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Giardino autunnale

Al giardino spettrale al lauro muto

de le verdi ghirlande

a la terra autunnale

un ultimo saluto!

A l’aride pendici

aspre arrossate nell’estremo sole

confusa di rumori rauchi grida la lontana vita:

grida al morente sole

che insanguina le aiole.

S’intende una fanfara

che straziante sale: il fiume spare

ne le arene dorate; nel silenzio

stanno le bianche statue a capo i ponti

volte: e le cose già non sono più.

E dal fondo silenzio come un coro

tenero e grandioso

sorge ed anela in alto al mio balcone:

e in aroma d’alloro, in aroma d’alloro

acre languente,

tra le statue immortali nel tramonto

ella m’appar, presente.

 

Dino Campana nacque a Marradi situato nella provincia di Firenze, il 20 agosto del 1885. Fin da piccolo, nutre passione per la poesia e la letteratura ma da giovane comincia a dare segni di squilibrio mentale alimentati dalla madre, che ossessionata da una religiosità bigotta lo accusa di essere l’anticristo. Da alcune fonti sappiamo che soffriva di una particolare forma schizofrenica chiamata EBEFRENIA che degenera in demenza.

Il poeta vivrà molte volte l’esperienza del ricovero in manicomio dove subira’ i primi eletroshock.

“La mia vita era tutta un’ansia del segreto delle stelle, tutta un chinarsi sull’abisso” da questa frase si deduce che il poeta verra’ spinto a una totale negazione della realta’,in continua ricerca dell’innocenza perduta, e rapportandosi a Baudelaire a Rinbaud sviluppera’ nella sua poesia una volonta’ ribelle e distruttiva.

La chiave della sua lirica è “il viaggio” metafora poetico-esistenziale verso terre sogniate e desiderate, fatto di ricerca, estasi liberazione.

Dino Campana viaggia in paesi stranieri esprimendo cosi’ il suo male oscuro, fuggendo e dedicandosi a una vita errabonda, alternando cosi’ i ricoveri in manicomio.

Sono molte le collocazioni delle sue opere definite pervase da due tendenze inconciliabili: da una parte il rapporto con la realta’ e dall’altra l’incapacita’ di compromessi sociali

Dino Campana verra’ denominato “poeta maledetto”.

L’ebefrenia e’ una particolare forma di schizofrenia conosciuta anche come psicosi della giovinezza, perche’ la malattia si manifesta durante l’eta’ adolescenziale dell’individuo molto spesso viene scambiata per nevrosi o isteria nei minori.

La forma ebefrenica e’ caratterizzata da alternarsi di stati di esaltazione a stati di depressione, (sintomi tipici della schizofrenia affettiva), comportamenti e eloquio, disorganizzato e confuso ed incoerente che vengono accompagnati ad episodi allucinatori e/o illusori.

Le cause dell’ebefrenia non sono ancora del tutto chiare. Esistono alcuni fattori di rischio che aumentano l’incidenza di sviluppo del disturbo, tra questi ricordiamo in particolare il fattore genetico cioe’ i soggetti che hanno un rischio maggiore di sviluppare la malattia sono quelli con famigliarita’ pregressa con schizofrenia.

Infezioni virali durante la gravidanza sono un altro fattore predisponente. Tra i virus più comuni associati al rischio di sviluppare disturbi di natura schizofrenica vi sono il virus influenzale, l’herpes, la toxoplasmosi e il virus della rosolia.

Anche traumi o forti stress durante l’infanzia ad esempio i bambini che hanno subito violenze, abusi o esperienze traumatiche hanno un maggiore rischio di sviluppare il disturbo.

Inoltre l’abuso di sostanze può slatentizzare un disturbo subclinico; in particolare l’uso di droghe o alcol durante l’adolescenza può incidere in maniera significativa sulla salute fisica ed i processi mentali, aumentando il rischio di ebefrenia.

Molti sintomi sono riconducibili a soggetti che hanno manie di persecuzione oppure stati di allucinazioni, Spesso i sintomi sono severi e può essere necessario un ricovero ospedaliero che possa aiutare il paziente e i familiari che dovranno essere supportati emotivamente

Con una giusta pianificazione e un adeguato controllo dei trattamenti è possibile ottenere una assistenza nella gestione della vita quotidiana; inoltre con un aiuto a livello scolastico e lavorativo si possono ottenere una riduzione dei sintomi e nella stabilizzazione della patologia.

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