La dolce monotonia Natalizia

Indigestioni di scoponi scientifici e burrachi? Fatte
Film di Natale? Visti
Guardato la principessa Sissi e Via col Vento e commentato con mamma i vestiti delle protagoniste? Ovvio
Visto la famiglia? Un po’ per volta.
Cercato di mettere a Romolo la fascia con le renne o il cappellino di babbo Natale? Senza successo, come ogni anno.
Cosa ha reso diverso dal solito questo Natale?
Le coliche renali!

Quest’anno non è venuto con le renne, ma con la renella!

Puntualmente in ritardo, arrivo alla scrittura del post del venerdì davanti al caminetto, in un inedito silenzio rotto solo dallo scoppiettio della legna nel fuoco.
Come sempre, sprovvista di un argomento di cui scrivere per bene.
Mi viene da fare adesso l’elenco dei nuovi propositi per l’anno nuovo adesso. Ma devo aspettare una settimana.
E trovare un modo nuovo di parlare del Natale non voglio farlo.
Il Natale è tradizione!
Il Natale è quando cerchi di unirti e riunirti alle persone a cui tieni di più, nella vita;
Il Natale è quando sei lì e ti rendi conto di quello che è sacrosanto nella tua esistenza;
Il Natale è l’unico giorno dell’anno in cui SAI dove vuoi essere, con chi vuoi essere e cosa fare;
Il Natale è anche quando chi manca, ti manca davvero e ti toglie il fiato la sua assenza;
Il Natale è anche quando ti chiedi dove sarai l’anno prossimo, gli anni a venire e sai già la risposta. Lì. Punto.

Non ci sono molte altre cose da dire.
Aspetti 365 giorni, ogni anno, per renderti conto che probabilmente hai girato su te stesso parecchie volte quando tutto quello che volevi davvero davvero lo avevi già.
E lo hai sempre saputo.

È tutto squisitamente monotono, ripetivo, scontato e smielato.
Ma la cosa curiosa… è che è tutto vero.

Buon Natale, amici!

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