La mutazione del virus

Il virus cambia riferendosi a diversi fattori sia in ambito clinico, caratteristiche della popolazione colpita dalle infezioni, sia in ambito biologico, guardando più da vicino a quelle proprie del virus, cercando di capire come queste abbiano effetti sulla contagiosità e severità delle infezioni. Come funzionano le mutazioni del virus : Un virus entra in un organismo e ne sfrutta le cellule per creare nuove copie di se stesso che poi si legheranno ad altre cellule per continuare il processo evolutivo e di contagio. Tale meccanismo non è molto preciso e può portare ad alcuni errori, un po’ come avviene quando si ricopia un testo e inavvertitamente si scrive un refuso. È nell’ordine delle cose, succede di continuo in natura nei processi di replicazione del materiale genetico. Il risultato di questi refusi sono mutazioni, quasi sempre innocue e che si trasmettono alle generazioni successive, accumulandosi a quelle nuove prodotte dai processi di replicazione creando in ultimo, varianti della malattia.

Il corona virus è il virus più studiato nella storia dell’umanità ogni qual volta il virus viene “osservato” si noteranno delle mutazioni ma questo accade per ciascun virus. I virus mutano, è un tentativo di conquistare nuovi ospiti. Le mutazioni si accumuleranno e porteranno a nuove varianti di virus, spinte dal nostro stesso sistema immunitario. E’ solo un anno che questo virus si è presentato ci vorranno molti anni prima di poter arrivare a conclusioni certe scrivibili sulla pietra. Il virus è imprevedibile!

I ricercatori sono impegnati a comprendere la velocità con cui 17 mutazioni del virus hanno portato ad una nuova variante, è estremamente raro che un virus accumuli in poco tempo così tante mutazioni e che queste concorrano insieme a costituire una variante, significativamente diversa da quelle di partenza.

La variante presente oggi in Gran Bretagna sembrerebbe più contagiosa non più grave dal punto di vista clinico. E’ stata registrata un’altra mutazione in Sud Africa anch’essa di una certa rilevanza mentre in Australia si è già estinto.

Ci sono tutte le ragioni per affermare che i vaccini funzioneranno contro il nuovo ceppo ovviamente deve essere testato a fondo.

Pfizer e Moderna son partiti con la sperimentazione per capire l’efficacia dei loro vaccini sulla nuova variante. Si studia la risposta delle persone vaccinate e quindi immunizzate al nuovo ceppo del coronavirus. La casa farmaceutica sostiene che il virus è già mutato e che il loro sieri si sono dimostrati ugualmente efficaci.

Risulta altamente improbabile che cambi qualcosa per le cure in via di approvazione o sviluppo.

I virus Hiv e Hcv non hanno ancora un vaccino, dato che hanno una capacità di mutazione illimitata. La grande maggioranza delle variazioni messe in atto dal coronavirus riguardano la proteina spike. Utilizza una proteina appunto la SPIKE che ha delle regioni molto ben conservate che non cambiano. Il virus cerca di scappare all’attacco del nostro sistema immunitario, creando varianti “invisibili” agli anticorpi per questo deve agire sulla spike. L’obiettivo finale, comune a tutti i virus, è quello di migliorare la propria efficienza replicativa.

Analizzando ciò che abbiamo appena considerato possiamo affermare che il vaccino potrebbe in ogni caso essere un fortissimo alleato per bloccare questa pandemia.

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