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E tu…quale profilo alimentare sei?

Per quanti di voi è diventato un problema riuscire a gestire le scelte alimentari e la corretta frequenza dei pasti? Troppe volte accade che le commissioni, gli appuntamenti di lavoro, gli impegni legati alla famiglia influenzino il nostro modo di alimentarci. Credete che sia impossibile riuscire a conciliare tutto? Vi sbagliate, con un po’ di organizzazione e consapevolezza in più si può gestire la nostra giornata rendendola più efficiente, soprattutto dal punto di vista nutrizionale.

Molte volte giustifichiamo il nostro comportamento alimentare errato trovando mille scuse ma non facciamo mai nulla per correggerle: “viaggio troppo spesso per lavoro e non riesco a mangiare come vorrei”, “purtroppo facendo i turni a lavoro non riesco a rispettare il corretto timing dei pasti”, “le mie abitudini alimentari sbagliate sono troppo radicate nella mia vita, non riesco a cambiare”.

E se per ogni “profilo alimentare” ci fossero sia punti critici che modi differenti con cui porre rimedio?

GLI INDAFFARATI: quanti di voi lavorano in proprio oppure rivestono un posto di grande responsabilità o, ancora più difficile, devono conciliare lavoro e famiglia? Chi si trova in questa situazione molte volte pensa che il fermarsi per mangiare è una perdita di tempo, tempo sottratto ad altre attività ritenute prioritarie. Come possiamo porre rimedio?

1° Costruirsi un’agenda di impegni e individuare almeno mezz’ora al giorno per consumare il pranzo. In ufficio potete tenere frutta fresca facile da consumare (albicocche, mandarini, banane). Chi non può muoversi dall’ufficio per la pausa pranzo dovrebbe organizzarsi con qualcosa di pronto, portato da casa da accompagnare a verdura cruda o cotta (la stessa cucinata la sera prima e conservata in frigorifero) e riscaldato al microonde. Attenzione, il caffè zuccherato può aiutare a ricaricarci in un primo momento ma non abusarne o peggio non sostituirlo ai pasti e spuntini.

2° Se per esigenze lavorative si è spesso costretti a consumare il pranzo fuori casa, fare il possibile per consumare il resto dei pasti a casa. Mangiare al ristorante o al bar prevede l’assunzione di alimenti più calorici e assunzione di quantità maggiori di cibo. Chi non è mai a casa e ha la possibilità di avere un aiuto per le pulizie può chiedere a questa persona di preparare anche qualcosa per cena, di apparecchiare. In alternativa potete cucinare nel fine settimana, creare monoporzioni e congelarle.

3° Per l’attività fisica si consiglia di sfruttare le ore del mattino prima di andare al lavoro per fare movimento. Organizzarsi con cyclette o tapis roulant. Nei fine settimana alternare momenti di relax a momenti di attività per scaricare lo stress accumulato sul lavoro durante la settimana.

I VIAGGIATORI: chi per lavoro si sposta da un posto all’altro non sa mai se, quando, dove e cosa riuscirà a mangiare. Quando poi ha l’occasione di consumare un pasto tende ad abbuffarsi. Un altro problema di chi appartiene a questo profilo alimentare è che il numero di pasti consumati fuori casa è maggiore e saper scegliere diventa difficile.

1° Segnare sull’agenda non soltanto gli appuntamenti di lavoro ma anche le soste per i pasti e gli spuntini della giornata indicando l’orario e il luogo preciso.

2° Vista la difficoltà a praticare attività fisica scegliere di parcheggiare l’auto nei grandi parcheggi e poi spostarsi a piedi.

GLI SREGOLATI: tanti, tantissimi tendono a non mangiare tanto ma a mangiare male nutrendosi di snack dolci o salati, piatti pronti, bibite zuccherate e alcoliche. Così facendo si tende ad introdurre più calorie rispetto a quelle apportate da pasti più regolari e abbondanti. E’ necessario, quindi, aumentare la proprio consapevolezza rendendosi conto di cosa e quanto si mangia. Come possiamo porre rimedio?

1° Non trascurare mai la qualità di quello che si mangia anche se si ha poco tempo. Invece di ricorrere a piatti pronti ricchi in sale e grassi acquistare alimenti veloci da cucinare, come uova, insalata già pulita, fettine monoporzioni di carne, minestroni surgelati, spinaci e verdure congelate. Non saltare mai il pasto, se non si ha un’alternativa più salutare scegliere un panino evitando salse, insaccati e sott’olio.

2° Spesso mangiare in piedi, piccoli assaggi e chiacchierando con amici può far cadere nell’errore di pensare di aver mangiato poco. Questa è la tipica situazione degli aperitivi. E’ importante rendersi conto che in questo modo si introducono molte calorie in più rispetto ad un comune pasto caratterizzato da un primo e secondo, più contorno.

I ROUTINARI: una situazione opposta alla categoria degli “sregolati” è rappresentata da questo profilo! Il problema di chi ha una vita scandita sempre dagli stessi ritmi può trovarsi in difficoltà qualora avesse la necessità di cambiare le proprie abitudini alimentari. Infatti, con l’avanzare dell’età il metabolismo rallenta e talvolta insorgono condizioni patologiche che necessitano un cambiamento delle abitudini alimentari. Cambiare lo stile di vita può essere una scelta obbligata ma può anche essere vista come un’occasione per migliorare la qualità della propria vita.

1° Se si è abituati a mangiare porzioni abbondanti e piatti elaborati, la prima cosa da fare è scegliere alimenti a bassa densità energetica con un buon volume, in modo da appagare l’occhio ma allo stesso tempo ridurre le calorie introdotte. Ad esempio, a colazione inserire un frutto e togliere prodotti dolci da forno, in mensa optare per piatti unici in cui non si aggiunge un ulteriore secondi piatto proteico.

2° Evitare che il cibo (spesso elaborato e in grandi quantità) diventi l’unico collante e scopo degli incontri con amici e parenti; organizzate gite fuori porta, spettacoli a teatro/cinema. Quando organizzate pranzi o cene concordate in anticipo il menù ed evitate che queste occasioni diventino appuntamenti fissi che con il tempo possono diventare più un obbligo che un piacere.

I TURNISTI: chi come medici, infermieri e operai ha un lavoro che non permette orari fissi molte volte perde ogni punto di riferimento per distribuire i pasti e riposare con regolarità. Il risultato? Queste persone tenderanno a mangiare ciò che gli capita, spesso alimenti pronti, ricchi in grassi, zuccheri, calorie ma anche sale. Questi ritmi portano inevitabilmente ad aumentare di peso anche a causa della difficoltà a praticare attività fisica. Quali consigli possiamo fornire a questo “profilo alimentare”?

1° Individuare gli orari dei tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) mantenendoli con regolarità.

2° Individuare un luogo dove si mangia (anche si è da soli a consumare il pasto) e mangiare stando sempre seduti.

3° Spezzare il digiuno al mattino e al pomeriggio per fornire energie al corpo e arrivare fino al pasto successivo senza essere affamati, evitando così di perdere la lucidità e fare scelte alimentari poco consapevoli e sane.

4° scegliere una palestra in cui poter entrare liberamente 2-3 volte a settimana senza alcun vincolo di orario.

I PASTICCIONI: molte volte per esigenze lavorative o familiari si viene sopraffatti da mille impegni senza rendersi conto della necessità e dell’importanza di ritagliarsi un po’ di tempo per sé stessi.

Questo tipo di atteggiamento viene per lo più riscontrato in chi resta a casa molto tempo, casalinghe e mamme a tempo pieno. I consigli che possiamo fornire a questa categoria sono i seguenti:

1° Individuare un luogo specifico e un orario in cui mangiare. Nel caso in cui si avessero bambini con età inferiore a 3 anni è consigliato far mangiare prima loro e poi sedersi a tavola con il resto della famiglia.

2° Lo stare molto tempo in casa spinge a mangiare di più perché si ha libero accesso al cibo e tante volte avere bambini piccoli diventa una scusa per acquistare biscotti, bibite zuccherate, merendine. È importante ricordare il ruolo del genitore come educatore nel campo dell’alimentazione. Per aiutarsi a diventare più responsabili non acquistare prodotti alimentari ad elevata densità energetica e prediligere merende più salutari come yogurt, pane e confettura di frutta o miele, frullati di frutta e fissare un giorno alla settimana per un gelato di buona qualità.

3° Praticare uno sport con tranquillità può essere molto difficile per chi ha uno o più bambini piccoli. Programmate passeggiate, giri in bicicletta, ballare a ritmo di musica, gite fuori porta ed evitare la macchina per piccoli spostamenti. A casa è possibile usare oggetti di uso comune per fare qualche esercizio: sedia, tavolo, bottiglie di plastica.

A questo punto una volta trovato il vostro profilo potete iniziare a migliorare la vita quotidiana, organizzare la vostra giornata e le scelte alimentari. Trovate una forte motivazione che possa spingervi al vero cambiamento!!

Dott.ssa Giulia Massini

Ha collaborato con l'Ospedale infantile Regina Margherita presso l'ambulatorio dislipidemie e prevenzione cardiovascolare e segue progetti di intervento diagnostico terapeutico nella diagnosi precoce di iperlipemia aterogena in età pediatrica nel territorio piemontese.

Un pensiero riguardo “E tu…quale profilo alimentare sei?

  • 22 Marzo 2021 in 10:33
    Permalink

    Non saprei in quale profilo identificarmi. Sicuramente quando lovoravo ero un po’ pasticciona. Ora che non ho più impegni sottoposti ad orari fissi, ma posso programmarli di settimana in settimana, curo mrglio la mia alimentazione e mi diverto anche a preparare piatti semplici, ma vari, un po’ diversi dal solito. Mi sembra che questo passatempo mi aiuti anche a sentire meno gli effetti dei vari lockdown.

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