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Farmaci nemici del dolore

Concludiamo il mese di gennaio, dedicato alla Fibromialgia e al dolore cronico, parlandovi delle terapie farmacologiche utilizzate.
Fino a circa dieci anni fa la fibromialgia veniva diagnosticata raramente; la si conosceva pochissimo, era ritenuta una patologia di natura psicogena e quindi difficilmente curabile. Negli ultimi anni, fortunatamente, le cose stanno cambiando e oggi si può sperare di portare sollievo nella vita dei pazienti. Man mano si scoprono i meccanismi alla base della fibromialgia e possiamo oggi utilizzare farmaci in grado di correggerne i deficit.

Quando pensiamo al dolore diffuso o al mal di testa, pensiamo ai FANS, i farmaci anti-infiammatori non steroidei.
Esiste una modesta quantità di prove che testimonia che l’uso dei FANS per il trattamento nel dolore della fibromialgia non è efficace. E altrettanti studi, in definitiva, affermano che “non possono essere considerati utili”.

Allo stesso modo, anche le ricerche sugli oppiacei, che abitualmente sono i farmaci più efficaci sulle altre forme di dolore cronico (come il dolore osteo-articolare, dolore oncologico, ecc,) hanno dato risultati deludenti sul controllo della sintomatologia dolorosa nella fibromialgia.
Inoltre gli effetti collaterali, come l’eccessiva sonnolenza diurna, possono peggiorare ulteriormente le condizioni generali del paziente; oltre al fatto che sono farmaci che possono facilmente indurre tolleranza (il fenomeno per cui è necessario aumentare la dose per ottenere lo stesso effetto) e di conseguenza, dipendenza (l’impossibilità di sospendere il farmaco senza effetti collaterali gravi).

I farmaci più attualmente utilizzati sono, invece, i farmaci miorilassanti, che agiscono sulla manifestazione “periferica” della fibromialgia cioè sulla contrattura muscolare, e i farmaci che potenziano l’attività della serotonina che agiscono invece su uno dei meccanismi “centrali” della malattia. Generalmente questi farmaci vengono associati nello stesso paziente.

Fino ad oggi solo tre terapie farmacologiche sono state approvate dalla FDA (Food and Drug Administration) per il trattamento della fibromialgia: pregabalin (antipilettico correntemente utilizzato nel dolore neuropatico), duloxetina e minalcipran (antidepressivi con attività “duale” con diretta azione sul dolore neuropatico).

Tuttavia molte atre terapie farmacologiche sono state impiegate negli anni con varia efficacia.
Alcune delle terapie farmacologiche che hanno dimostrato un certo effetto sono anche i farmaci antidepressivi triciclici oppure alcuni neurolettici.

Un trattamento  che si è rivelato efficace sul breve termine è quello con la “Quietapina”, un anti-psicotico di vecchia generazione che, se utilizzato per pochi mesi, migliora le condizioni psichiche di questi pazienti, attenuando ansia, sintomi depressivi e in maniera lieve anche il dolore.

Una classe farmacologica che sta dimostrando risultati interessanti e che ha suscitato recentemente l’interesse dei medici e soprattutto dei pazienti, sono i cannabinoidi. Queste terapie si stanno dimostrando efficaci soprattutto per la rigidità muscolare tipica della fibromialgia e aiutano a indurre una condizione di rilassamento del paziente (fisico e psicologico).
Il cannabidiolo, o comunemente chiamato CBD, è un composto che si trova sia nelle piante di cannabis che nelle piante di canapa. Ricordiamoci, il CBD è la sostanza non psicoattiva che tutti associamo alla cannabis (chiamata THC) e interagisce con il corpo umano in maniera completamente differente dalla sorella psicoattiva. I cannabinoidi, di fatto, legandosi al sistema endocannabinoide presente già nel nostro organismo, inibiscono la trasmissione neuronale nei percorsi del dolore.
Ed è proprio per le sue proprietà analgesiche e mio rilassanti, che agisce là dove farmaci steroidei, cortisonici e oppioidi si sono rivelati inefficaci.

Sono inoltre attualmente in corso studi che stanno valutando l’efficacia di terapie immunomodulanti e di cui ancora attendiamo risultati soddisfacenti.

Quello che noi dello studio medico MENS CPZ vi consigliamo è di cercare alacremente il vostro equilibrio psicofisico ricorrendo ai trattamenti farmaceutici e di affiancare a questi le terapie non farmacologiche, sia fisiche che cognitivo comportamentali.

La fibromialgia è una sfida per medici e pazienti, ha bisogno di un approccio multisistemico e metodico e di una salda volontà di innescare circoli virtuosi.

Noi siamo qui per ricordarvelo e per aiutarvi volentieri.

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