L’Italia divisa per colori

…. Il covid ha colorato le nostre regioni, siamo rossi siamo arancioni o siamo gialli. Ci pensa l’indice RT insieme ad altri 20 criteri a stabilire di che colore è il luogo dove abitiamo.

Il tasso RT è l’evoluzione dell’indice RO, che a sua volta è il tasso netto di riproduzione del virus in fase iniziale (cioè il numero medio di soggetti che ogni positivo può infettare , all’inizio della pandemia). Poi arrivano le fasi successive all’iniziale (cioè quella in cui ci troviamo ora), perciò l’RO si trasforma in RT che è un indice che tiene conto dell’evoluzione della trasmissione del virus. Il tutto va considerato insieme alla capacità delle strutture ospedaliere e alle forze impiegate, aumento numero dei contagi ,eccetera eccetera eccetera….

Al fine di evitare un lockdown nazionale si è deciso di valutare tutti questi aspetti, scindendoli regione per regione al che….. via …prendiamo i pastelli e coloriamo.

Se siamo in una zona rossa vuol dire che per noi la vita sarà più dura…divieti e restrizioni più severe. Lockdown regionale cioè confinati all’interno del proprio comune di appartenenza, limitando gli spostamenti solo per stretta necessità, motivi di lavoro o urgenza e qui rientra in scena l’autocertificazione. I nostri bimbi che frequentano le scuole d’infanzia e la prima media potranno andare a scuola mentre per gli altri didattica a distanza. Non potranno aprire regolarmente bar, ristoranti e pasticcerie, possono lavorare solo con il servizio di asporto (fino alle 22.00) e con la consegna a domicilio. Chiudono teatri, musei, mostre, centri benessere, estetisti, palestre, piscine e centri sportivi. Tra le attività aperte perché considerate di prima necessità vi sono invece, oltre a supermercati e farmacie, anche edicole, librerie e cartolibrerie, negozi di computer, elettronica ed elettrodomestici, di articoli sportivi e biciclette, concessionarie di auto e moto, i negozi che vendono prodotti per la pulizia della casa e per la cura della persona (comprese lavanderie e tintorie), le ferramenta, i fioristi e i vivai, i negozi di animali,i negozi di giocattoli e vestiti per bambini ed i parrucchiere e Barbieri. Il perchè di queste distinzioni non è chiarissimo, in molti casi sono un po’ delle forzature, ma altro non possiamo fare che accettare questa disposizione.

Poi abbiamo le zone arancioni che ha delle affinità con le restrizione di quella rossa, come chiusura dei bar e ristoranti per tutto il giorno , attivo il servizio d’asporto e consegne a domicilio, aggiungendosi a queste le misure valide per le zone gialle.

Infatti il decreto considera le regioni a basso rischio (zone gialle) le cui limitazioni sono alla base delle nuove misure di contenimento :

  • centri commerciali chiusi nei fine settimana e nei giorni festivi
  • coprifuoco dalle 22 alle 5 di mattina con possibilità di spostamenti solo per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità
  • didattica a distanza al 100% nelle scuole superiori
  • traposto pubblico locale dimezzato (capienza massima al 50% per bus, tram, metro e treni regionali)
  • musei e mostre chiusi, così come teatri e cinema
  • ristoranti e bar aperti fino alle 22, con servizio al tavolo sospeso
  • obbligo di mascherina anche all’aria aperta

Tutte queste novità rimangono valide almeno fino al 15 novembre ma il colore delle regioni può cambiare …ma tutto spetta anche a noi!

Il corona virus ha riportato alla ribalta vecchi termini che pensavo non avremmo più usato ….pandemia , quarantena, ha introdotto nel nostro linguaggio comune parole come lockdown, DPCM ha diviso la nostra Italia e l’ha colorata.

Siamo tutti stanchi e stufi, questo virus ci ha privati della nostra libertà e della serenità …passerà (speriamo!), ci saranno tempi migliori (di siicuro!), ma per adesso dobbiamo aspettare…

nel frattempo solo noi possiamo cercare di limitare la diffusione del covid usando il buon senso e rispettando le norme igieniche e di distanziamento che ormai conosciamo a memoria! Conoscerle non basta, ricordiamoci di rispettarle!

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