fbpx

La Forza delle…donne.

Lo studio medico MENS CPZ è sempre stato promotore di equità e ha sempre volentieri parlato di quanto importanti siano le differenze.
E ha sempre voluto sollevare e stimolare coscienza critica, consapevolezza, raziocinio.
Nelle ricorrenze istituzionali, come la Festa della Donna, le giornate dell’OMS sulla disabilità o disuguaglianza, vi abbiamo sempre detto che non è per festeggiare che vengono istituite queste giornate.
Ma per sensibilizzare, ricordare, tirare fuori nervi scoperti della collettività; che la storia passata non è stata in grado di accogliere; che il futuro non è ancora pronto ad ospitare, non senza un’adeguata partecipazione e istruzione del presente.
Ci sentiamo abbastanza equanimi, tutti quanti, dal considerare in maniera egualitaria uomini e donne?
Che non significa che sono uguali, ma che proprio alla luce delle loro differenze devono essere trattati e considerati allo stesso modo.
Dati alla mano ci dicono che no, che dobbiamo ancora darci da fare e parlarne. Per arrivare al futuro pronti.

Ci piace l’idea, oggi, di parlarvi di alcune donne speciali. Che hanno precorso i tempi; che non solo erano donne, quando essere donna era difficile; ma che erano “diverse” quando certe diversità erano ancora più insormontabili.

Marguerite Yourcenar, è una scrittrice belga, nata nei primissimi anni del 1900.
E’ una delle più grandi scrittrici della letteratura mondiale; è stata una donna ed un’artista dallo spirito profondamente libero, che ha vissuto la vita e la morte “ad occhi aperti”.
Si è raccontata sempre con onestà attraverso i suoi personaggi, approfondendo sempre gli abissi della sua dolente umanità, delle sue passioni, delle sue sconfitte e dei suoi successi, non rinunciando mai al suo ideale di conoscenza e libertà.
A 34 anni conosce la donna della sua vita, Grace Frick, alla quale resterà legata per 40 anni e accanto alla quale verrà sepolta.
Amò una persona del suo stesso sesso quando era difficilissimo poterlo fare e non si sottrasse mai e per nessuna ragione al suo sentimento verso una donna.

Ha scritto libri bellissimi nei quali troviamo pezzi di incredibile attualità, come solo i grandi scrittori riescono a fare.
Oggi vogliamo riportarvi un frammento di ciò che diceva, a riguardo della condizione femminile, agli inizi del 900; parole che ce la fanno conoscere come  un’antesignana dei diritti umani.
Fa infatti dire al suo Adriano, nel II secolo d.C:

“La condizione della donna è determinata da strani costumi: esse sono sottoposte e protette allo stesso tempo, deboli e potenti, troppo disprezzate e troppo rispettate. In questo caos di usanze contraddittorie i rapporti sociali si sovrappongono a quelli di natura: anzi, non è facile distinguerli. […] la loro[delle donne n.d.r] forza si prende la rivincita nelle piccole cose, e qui il potere che esercitano è quasi illimitato […] le leggi dovrebbero differire il meno possibile dalle usanze”.

Alda Merini, scrittrice Milanese nata negli anni 30, soffrì invece di disturbo bipolare in un momento in cui la malattia mentale era un pesante stigma, la medicina ancora aveva pochi strumenti per curarla e non era ancora in vigore la legge Basaglia, per cui i manicomi erano ancora attivi.

Un giorno, dopo un altro dei suoi soliti attacchi d’ ira, venne portata via dalla sua casa e fu internata. Raccontò dei suoi terribili momenti in manicomio; una gran parte della produzione delle sue poesie ci parla spesso delle “terribili ombre della sua mente” che la costrinsero ad una vita solitaria e triste.

Nonostante la sofferenza e l’incertezza alla quale la costringe il suo disturbo bipolare, Alda lascia trasparire dai suoi versi un animo forte, vigoroso e profondamente umano.
Osteggiata dalla madre che voleva per lei una vita di madre e moglie, fu invece incoraggiata dal padre, affettuoso e colto, a istruirsi.
Cresciuta in questo contrasto, scoprirà comunque la sua più grande passione nella scrittura, diventando grazie alla forza delle sue parole, un emblema di coraggio ed emancipazione:

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra.

La grandezza di queste donne sta nella capacità di scrutare l’animo umano di tutti i tempi, attraverso le epoche e attraverso le difficoltà, stimolando i lettori a cose nuove e sempre più grandi con i loro versi e le loro azioni anche a distanza di secoli.
Avremmo voluto parlare di molte più donne, ma il nostro post sarebbe infinito.
Speriamo di avervi stimolato al pensiero e alla riflessione nel nostro piccolo cantuccio del martedì.

Che l’8 Marzo sia in tutti noi per il resto dell’anno.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *