VACCINO ANTI COVID

Il vaccino è in arrivo anche in Italia, sembra l’inizio della fine di un incubo lungo quasi un anno. In molti si chiedono come sia possibile che è stato sufficiente “solo” meno di 12 mesi per fornirci un vaccino sicuro.

Come funziona un vaccino? I vaccini contengono una forma modificata di un virus o di un batterio che non innesca la malattia ma che induce il nostro sistema immunitario a difendersi, adeguatamente e in breve tempo, quando si è attaccati dallo stesso virus o dal batterio. Introducendo il virus si creano gli anticorpi che combattono ed eliminano il virus. I ricercatori si sono mossi su più fronti per ovviare alle poche informazioni che abbiamo sul virus. Hanno lavorato su tre tipi di vaccini:

  1. Vaccino a RNA: si tratta di una sequenza di RNA sintetizzata in laboratorio. L’RNA è la sequenza del materiale genetico del nuovo coronavirus, ossia l’acido ribonucleico (Rna). Una volta iniettata nell’organismo umano, induce le cellule a produrre una proteina simile a quella verso cui si vuole indurre la risposta immunitaria (producendo anticorpi che, conseguentemente, saranno attivi contro il virus);
  2. Vaccino a DNA: il meccanismo è simile al vaccino a RNA. In questo caso viene introdotto un frammento di DNA sintetizzato in laboratorio in grado d’indurre le cellule a sintetizzare una proteina simile a quella verso cui si vuole indurre la risposta immunitaria;
  3. Vaccino proteico: utilizzando la sequenza RNA del virus (in laboratorio), si sintetizzano proteine o frammenti di proteine del capside virale. Conseguentemente, iniettandole nell’organismo combinate con sostanze che esaltano la risposta immunitaria, si induce la risposta anticorpale da parte dell’individuo.

Il vaccino che è stato portato a sperimentazione è a RNA, il messaggero molecolare che contiene le istruzioni per costruire le proteine del virus. Utilizzare l’Rna messaggero (mRna) è stata una scelta dettata dall’esigenza di riuscire a produrre vaccini in breve tempo, ottenendo una risposta immunitaria ottimale.

La sperimentazione si compone di diversi step, il primo è la valutazione in vitro seguita dalla fase detta PRECLINICA che comporta l’introduzione del vaccino in organismi viventi complessi non umani studiando la reazione immunitaria. Fino ad arrivare alla SPERIMENTAZIONE CLINICA sull’uomo che si articola poi in tre fasi, legate alla quantità di componente somministrata e la numerosità del campione di popolazione coinvolta, elementi che variano sulla base della risposta alla somministrazione.

Nel momento in cui il vaccino supera tutte le fasi sopradette viene registrato, prodotto e distribuito su larga scala.

Abbiamo sintetizzato in poche righe un processo lungo, normalmente occorrono anni e tanto denaro. Vengono richiesti molti test su migliaia di persone che normalmente iniziano solo dopo circa 2-5 anni dalle fasi iniziali di ricerca e ancora poi altri due anni di prove precliniche che coinvolgono la sperimentazione animale. A conti fatti parliamo di almeno quattro anni se non addirittura 7/8. Le risposte positive medico scientifico non sono sufficienti è necessario rispettare tutti i requisiti regolatori e giungere ad approvazione. Nell’attuale emergenza, è stato proposto un periodo di tempo più ristretto compreso tra 12 e 18 mesi, con team di esperti di tutto il mondo che lavorano per aumentare la velocità per trovare un candidato efficace.

Inoltre, trattandosi di un’emergenza sanitaria che interessa tutto il mondo, la capacità di produzione dovrebbe essere garantita prima del termine degli studi clinici e ripartita globalmente per garantirne anche un’equa distribuzione. A tal proposito, l’OMS ha riunito leader mondiali e partner sanitari, compresi quelli del settore privato, in un’iniziativa mirata ad accelerare lo sviluppo e la produzione del nuovo vaccino anti Covid-19, di test e trattamenti per consentire un accesso equo in tutto il mondo.

La Gran Bretagna ha iniziato da pochi giorni a vaccinare i propri cittadini, prima rispetto agli altri paesi in quanto si è deciso di saltare l’ultimo step di approfondimento sul vaccino, bypassando l’Agenzia Europea per i medicinali ciò è possibile in quanto l’Inghilterra è fuori dall’Europa.

Mentre in Italia la campagna vaccinale anti-covid dovrebbe avere inizio a metà gennaio e dovrebbe terminare entro il quarto trimestre del 2021. Il vaccino sarà somministrato gratuitamente a tutti gli italiani. Non sarà obbligatorio. Sono state opzionate oltre 202 milioni di dosi di vaccino, ma saranno necessarie 2 dosi per la vaccinazione, a breve distanza temporale l’una dall’altra. Avremo 8mln di dosi da Pfizer e 1,346mila dosi da Moderna. I primi ad essere vaccinati saranno gli operatori sanitari seguiti da ospiti e lavoratori delle Rsa per la distribuzione verranno coinvolte le forze armate.

Se quasi tutti i componenti di una comunità sono immuni nei confronti di un virus, quest’ultimo non può più diffondersi facilmente da individuo a individuo. Nel momento in cui diffondiamo il vaccino noi impediamo che virus o batteri raggiungano le persone alle quali non è stato possibile somministrarlo, come ad esempio i bambini troppo piccoli per essere vaccinati, gli individui che hanno condizioni di salute particolari, le persone sottoposte a un trattamento medico che ne indebolisce il sistema immunitario.

Vaccinarsi vuol dire aiutare i più deboli che un vaccino non potranno farlo, scongiura una pandemia che come abbiamo vissuto distrugge per primi, sempre loro …i più fragili.

A breve dovremo pensare a cosa fare mentre lo faremo riflettiamo su tutti gli aspetti anche quelli che riguardano direttamente noi stessi.

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