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Il sonnellino pomeridiano

Le persone che, per motivi di lavoro, si svegliano molto presto, arrivano a metà giornata e sono già stanchi, poiché la concentrazione di adenosina nelle cellule dell’ipotalamo è già elevata. Fare un sonnellino, permette di “svuotare in parte il recipiente”, cioè di alleggerire un po’ il nostro cervello dalla stanchezza, in modo da poter resistere svegli ed essere efficienti sul lavoro, ancora per diverse ore, nell’arco della stessa giornata.

Ciò non significa che tutti dobbiamo fare il sonnellino pomeridiano, ma solo che il sonnellino è un buon meccanismo di compenso quando siamo molto stanchi e dobbiamo resistere svegli molto a lungo. L’utilità o meno di fare un sonnellino al pomeriggio dipende dalle caratteristiche del ciclo sonno-veglia di ciascuno di noi.

Non sempre è utile fare un sonnellino durante il giorno, infatti, talvolta, può essere controindicato e, in alcuni casi, proprio dannoso. Mi riferisco, ad esempio, a quelle persone che non dormono bene di notte, perché soffrono di insonnia, o hanno un jet-leg, o sono lavoratori a turni. In questi casi, dormire di giorno, può “sfasare” il loro ritmo di sonno e rendere ancora più difficile e discontinuo il sonno notturno.

Inoltre, il nostro “orologio interno” prevede che ci siano solo due “porte del sonno” nell’arco della giornata. Le porte del sonno sono i momenti della giornata in cui il nostro cervello è più predisposto all’addormentamento e in cui più facilmente noi riusciamo a prendere sonno.

La porta del sonno principale è quella serale, dopo circa un’ora dal tramonto. La porta del sonno secondaria è nel primo pomeriggio, subito dopo pranzo.

Fare un sonnellino durante il giorno, al di fuori delle porte del sonno, può determinare uno squilibrio nel nostro ritmo sonno-veglia e portare sul lungo andare a disturbi del sonno di difficile gestione, oltre che a dare sintomi fastidiosi, come mal di testa e senso di stordimento o confusione, durante le ore diurne.

Questi due meccanismi di cui abbiamo parlato, quello circadiano e quello omeostatico, sono i principali meccanismi regolatori del sonno e sono anche quelli su cui più facilmente possiamo intervenire dall’esterno, nel momento in cui dobbiamo curare una persona che non dorme bene o che ha disturbi del sonno.

La dottoressa Elena Peila ha scritto il libro DOLCE DORMIRE che ci aiuta a capire i meccanismi del sonno, parte fondamentale della nostra vita per quanto molti di noi ne sottovalutino l’importanza …..

BUONA LETTURA

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