Intervista al Neurochirurgo

La rubrica esperienziale di  Ombre Svelate, inaugura il primo numero con una intervista al Dott. Antonio Biroli, Neurochirurgo, operante c/o l’U.O. di Neurochirurgia, Spedali Civili di Brescia.

 

Buongiorno Antonio! Ombre Svelate ha pensato a te per la prima intervista della Rubrica dedicata ai personaggi del mondo della medicina che si interessano di patologie neuro-oncologiche o psichiatriche. Sei Contento?

Buongiorno a voi! Certamente sono molto contento! E direi anche onorato di essere il primo intervistato della vostra nuova rubrica.

Parlaci di te… quanti anni hai? Dove sei nato e dove lavori attualmente?

Sono classe 1982, ormai molto prossimo ai 40. Nato e “costruito” a Bergamo, grazie all’appoggio della mia famiglia (e a qualche gene zingaro, come dicono alcuni amici) ho cominciato un bellissimo viaggio di studi, crescita ed esperienze che è iniziato dalla quarta superiore in una piccola città degli Stati Uniti e mi ha portato per qualche città italiana, europea, quindi in Latino America ed infine nuovamente a pochi chilometri da casa, a Brescia, dove attualmente lavoro e vivo.

Cosa ti ha spinto ad intraprendere la professione del Medico?

Per quanto mi riguarda non posso certo dire che sia un sogno nato fin da quando fossi piccino. Anzi. In casa si è sempre respirato medicina, papà medico e mamma infermiera. L’ospedale, fortunatamente, per me era solo un luogo dove da piccolo dovevo attendere ore interminabili i miei genitori. Presto imparai che le parole “vado solo a controllare una cosa, tu aspettami qui; 5 minuti e torno”, raramente corrispondevano a realtà. I medici ai miei occhi non erano nulla di speciale, solo adulti che ogni tanto vedevo a cena e che popolavano le storie degli invitati a tavola. Poi, non saprei specifico per quale motivo specifico, un episodio, non diverso da altri già vissuti, ha lasciato un segno particolare. Eravamo in montagna, un signore, riconoscendolo, si avvicinò a mio padre per ringraziarlo di tutto quello che aveva fatto per lui e cominciarono a parlare. Guardando dall’esterno quella scena, cominciai a vedere la professione medica con un occhio diverso. Così, con il passare degli anni, le idee e le aspirazioni piano piano sono cambiate.

Perché hai deciso di specializzarti in Neurochirurgia?

Molti mi definirebbero un “figlio d’arte”. In realtà, la neurochirurgia aveva già indirettamente popolato abbastanza la mia vita e così, giunto all’università, mi interessai ad altre specialità. In fretta capii che una specialità medica non faceva per me e così arrivai all’ultimo anno avendo frequentato chirurgia generale, plastica e dei trapianti. Mi accorgevo però che, di ogni specialità, la parte microchirurgica era quella che mi piaceva di più. Unito al fatto che, delle materie studiate, la fisiologia del sistema nervoso era senza dubbio quella che più mi aveva affascinato, la scelta fu più o meno naturale.

Sappiamo che sei un medico che ha girato il mondo per lavoro… In quali realtà ti sei formato?

Terminata la specialità a Verona, passai alcuni mesi frequentando una clinica in Spagna, quindi due anni in Inghilterra. L’esperienza che però ha lasciato il segno più profondo è stata senza dubbio quella latino-americana. Dopo aver incontrato un professore svizzero che, alla fine della sua carriera, aveva deciso di trasferirsi in Ecuador per creare una scuola di Neurochirurgia, decisi di unirmi al suo progetto. Così, senza sapere esattamente cosa mi aspettasse, cominciai un cammino che nei 4 anni successivi mi ha regalato tra le più belle e profonde esperienze professionali e personali della mia vita. Temo che, se cominciassi a parlarne, non finiremmo più l’intervista. Si tratta di un mondo caotico e magico, affascinante e pieno di contraddizioni. Un viaggiatore tedesco del 1800 ha utilizzato una frase ora molto nota nel paese: “gli ecuadoriani sono esseri rari e unici: dormono sonni tranquilli nel mezzo di vulcani scoppiettanti, vivono poveri in una terra di incomparabile ricchezza e si allietano ballando musiche tristi”. Una terra speciale.

Dove trovi ogni giorno la forza per affrontare le sofferenze dei malati e di trasmettere al tempo stesso speranza e fiducia a pazienti e familiari?

Per quanto mi riguarda, uno dei privilegi di un medico è quello che, attraverso la sofferenza dei malati, ci venga ricordato ogni giorno la fortuna che in fondo abbiamo. Consapevoli di questo, forse è più facile dare il giusto peso ai piccoli problemi della quotidianità che ognuno di noi ha ed avere quindi la forza, la pazienza e il rispetto per ascoltare e provare a confortare pazienti e familiari.

Cosa pensi di AIRNO?

Ritengo che sia un’ottima realtà sul nostro territorio ed una grande unione di persone. Ognuno di noi conosce quali sono i problemi o le cose che andrebbero migliorate nel proprio micromondo, ma pochi sono quelli che si rimboccano le mani, si compromettono in prima persona e si danno da fare. Quindi plaudo la vostra forza di volontà e mi auguro che la vostra associazione continui a far crescere e rafforzare i legami tra medici, ricerca, territorio e pazienti.

Un professionista come te trova anche il tempo per fare… altro? Hai qualche hobby, interesse personale o coltivi qualche passione solo per diletto?

Come dicevo, da buono zingaro, mi piace molto viaggiare. E fare sport. Dalla vela alla montagna, direi che la maggior parte del mio tempo libero è speso in queste attività: sport e viaggi.

Quali sono i Tuoi sogni nel cassetto?

Una volta, leggendo un libro, mi sono imbattuto in una frase che mi ha colpito. L’autore, un noto giornalista, raccontava di come la sua vita fosse stata privilegiata avendo avuto la fortuna di fare un lavoro ed avere una famiglia che gli aveva permesso di girare il mondo e vivere le proprie passioni. Il mio sogno forse è questo, attraverso e con il mio lavoro continuare a conoscere mondi, culture e persone diverse.

Possiamo chiederti di fare a modo Tuo un “in bocca al lupo” ad Ombre Svelate?

Il sistema nervoso e il nostro cervello sono un cosmo estremamente affascinante, ma tuttora in gran parte sconosciuto. Con Ombre Svelate e le storie dei suoi protagonisti vi auguro di poter avvicinare molte persone a questo mondo magico.

 

Grazie Antonio per il Tuo contributo… a presto!!!

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