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I disturbi del sonno

Dormire bene è fondamentale per la nostra vita e per la nostra salute.
E, soprattutto, per la qualità della nostra vita durante il giorno.
Quante volte lo abbiamo detto? Tante. E non ci stancheremo mai di dirlo.
Noi dello studio medico MENS CPZ ci crediamo fortemente.
E siamo uno studio medico pronto ad aiutarvi a farvi delle sane dormite! Perché dormire è sinonimo di salute, di equilibrio psico-fisico e di vita.
Passiamo un terzo della nostra vita a dormire e il sonno influisce direttamente sulla nostra aspettativa di vita, oltre che sulla nostra qualità della vita.
E’ un tema che chiede consapevolezza, attenzione e cura; esattamente come il cibo e l’attività fisica.

Ci sono diverse classificazioni dei disturbi del sonno che richiederebbero un capitolo a parte, ma sostanzialmente possiamo riconoscere disturbi che possono dare “ipersonnia” (chi dorme troppo) e disturbi che possono dare “insonnia” (chi dorme troppo poco). Ci sono poi disturbi respiratori, disturbi del movimento e parasonnie (disturbi del comportamento nel sonno). Quelli di cui vi parleremo oggi sono alcuni dei disturbi più frequenti.

Classificato tra i disturbi respiratori del sonno, l’OSAS, dall’ acronimo inglese (Obstructive Sleep Apnoea Syndrome) che significa Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno.
Si tratta di un disturbo caratterizzato da interruzioni intermittenti della respirazione durante il sonno, di durata variabile che può andare da pochi secondi fino ad un minuto, ripetute più volte nel corso della notte.
Queste apnee del sonno sono dovute ad una ostruzione parziale o completa delle alte vie aeree. Durante il sonno c’è una naturale perdita del tono muscolare. Questo favorisce, nei soggetti particolarmente predisposti, la riduzione del calibro delle vie aeree superiori. La difficoltà a respirare che ne consegue porta ovviamente ad un cattivo sonno, oltre che ad un aumentato rischio cardio vascolare e metabolico. Probabilmente voi non ve ne accorgete, ma se ne accorgerà chi dorme accanto a voi, perché uno dei sintomi principali è il russamento.
Ma ci sono altri campanelli d’allarme che voi stessi potrete riscontrare: stanchezza e svogliatezza diurna, mal di testa mattutini, difficoltà a concentrarsi e risvegli bruschi durante la notte.
La diagnosi di apnee del sonno può essere confermata grazie ad un esame strumentale, non invasivo e di semplice applicazione come la polisonnografia.

L’INSONNIA è un disturbo del sonno molto frequente e può essere caratterizzata da una difficoltà all’addormentamento, da una difficoltà ad avere un sonno continuativo o da un risveglio precoce. Si parla infatti di insonnia iniziale, di mantenimento o terminale. È considerata patologica quando il disturbo notturno ci rende disfunzionali durante il giorno. In che modo? Portando nella nostra quotidianità tutti quei fattori che durante le ore in cui siamo svegli ci impediscono di funzionare bene: fatica, malessere generale, disturbi dell’attenzione e concentrazione, disturbi di memoria, irritabilità, umore depresso, eccessiva sonnolenza diurna, iperattività, impulsività, aggressività, riduzione della motivazione, dell’energia e dell’iniziativa, rischio aumentato di incidenti o di errori e preoccupazione o insoddisfazione riguardo al proprio sonno.
Le cause dell’insonnia sono diverse: un evento stressante (un lutto, un trasloco, problemi sul lavoro, problemi personali, una separazione, etc.); una personalità particolarmente ansiosa; la presenza di disturbi dell’umore o la tendenza a interiorizzare e a rimuginare.
La diagnosi di insonnia si effettua tramite l’anamnesi del paziente; si rivela molto utile tenere un diario del sonno, grazie al quale si cerca di inquadrare diagnosticamente il disturbo per poi arrivare alle conclusioni e al percorso ideale.
Il trattamento di prima linea consigliato è la CBT-I, ovvero la terapia cognitivo comportamentale dell’insonnia. Un percorso a più sfaccettature che coinvolge diversi ambiti: informazione sulla corretta igiene del sonno; tecniche comportamentali, restrizione del sonno e controllo dello stimolo, tecniche di rilassamento e terapie cognitive.
In sinergia con la terapia comportamentale è raccomandata una terapia farmacologica a breve termine, che non dovrebbe durare più di quattro settimane, che comprende le benzodiazepine e antidepressivi.
In questo modo si spera di interrompere il circolo vizioso legato all’insonnia.

Tra i disturbi motori del sonno troviamo la Sindrome da Gambe senza Riposo.
E’ un disturbo neurologico caratterizzato dal bisogno irrefrenabile di muovere le gambe per fermare sensazioni sgradevoli come formicolio, dolore o fastidio. Il movimento eccessivo compiuto per cercare sollievo è causa di insonnia o di difficoltà di addormentamento. Anche per questa problematica, le conseguenze di una cattiva qualità del sonno sono le stesse: la stanchezza giornaliera, la sonnolenza diurna eccessiva, l’irritabilità e la causa di concentrazione.

Il Sonnambulismo, invece, è una parasonnia molto conosciuta caratterizzata da un comportamento volontario come camminare o svolgere azioni anche più complesse da addormentati (sedersi sul letto e guardarsi attorno, scappare da una minaccia sognata, parlare o gridare). Non sempre le azioni di un sonnambulo sono appropriate. Possono essere anche azioni inopportune che il diretto interessato, al risveglio, ricorderà confusamente o affatto. Svegliare un sonnambulo richiede molta delicatezza e non è dunque facile.

Il sonno ha un’importante funzione ristoratrice che non dobbiamo sottovalutare.
Ha un impatto basilare nell’equilibrio vita salute, nella nostra capacità di portare a termine compiti e obiettivi con successo nella nostra vita lavorativa, personale, sentimentale, fisica.
E’ imprescindibile dal concetto di “stare bene”; non dimenticatelo.
Noi siamo qui a divulgare l’importanza di un tema molto sottovalutato, ancora sfortunatamente di “nicchia” e considerato, da molti, per i pigroni.
Vi aspettiamo nei nostri studi per parlarvene con accuratezza, competenza ed entusiasmo.
Buona dormita a tutti voi.

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