioni nervose, tanto che per alcuni basta soltanto sfiorare il collo per accendere il desiderio

Le orecchie e la testa: la zona più eccitante dell’orecchio per molti è il lobo, mentre per altri sussurrare parole dolci è la tecnica ideale. Per la testa invece quei piccoli massaggiatori a forma di ragno sono amati da tutti, ma quattro mani sono sempre meglio di due

L’interno del polso: la parte interna del polso non viene quasi mai toccata, per questo può rivelarsi molto sensibile

I capezzoli: sono molto innervati e pertanto rappresentano una delle parti del corpo più sensibili

I glutei: contengono milioni di terminazioni nervose

I piedi: basta pensare a cosa può suscitare un massaggio ai piedi

Quindi ci rimane solo che “andare” alla scoperta del nostro corpo…

 

Il punto G l’ha individuato un ginecologo tedesco, tale dottor Gräfenberg, un uomo che, mentre i suoi simili negli anni cinquanta volavano alto, avevano la testa presa nel progettare il primo viaggio sulla luna, ebbene lui la testa la teneva sprofondata da un’altra parte.

(Luciana Littizzetto)

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