fbpx

Fibromialgia e fisioterapia

La fibromialgia, o sindrome fibromialgica, è un insieme di segni e sintomi comuni anche ad altre patologie, di natura muscolo scheletrica come tensioni anomale dei tessuti muscolo tendinei, rigidità articolare e calo della forza e coinvolge ampiamente non solo la sfera fisiologica, ma anche quella psicologica, con depressione, difficoltà ad addormentarsi, disturbi cognitivi, alterazione della sensibilità, perdita di memoria, problemi di concentrazione.
La complessità della sintomatologia della Fibromialgia richiede un trattamento multidisciplinare nel quale la terapia farmacologica deve essere affiancata all’educazione del paziente, alla terapia cognitivo-comportamentale e alla riabilitazione.
Nell’articolo di oggi ci concentreremo sull’efficacia delle tecniche di riabilitazione e sulle terapie farmacologiche.
Gli studi su questa sindrome ci dicono che l’esercizio fisico guidato e controllato, affiancato alla psicoterapia ha risultati nel tempo duraturi e risvolti sicuramente positivi.
L’esercizio fisico è di basilare importanza per interrompere il circolo vizioso dolore-inattività-dolore.
Il paziente fibromialgico tende ad evitare di muoversi per non aggravare il dolore. E l’immobilità peggiora la forma fisica e la depressione, che, a loro volta, aggravano la sintomatologia dolorosa durante il movimento.
Pertanto gli obiettivi dell’esercizio fisico sono il miglioramento della forma fisica e del tono dell’umore e la riduzione della faticabilità.
Soprattutto il recupero e il mantenimento di gestualità e movimenti quotidiani. per la vita del paziente.
Il trattamento non farmacologico supportato da forti evidenze è l’esercizio aerobico, composto principalmente dalla combinazione di esercizi aerobici (corsa lenta, cyclette, cammino, nuoto, a intensità bassa moderata) o di forza associati ad esercizi di stretching per mantenere la flessibilità.
Gli esercizi aerobici, gli esercizi di rafforzamento muscolare e gli esercizi di allungamento muscolare, hanno grandi effetti benefici sulla capacità fisica e sui sintomi della fibromialgia. Migliorano il dolore, la depressione e la disabilità, la qualità della vita e la forza muscolare.
Il massaggio propriamente detto, dal punto di vista terapeutico, sembra contribuire alla riparazione tessutale, alla modulazione del dolore, al rilassamento muscolare e al miglioramento dell’umore.
Gli esercizi di respirazione influiscono, invece, sul paziente non solo in termini di diminuzione della sensazione dolorifica, ma anche per benefici riguardanti fatica, stanchezza mattutina, riduzione delle assenze sul posto di lavoro oltre che all’aspetto emotivo, fisico e sociale.

Il fisioterapista esperto nel trattamento della fibromialgia deve sviluppare una metodologia individualizzata  modulata sulle esigenze della persona e concordata con lei.
Il fisioterapista inizierà con un esercizio fisico sotto soglia rispetto alle capacità fisiche del paziente per aumentarne gradualmente l’intensità fino a una intensità moderata; non raggiungerà il limite di affaticabilità; istruirà il paziente sul possibile incremento del dolore e della stanchezza e rassicurarlo sulla breve durata della riacutizzazione.

Un approccio univoco alla persona affetta da sindrome fibromialgica non è in sé risolutivo, ma necessita di considerare aspetti più complessi legati alla sfera emotiva, psicologica, comportamentale ed ambientale. Nel suo incontro con il paziente, il fisioterapista ha un ruolo fondamentale perché – accanto alla terapia fisica e manuale – integra l’ascolto e la comprensione di aspetti più profondi. La considerazione di questi fattori è fondamentale per un’ottica di cura che consenta alla persona di sentirsi presa in carico dal fisioterapista, dove la metodica manuale va oltre la valutazione delle singole componenti articolari e si sviluppa in un concetto dinamico più ampio.
Nella valutazione di questa ampia problematica, dobbiamo sempre tenere a mente il rapporto quotidiano e cronico (e sicuramente difficile) tra il paziente e il dolore.
La percezione e l’esperienza del dolore in queste persone, se non viene condotta con una comunicazione appropriata, può cristallizzarsi e generare un atteggiamento di chiusura.
Per questo, il fisioterapista non solo deve tener conto delle disfunzioni neuro-muscolo-scheletriche nell’analisi del paziente, ma anche di tutto il contesto psichico della persona che si rivolge a lui.
D’altro canto, aiuterà sicuramente di più il paziente l’avere un ruolo attivo e cosciente nella scelta delle terapie da utilizzare.

Quando parliamo di fibromialgia parliamo dei benefici di agopuntura, tecniche di riabilitazione, yoga, pilates, Tai chi. Ma il comune denominatore è che in tutto questo, il paziente nel suo sforzo riabilitativo di convivenza con il dolore e di conservazione della sua flessibilità, per quanto possibile, deve sforzarsi di conoscersi, essere conscio di quello che è e di quello che succede per affrontare meglio una quotidianità in cui dolore e fatica sono costanti. Non solo sul piano fisico, ma anche psichico-emozionale.

Imparare a prendere coscienza del corpo, con il fine di differenziare e allontanare il sé dall’esperienza del dolore, dà sicuramente un grande aiuto.
Numerosi studi indagano il complesso legame tra corpo e mente.
Le ricerche evidenziano come la percezione di uno stimolo doloroso, fisico o psichico, e la reazione a questo stimolo sia condizionata dalla qualità del nostro stato mentale. Inoltre, con le nuove tecnologie di neuroimaging, abbiamo scoperto che le aree del cervello attivate dal dolore sono uguali sia per il dolore psichico che per quello fisico.
Questo ci suggerisce quanto l’approccio mentale sia un elemento chiave non solo nella percezione, ma anche nella risposta al dolore.

Noi dello studio medico MENS CPZ siamo disponibili ad approfondire l’argomento e a migliorare, se possibile, la vostra quotidianità.
Siamo con voi.

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *