fbpx

La grande stitichezza

Non avevo mai capito fin dove potesse arrivare la mia pigrizia fino a quando non ho smesso di andare in bagno. Nel senso che sono settimane che non riesco più a…fare la cacca. Ci sono altri modi per dirlo? Il mio intestino si è arreso alla modalità “scialla” della padrona. E dorme.

Sono settimane che vado e vengo da mio cugino in farmacia a prendere integratori di tutti i tipi: gli integratori alle prugne; il mannitolo; i clisterini al miele; il lassativo da mettere nella tisanina col tarassaco ad effetto regolatore. Niente! Ovviamente tutte cose che hanno un cattivo sapore.

E non dico che “fanno cagare” perché proprio in questo caso non è vero.

L’altro giorno, per l’ennesima volta sono andata in farmacia.

Ecco, il succo del racconto è questo: avere come farmacista una delle persone più care e vicine a te significa anche che ti senti a tuo agio e parli della frequenza delle tue evacuazioni con tutti: gli altri farmacisti, il magazziniere, i clienti.

Così, sono entrata e ho dichiarato: “ragazzi, ancora niente”. Loro mi aspettavano con la stessa apprensione del ginecologo quando hai finito la settimana ostetrica.

Senza dirmi nulla, sono andati nei cassettini magici, quelli lunghi lunghi e scorrevoli e mi hanno dato una scatola dicendomi: “vabbè, fatti sto clistere”.

– Ah! E in quanti giorni devo farlo?

Si sono guardati ridendo: “devi farlo tutto OGGI”.

Mi sono immaginata morta a terra sul pavimento del bagno.

A casa, mia sorella ha aperto la scatola, ha tirato fuori sto coso enorme e tutta gasata ha esultato: te lo faccio io! Te lo faccio io!

Quello che è seguito è stato surreale: io stesa sul letto, mentre mia sorella faceva selfie e video mentre si adoperava con il mio posteriore; mia madre che continuava a ripetermi: scarica! Scarica!; mia sorella che rideva; mio cugino farmacista che per whatsapp mi chiedeva quantità, qualità e mi diceva: dai! Se non basta ti faccio fare quello per la colonscopia!

La conclusione è che non ho fatto tutto quello che dovevo: il mio intestino continua a dormire e mi tocca ancora ingurgitare cose dal sapore dubbio dalla mattina alla sera.

Ma la morale è: la felicità è vera solo se condivisa… figuriamoci fare la cacca!

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *