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Il cerchio delle donne: l’autostima

Con molto piacere oggi vorrei presentarvi le Dottoresse Giuditta Beatrice Seassaro e Alida Zugaro, Psicologhe Psicoterapeute.

Insieme condurranno “Il cerchio delle donne: l’autostima”, l’incontro online di giovedì 25 marzo (dalle ore 19.30 alle ore 21.00), organizzato dal Centro Medico Mens CPZ in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

Dottoresse, quanto è importante oggi il tema dell’autostima?

Il tema dell’autostima oggi è sicuramente molto importante, perché viviamo in una società nella quale, fortunatamente, godiamo di un certo grado di libertà di scelta rispetto a cosa vogliamo fare, a chi vogliamo provare a essere. A questo proposito, imparare ad auto-stimarci, ossia a riconoscere i nostri punti di forza e le nostre qualità, insieme ai nostri limiti, diventa uno strumento particolarmente utile per poter fare delle scelte che ci facciano sentire appagati e realizzati. Una sottostima delle nostre qualità rischia di bloccarci e di farci sentire come “non all’altezza”, ma anche una eccessiva sovrastima delle nostre capacità può esporci al fallimento! È importante imparare a separarci da immagini ideali di come dovremmo essere per poter scoprire e accettare come siamo.

Autostima e donna, perché sono correlate?

L’autostima ovviamente riguarda tutti, donne e uomini. Ci sono però delle qualità e delle capacità che, a livello sociale, vengono considerate come più desiderabili per un genere o per l’altro. Per le donne, un posto cruciale è sicuramente occupato ancora oggi dall’immagine, dall’aspetto fisico. Fin da piccole siamo abituate a confrontarci con un’immagine del femminile che ci viene proposta dai media, alla quale – anche inconsciamente – sentiamo poi di dover in un qualche modo corrispondere. Ma l’autostima è legata anche all’immagine di noi che ci è stata rimandata dai nostri genitori e dalle nostre figure di attaccamento fin dai primi mesi di vita. Una delle funzioni evolutive dello sguardo dell’altro su di noi è quella del rispecchiamento: è importante quello che abbiamo visto nello sguardo di mamma e papà quando, per fare un esempio, ci siamo sollevati in piedi per la prima volta: erano orgogliosi? Erano delusi? Nel loro sguardo e in ciò che ci trasmettono, spesso a livello implicito e magari inconsapevole, ci sono anche delle “indicazioni” su cosa fare – e non fare – in quanto bambine (o bambini).

Quali sono i segnali della mancanza di autostima?

Una bassa autostima si può manifestare in molti modi: possiamo sentirci a disagio nell’entrare in relazione con gli altri, in quanto ci riteniamo poco interessanti, poco desiderabili, poco attraenti, poco apprezzabili. Possiamo fuggire il confronto e avere timore di esprimere il nostro pensiero e la nostra opinione, perché pensiamo che l’altro li troverà di poco valore. Possiamo non apprezzare il nostro aspetto, fino a vergognarci di mostrarci in pubblico o nell’intimità o fino a trascurare il nostro corpo, perché non ci piace e ci sembra non valga la pena di prendercene cura. Una bassa autostima può anche influire sulla nostra autorealizzazione, in quanto ci può portare ad accontentarci di occupare una posizione lavorativa, o familiare, che non ci appaga completamente ma che riteniamo essere la sola alla nostra portata.

Come sarà strutturato l’incontro? Perché può essere utile? Fornirete dei consigli per migliorare l’autostima?

Questo incontro l’abbiamo immaginato proprio come un momento di confronto libero intorno al tema dell’autostima, per stimolare una riflessione e una condivisione di pensieri. L’intento non è di dare dei consigli ma di porre le condizioni per cui ogni persona possa interrogarsi sulla sua idea di autostima e magari, anche attraverso l’ascolto dei punti di vista delle altre, lasciare il cerchio con una prospettiva nuova. Nel cerchio si sta una accanto all’altra (in questo caso virtualmente) e ciò che viene messo nel cerchio diventa di tutte ed è responsabilità di tutte conservarlo e tutelarlo, in un clima di ascolto rispettoso e sospensione del giudizio.
Pensiamo infine che un incontro in gruppo possa avere una duplice funzione: il gruppo stimola la costruzione di un pensare originale e multiforme e al tempo stesso permette a chi vi prende parte di sentirsi rispecchiato nel pensiero e nel sentire degli altri e, a sua volta, di fare da specchio per gli altri. Parliamo di autostima ma, al tempo stesso, proponiamo una pratica che la possa sostenere!

Presso il Centro Medico Mens CPZ, vi occupate, da qualche mese, dello sportello di ascolto psicologico e di orientamento sul territorio dedicato alle donne “Ad Alta Voce”. Di cosa si occupa questo progetto?

Il Progetto dello sportello “Ad Alta Voce” è nato con l’idea di creare all’interno del Centro Mens CPZ uno spazio di ascolto dedicato alle donne. Si può rivolgere allo sportello qualsiasi donna che si trovi ad attraversare un momento di difficoltà nella sua vita personale, relazionale, lavorativa: scopo dello sportello è quello di accogliere la richiesta di aiuto e trovare insieme la miglior soluzione al problema, anche attraverso un servizio di informazione sulle realtà e servizi esistenti sul territorio e intermediazione con questi ultimi.

Com’è strutturato il servizio offerto?

Ogni mese dedichiamo due pomeriggi allo sportello. La persona può chiamarci o mandarci una mail per prendere un appuntamento, che in questo periodo potrà essere sia in presenza sia da remoto a seconda delle esigenze di ognuna. Il primo colloquio sarà gratuito, in quanto lo intendiamo come un momento di conoscenza e raccolta della domanda o della richiesta di informazioni. C’è poi la possibilità, nel caso in cui se ne rilevasse il bisogno, di proseguire con un percorso psicologico, in questo caso a pagamento.

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