ALIMENTAZIONE E LIFESTYLE: GLI INGREDIENTI PER LA PREVENZIONE DEI TUMORI

Il cancro è la seconda causa di morte a livello mondiale, dopo le patologie cardiovascolari. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stimato che nel 2030  ci saranno 23.6 milioni di nuovi casi all’anno, localizzati prevalentemente nelle regioni meno sviluppate dal punto di vista economico, tuttavia l’incremento di nuovi malati di cancro è una condizione che colpisce tutti i paesi del mondo, nessuno escluso.

Quali armi possediamo per contrastare questo fenomeno? La prevenzione primaria è stata identificata come una strategia chiave per ridurne l’incidenza, e proprio in tale contesto, LA NUTRIZIONE, insieme allo STILE DI VITA, svolgerebbero un ruolo di primo piano, in quanto sono FATTORI AMBIENTALI MODIFICABILI coinvolti nei processi cellulari e molecolari alla base dello sviluppo del cancro.

FATTORI IMPLICATI NEL PROCESSO DI CANCEROGENESI

Le cellule del nostro organismo sono in grado di mettere in atto molteplici meccanismi per prevenire e gestire i danni al DNA, condizione determinante nello sviluppo dei tumori, ma esistono fattori endogeni ed esogeni che possono ostacolarne l’efficacia. Infatti la cancerogenesi è il risultato di una complessa interazione tra FATTORI ENDOGENI (età, sesso, stato infiammatorio e metabolico, funzione immunitaria), FATTORI AMBIENTALI (radiazioni UV, inquinamento, contaminanti alimentari), DIETA E LIFESTYLE (nutrienti, intake calorico, componenti alimentari, alcol, attività fisica e fumo). In particolare, nel report stilato nel 2018 dall’American Institute for Cancer Research, si evidenzia la correlazione tra l’incremento del grasso corporeo e l’insorgenza di 12 tipi diversi di cancro (bocca, faringe e laringe, cistifellea, stomaco, pancreas, esofago, fegato, mammella, ovaio, endometrio, colon-retto, prostata e rene), ciò trova spiegazione nel fatto che tale condizione comporta un’alterazione dell’equilibrio metabolico che si traduce in un aumento della produzione di estradiolo, iperinsulinemia e un aumentato stato infiammatorio, tutte condizioni che possono promuovere lo sviluppo di tumori. Pertanto ciò che realmente potrebbe prevenire l’insorgenza di tumori è la promozione di un ambiente metabolico sistemico sano che promuove la corretta replicazione cellulare e l’integrità dei tessuti. Tale concetto si può tradurre nella pratica evitando l’incremento del peso corporeo, dunque riducendo la percentuale di adipe viscerale nel nostro organismo, seguendo modelli dietetici sani, ricchi di alimenti vegetali (legumi, cereali integrali, legumi, verdure e frutta) con un consumo modesto di carne, pesce e latticini, ed infine un basso intake di alcol e di cibi salati conservati; ultimo, ma non meno importante, è lo stile di vita attivo che prevede di limitare il più possibile atteggiamenti sedentari.

EVIDENZE SCIENTIFICHE

Ad oggi, entrando più nel dettaglio, quali sono le evidenze più forti in merito alla relazione causale tra alimentazione, stile di vita e tumori? Ciò che ormai è chiaro è che esiste una forte associazione tra un elevato consumo di carni processate (salumi e insaccati) e l’insorgenza di tumore al colon-retto, al contrario, l’intake di alimenti integrali ne diminuirebbe il rischio di insorgenza, così come quello di alimenti contenenti fibra, i quali proteggerebbero anche dall’obesità e dal sovrappeso, condizioni associate al consumo di alimenti “FAST FOOD” e di bevande zuccherate tipiche della “Western Diet” e predisponenti a tumori del tratto gastrointestinale, del rene, dell’ovaio e della mammella.

Un altro aspetto molto importante, di cui bisogna discutere, è il consumo di bevande alcoliche. Molteplici studi hanno messo in evidenza la forte associazione tra l’alcol e tumori, in particolare l’adenocarcinoma, il cancro a bocca, faringe e laringe, stomaco, fegato, colo-retto e mammella. A tal proposito la raccomandazione è di limitare fortemente il consumo di superalcolici e di non superare due bicchieri di vino al giorno per gli uomini e un bicchiere al giorno per le donne.

E’ importante anche sottolineare il ruolo non secondario dell’attività fisica, è emerso da diversi studi che praticare regolare attività fisica aiuterebbe a mantenere il corretto peso corporeo e diminuirebbe il rischio di insorgenza di cancro al colon, alla mammella e all’endometrio.

Infine restano sempre valide le raccomandazioni che riguardano la riduzione dell’esposizione al tabacco, alle radiazioni solari e la riduzione del consumo di sale apportato con la dieta, garantendo un apporto giornaliero di sale inferiore a 6 grammi, ossia 2.4g di sodio.

Il Fondo Mondiale per la Ricerca del Cancro ha divulgato 10 RACCOMANDAZIONI utili a promuovere la prevenzione dei tumori, analizziamoli insieme:

  1. MANTENERE UN PESO CORPOREO ADEGUATO: la raccomandazione è di rimanere entro i valori normali di peso corporeo dall’età di 21 anni, evitando l’aumento di peso e l’aumento della circonferenza vita durante l’età adulta.
  2. MANTENERSI FISICAMENTE ATTIVI: svolgere attività fisica moderata (esempio camminare a ritmo sostenuto per almeno 30 minuti al giorno). Limitare le abitudini sedentarie come guardate la televisione e giocare ai videogames
  3. CONSUMARE UNA DIETA RICCA IN CEREALI INTEGRALI, VEGETALI, FRUTTA E LEGUMI: assumere almeno 30g di fibra e cinque porzioni di frutta e verdura al giorno di colori diversi tra cui il rosso, verde, giallo, viola, arancio, compresi i prodotti derivati del pomodoro e vegetali della famiglia dell’aglio. E’ suggerito il consumo di alimenti integrali e legumi limitando invece quello di alimenti raffinati.
  4. LIMITARE IL CONSUMO DI FAST-FOOD ED ALCTRI CIBI PROCESSATI RICCHI DI GRASSI, AMIDI E ZUCCHERI: limitare l’assunzione di prodotti ad elevata densità energetica e poveri in micronutrienti. Alimenti ad elevata densità energetica come noci e semi, non contribuiscono all’incremento del peso se assunti in quantità adeguata (massimo 30g al giorno) e sono fonte di preziose sostanze nutritive.
  5. LIMITARE IL CONSUMO DI CARNI ROSSE E PROCESSATE: limitare il consumo di carni rosse (manzo, maiale, agnello, e capra) a non più di tre porzioni a settimana (350-500 g di carne cotta). Limitare fortemente salumi, insaccati, carni affumicate o conservate con sale o altre sostanze chimiche.
  6. LIMITARE IL CONSUMO DI BEVANDE ZUCCHERATE: si consiglia di bere acqua e non bevande zuccherate, incluso il tè e caffè senza zucchero. Gli esperti affermano che probabilmente il caffè potrebbe avere un effetto protettivo contro il tumore al fegato e all’endometrio. Limitare il consumo di succhi di frutta.
  7. LIMITARE IL CONSUMO DI ALCOL
  8. NON UTILIZZARE INTEGRATORI PER LA PREVENZIONE DEI TUMORI: Non c’è evidenza scientifica abbastanza forte che sostenga l’utilizzo di integratori alimentari (a parte il calcio per la prevenzione del cancro al colon-retto) per abbassare il rischio di insorgenza di tumori. Le esigenze nutrizionali dovrebbero essere soddisfatte solo con la dieta, quando ciò non è possibile a causa di una patologia o per specifiche condizioni di vita l’assunzione è raccomandata, ma sempre sotto controllo di specialisti.
  9. PROMUOVERE, OVE POSSIBILE, L’ALLATAMENTO AL SENO: l’allattamento al seno protegge sia mamma che bambino, la mamma presenterebbe un minor rischio di insorgenza di tumore alla mammella e il bambino di sviluppare sovrappeso e obesità e forme di tumore associate.
  10. DOPO UNA DIAGNOSI DI TUMORE SEGUIRE UGUALMENTE LE RACCOMANDAZIONI PER LA PREVENZIONE: chi si ammala di tumore dovrebbe ricevere assistenza nutrizionale adeguata da un professionista esperto in nutrizione.

La promozione di stili di vita sani prevede l’informazione e l’educazione della popolazione, ma da soli questi non generano cambiamenti; è necessario un ambiente socio-politico e culturale che favorisca l’adozione di comportamenti sani. Nonostante differenti organizzazioni abbiano sviluppato linee guida per la prevenzione del cancro, che sottolineano l’importanza della nutrizione per ridurre il rischio di insorgenza di tumori, esistono forti barriere all’adozione di queste linee guida, in particolare per quanto riguarda la dieta e la nutrizione, in quanto manca la consapevolezza, la comunicazione ed esistono fattori sociali ormai radicati che influenzano negativamente il comportamento alimentare. Guardando al futuro, una migliore traduzione della conoscenza delle raccomandazioni per la popolazione potrebbe aiutare a facilitarne l’adozione…lavoriamo insieme alla divulgazione di queste linee guida appena discusse!

Dott.ssa Giulia Massini

Ha collaborato con l'Ospedale infantile Regina Margherita presso l'ambulatorio dislipidemie e prevenzione cardiovascolare e segue progetti di intervento diagnostico terapeutico nella diagnosi precoce di iperlipemia aterogena in età pediatrica nel territorio piemontese.

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