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Insuperabili: l’esperienza di Samir Khattab

Con molto piacere oggi vorrei presentarvi Samir Khattab, atleta della Selezione Insuperabili, 
nonché dell’Academy torinese.

L’esperienza nell’accademia calcistica gli ha permesso di trovare un equilibrio interiore, oltre che di migliorare calcisticamente.

Come e quando hai scoperto il progetto di “Insuperabili”?

Ho scoperto il progetto di “Insuperabili” all’età di 15 anni grazie al mio educatore, che me l’ha 
proposto in quanto bambino iperattivo.

Quando mi sono iscritto ed ho cominciato ad allenarmi il progetto mi è piaciuto subito perché i tutor sanno supportare noi atleti, non solo per quanto riguarda l’allenamento calcistico, ma anche dal punto di vista mentale. Possiamo sempre parlare di tutto con loro. Il loro obiettivo è quello di farci conoscere le nostre capacità e di svilupparle al massimo.

Com’è stato il primo allenamento con la squadra di “Insuperabili”? È stata la tua prima esperienza calcistica?

No, non è stata la mia prima esperienza calcistica perché avevo già giocato in altre squadre: il Bruzolo e il Nichelino.

Il primo allenamento con la squadra di “Insuperabili” è stato davvero bello. Ho conosciuto un sacco di belle persone.

Che rapporto hai con i tuoi compagni? Com’è giocare con loro?

Giocare con loro è una bellissima emozione: ogni persona ha i suoi tempi di gioco; confrontarti con persone che hanno tempismi diversi dai tuoi e adattarti a questi è una bella sfida. Inoltre, i miei compagni di squadra sono diventati degli amici, incontrarli anche al di fuori dal contesto calcistico è molto bello.

In che ruolo giochi?

Io gioco sulla fascia destra o sinistra.

Oltre che atleta dell’Academy di Torino, fai anche parte della Selezione di “Insuperabili”?

Sì. Fare parte anche della Selezione di “Insuperabili” per me è un’esperienza meravigliosa. Permette di imparare molto, non solo dal confronto con altri atleti, ma anche da quello con le altre squadre, che magari hanno un gioco diverso dal nostro a livello fisico o tattico.

Un altro aspetto molto bello è che ti permette anche di viaggiare, sia in Italia che all’estero. Ad esempio, siamo stati a Göteborg, in Svezia, e, per quanto riguarda l’Italia, un ricordo molto bello è quello legato all’esperienza di Coverciano. In questa occasione abbiamo disputato delle partite in quarta categoria e siamo riusciti anche a vincere contro la Juventus for Special.

Purtroppo, a causa della pandemia, ora sono sospese le attività legate alla Selezione, ma sono talmente belli i momenti vissuti che non si possono nemmeno spiegare.

Cos’è cambiato da quando è iniziata l’emergenza Covid-19?

Quando si gioca per anni a calcio, che è uno sport fisico, non poterlo più fare è triste. Comunque, anche in questa situazione si può imparare molto, ad esempio tatticamente.

Ora, essendo in zona rossa, stiamo facendo gli allenamenti in home training: sono molto divertenti e allo stesso tempo permettono di imparare molto perché in ogni momento dell’allenamento, come quando siamo sul campo, i mister ti assistono e ti dicono cosa devi fare, come lo devi fare e il verso giusto.

“Insuperabili” organizza poi delle serate. Recentemente abbiamo partecipato ad una tombolata in cui si potevano vincere anche degli indumenti sportivi a marchio “Insuperabili”, e ci siamo messi alla prova con quiz su diverse tematiche come: sport, anatomia, geografia, matematica e calcio.

Ti ha cambiato entrare a fare parte di “Insuperabili”?

Sì, mi ha cambiato molto in senso positivo perché, quando ho iniziato questa esperienza, non riuscivo ad accettarmi, a causa delle mie difficoltà di comprensione.

L’esperienza con “Insuperabili” mi ha permesso di conoscere persone che sono nella mia stessa condizione, di integrarmi e di capire che ognuno ha i suoi tempi.

Per me è un grandissimo onore poter giocare in “Insuperabili”.

Vuoi raccontarci qualcosa di particolare o di significativo della tua storia personale o della tua esperienza?

Posso dire che in questo momento sono riuscito a trovare un equilibrio, ad accettarmi e ad accettare anche le mie problematiche, soprattutto grazie ad “Insuperabili”.

Nel passato ho però vissuto esperienze di vita deludenti, ma che mi hanno fatto crescere dal punto di vista mentale; infatti, per un periodo, ho frequentato persone che stavano con me per convenienza e non perché mi considerassero un loro amico. Tutto ciò mi ha consentito di imparare a dire subito quello che voglio e che non voglio e a riuscire a capire chi davvero è un amico.

Perché consiglieresti ad altri ragazzi di iniziare a fare parte di “Insuperabili”?

Consiglierei questa esperienza perché può farti crescere a livello mentale e puoi divertirti con persone che, anche se hanno le loro problematiche, vogliono apprendere e allo stesso tempo divertirsi. Ci si migliora uno con l’altro.

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