Morbo di Alzheimer: prevenire e mitigare si può?

Il 21 Settembre è la Giornata Mondiale contro l’Alzheimer.
In occasione di questa ricorrenza, vogliamo dedicare l’articolo di questa settimana a questa malattia che,  subdola e silenziosa, entra nella nostra vita e in quella dei nostri cari, la travolge e la stravolge, togliendo progressivamente l’autonomia a chi ne è colpito e richiedendo forzo e impegno ai familiari che svolgono un ruolo importantissimo di supporto e gestione.
Nel mondo la malattia di Alzheimer colpisce circa 40 milioni di persone e solo in Italia ci sono circa un milione di casi, per la maggior parte over 60. Oltre gli 80 anni, la patologia colpisce 1 anziano su 4. Questi numeri sono destinati a crescere a causa del progressivo aumento della aspettativa di vita, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo: si stima un raddoppio dei casi ogni 20 anni.
Ad oggi le terapie che abbiamo a disposizione non sono in grado di bloccare l’evolvere della malattia, ma solo di mitigarne i sintomi, e non hanno, purtroppo un impatto significativo sulla progressiva degenerazione ed evoluzione della demenza.
Ma, come si suol dire, non tutto è perduto!
Oggi vi vogliamo parlare di quali sono le teniche per prevenire il declino cognitivo.
Perché, se curare è difficile,  prevenire è possibile!

Iniziamo con il ripetere il nostro mantra! Mangiare sano, fare esercizio fisico e dormire bene aiuta a contrastare il declino cognitivo.

Verdura verde, bacche, noci, semi e cereali integrali con molte fibre sono fondamentali.  In particolare una dieta povera di zuccheri e di lipidi complessi  aiuta il nostro cervello a mentenersi giovane, e vi stupireste di quanti sono invece, gli alimentio che fanno bene al bostro cervello (i famosi grassi buoni)!

Ricordiamoci di camminare ogni giorno, almeno 20-30 minuti, magari in un posto lontano dal caos per permetterci di meditare e svuotare la mente dalle cose negative, è necessario alla nostra salute. Non di meno lo è curarci della qualità del nostro sonno. Le persone che dormono poco e male incorrono maggiormente nel rischio di demenza in quando aumenta il deposito, nelle cellule cerebrali, di Beta amiloide, una proteina insolubile che determina la morte dei nostri neuroni!.
È vero! Non abbiamo ancora capito quali siano tutte le cause di questa malattia, ma sappiamo che oltre ai fattori genetici , l’esposizione ambinetale e lo stile di vita hanno un ruolo predominante.
E questo significa che ci sono delle cose che possiamo fare per proteggerci!
Modificare la routine quotidiana dando spazio a delle abitudini salutari può rivelarsi molto utile a lungo termine. Per questo per noi è un dovere ricordarvi che avere a cura la vostra salute a partire da una sana dormita o una passeggiata rilassante è fondamentale. E la prevenzione è la migliore delle medicine.

Mantenere attiva la mente, sempre, è un importantissimo esercizio di prevenzione al declino cognitivo.
Sforzarsi di continuo di imparare qualcosa di nuovo, che sia una nuova lingua straniera o uno strumento musicale, fare cruciverba, tenere allenata la memoria, leggere e tenere vivo il confronto con gli altri, sforzarsi di fare una strada nuova per allenare il senso dell’orientamento, sono una continua palestra per il nostro cervello.  Certamente per molte pesone anziane è difficile pensare di fare tutte queste cose, ma sforzarsi di uscire e far due chiacciere al parco con la vicina cdu casa è già un tantissimo!

Nelle fasi iniziali della malattia è molto importante supportare l’alimentazione (spesso carente nelpaziente anziano), con integratori, sempre tuttavia su prescrizione medica.
In particolare un ruolo importante è quello della  Colina, che  aiuta a conservare integre le funzionalità del sistema nervoso e migliora l’attenzione. Ma attenzione(appunto!)! Caffeina, alcol e nicotina distruggono tali proprietà benefiche. Sono fondamentali tutte le vitamine, in particolare quelle del gruppo B, e soprattutto gli antiossidanti. Non dimentichiamo infine la curcuma, il selenio, l’omotaurina e la Vitamina D.

Esistono poi delle terapie che possono rallentare, soprattutto nelle fasini iniziali, l’evoluzione dei sintomi. Vediamone alcune:

La stimolazione cognitiva.
E’ una terapia psico sociale che, a differenza delle cure di origine farmaceutica, agisce sul paziente nella sua interezza e ha lo scopo di rispettare la sua interezza, la sua autonomia e, per quanto possibile, la sua capacità di interagire con il mondo esterno e di mantenersi socialmente funzionale.
La stimolazione cognitiva permette di esercitare le abilità cognitive che la malattia ha al momento risparmiato. Lo scopo è quello di contrastare il declino cognitivo e di favorire i meccanismi di compensazione. Tecniche di stimolazione cognitiva specifica comprendono prove per la stimolazione di:

Attenzione, Memoria, linguaggio, gestione del denaro, orientamento spazio-temporale.

La persona con declino cognitivo viene inoltre stimolata a sfruttare strategie che la aiutino a memorizzare le informazioni e, in seguito, recuperarle.
La Stimolazione cognitiva è un trattamento psicosociale diffuso a livello mondiale, comprovato a livello scientifico che, promuove i principi di cura centrati sull’individuo in quanto persona, piuttosto che sulla malattia.

La TMS, la stimolazione magnetica transcranica.
Un dispositivo TMS è costituito da una o due bobine di rame, posizionate su una zona del cuoio capelluto del paziente, che producono brevi impulsi magnetici ad una profondità stimata di circa 2/2,5 centimetri.
Il campo magnetico innesca cambiamenti nell’attività e nella comunicazione neuronale, che possono alterare le attività indesiderate all’interno del cervello.
Ha avuto un grande riscontro nel trattamento delle cefalee, dei disturbi dell’umore. E ha aperto nuovi scenari per il trattamento delle demenze.

La tDCS, la stimolazione cronica a corrente diretta.
E’ una tecnica indolore e non invasiva con cui si stimolano diverse parti del cervello. Una debole corrente elettrica, di intensità costante e non percepibile dalla persona, viene applicata allo scalpo dei pazienti, tramite una coppia di elettrodi, rivestiti di spugna. Questa stimolazione viene effettuata sulla regione frontale sinistra, l’area del nostro cervello associata al controllo cognitivo e al recupero della memoria.

Il morbo di Alzheimer è un grande nemico. La ricerca fa continui passettini in avanti, ma noi, nel nostro tran tran quotidiano, dobbiamo agire con grande consapevolezza, anche se a molti di noi sembra una cosa tanto remota.

Come sempre, vi ricordiamo che noi dello studio medico MENS CPZ siamo qui pronti ad accogliervi per ogni dubbio sul quale vogliate far luce.
Nel frattempo, vi auguriamo delle sanissime mangiate, delle sane dormite e di tener sempre allenato il vostro cervello: non siate pigri, è il nostro più grande alleato!

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