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Fino all’osso

https://www.youtube.com/watch?v=x5c-3ejgYRs

 

da

Fino all’osso

di Marti Noxon

AMBI Group, Foxtail Entertainment, Mockingbird Pictures e Sparkhouse Media

 

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che colpisce in particolare gli adolescenti ed è finalizzato al raggiungimento e al mantenimento di un peso significativamente inferiore a quello normale.

I primi campanelli d’allarme comprendono lo sviluppo di una preoccupazione francamente eccessiva per il peso corporeo (anche in soggetti già magri o in modestissimo sovrappeso) e la conseguente limitazione dell’assunzione di cibo per cercare di dimagrire “soltanto di qualche chilo”.

La preoccupazione e l’ansia riguardo al peso e alla dieta da seguire per tenerlo sotto controllo aumentano progressivamente, anche se di fatto i chili persi sono ormai molti e si è vicini al deperimento. Il rifiuto di ascoltare le raccomandazioni e i consigli di genitori e amici riguardo alla necessità di nutrirsi in modo adeguato e la negazione del disturbo sono due fenomeni tipici della fase iniziale della malattia.

Altre alterazioni caratteristiche sul piano fisico e metabolico comprendono: la scomparsa delle mestruazioni, l’aumento della peluria, la riduzione del desiderio sessuale, l’intolleranza al freddo, la comparsa di gonfiori, la pressione bassa e la diminuzione dell’attività della tiroide. Nei casi gravi di anoressia praticamente ogni organo e apparato soffre a causa degli squilibri imposti dalla denutrizione.

Il ridotto apporto di calcio e vitamina D, associato alle alterazioni ormonali e dell’acidità del sangue, espongono invece a un significativo aumento del rischio di impoverimento osseo e osteoporosi precoce.

Un aspetto importante da sottolineare è che l’anoressia non comporta una reale perdita dell’appetito. Al contrario, i pazienti continuano a percepire lo stimolo della fame e sono ossessionati dal pensiero del cibo. Circa la metà delle persone che soffrono di anoressia sperimenta abbuffate periodiche, seguite dall’eliminazione del cibo ingerito con il vomito autoindotto, dall’uso di lassativi e diuretici o dalla pratica di un’attività fisica molto intensa per smaltire le calorie introdotte. La terapia dell’anoressia deve essere affrontata da un team multidisciplinare, se necessario nel corso di un ricovero ospedaliero, e si basa sulla combinazione di tre differenti strategie d’intervento: psicoterapia cognitivo-comportamentale, farmacoterapia (anche se il ruolo dei farmaci è in questo caso marginale e mira soprattutto a curare complicanze e problemi clinici insorti a causa dell’anoressia) e counseling nutrizionale.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale può essere utile per modificare la percezione distorta dell’immagine di sé che è alla base della sintomatologia anoressica, mentre la terapia nutrizionale, che prevede differenti stadi di riabilitazione alimentare, è fondamentale per assicurare una ripresa graduale del peso corporeo che sia accettata dalla paziente.

Fino all’osso è certamente un film che porta a riflettere su questo disturbo alimentare, sempre più diffuso tra gli adolescenti, a causa dell’uso imminente dei social media, che sembrano incoraggiarli a concentrarsi sempre più sul loro aspetto e sul modo in cui vengano percepiti dagli altri.

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