La nostalgia dell’autunno

Romolo ha ripreso il suo posto all’angolo del lettone quando io sono arrotolata sotto il piumone; il vento fresco ha ripreso ad accarezzarmi il ciuffo di capelli che mi fa solletico alla fronte e al naso; passeggio sotto viali di alberi ancora verdi, ma calpestando un tappeto di foglie che ha iniziato già a cadere, l’aria è così fresca e limpida che Superga sembra vicinissima.
Sono seduta su una panchina, indosso i pantaloni della tuta e mi stringo nella felpa col cappuccio che ho ritrovato tra le mie cose.
Penso che l’autunno dovrebbe chiamarsi Nostos, ritorno. È la parola da cui deriva Nostalgia.
Quello dell’autunno è un ritorno sempre strano, un ritorno che mi fa male e mi fa bene allo stesso tempo. Un dolore dolce, che fa bene al cuore.
È il dolore di chi, come me, si vive sempre un po’ a metà, o ogni volta il doppio, ancora non so bene.
Da un lato vorrei ancora essere seduta in riva al mare assaggiando gli ultimi scampoli di bel tempo, con l’aria ancora sulla pelle… dall’altro mi stringo alla felpa o mi arrotolo sotto il piumoncino felice di nuovo di questo abbraccio ritrovato.
Come al solito decido di non decidere cosa mi piaccia di più…abbandono la pretesa di misurare per farmi un’idea…e mi rassegno su questa panchina alla solite sensazioni mischiate e un po’ frullate, di mezza stagione, che tanto mi sono note.
Romolino si avvicina a me, col pelo arruffato, e mi fa capire che vuole che io riprenda a camminare.
Quindi, vi lascio a questo weekend un po’ nostalgico e di cambiamento.
Buon inizio di autunno a tutti.

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