Ciao, estate.

Torno a casa, mi infilo nella doccia, guardo quanta sabbia sono riuscita a portarmi via nel costume, aspettandomi di essere per questo rimproverata da mia madre che vive con l’aspirapolvere integrato. Gioco con mio padre a burraco, guardiamo la luna che sorge insieme, mentre discutiamo del giardino, degli alberi da potare, delle rose che sono uscite, di quanti colori sono venute fuori dalle dalie. Romolino ci gira intorno, annusa, scova le lucertoline o salta con i rospi nascosti dall’erba.

Ciao estate!

Ciao al sole caldo dal quale mi nascondo tutto il giorno in cameretta, ma che mi fa trovare al pomeriggio l’acqua del mare accogliente, così tanto da aspettare il tramonto e il crepuscolo completamente immersa, fisicamente e mentalmente;

Ciao alle amiche di una vita in ferie, che finalmente puoi viverti e riviverti; che puoi scoprire cresciute,cambiate e al tempo stesso quelle di sempre;

Ciao ai pomeriggi caldi e un po’ svogliati passati a mangiare il gelato dalla zia, i fichi e le prugne seduta in campagna del nonno, mentre le zanzare indicono un rave party sulle tue gambe;

Ciao alle passeggiate notturne nel centro storico della tua città del cuore con gli amici che hai conosciuto all’Università e che da lì, invece, non sono mai andati via. Le stradine e i gradini delle chiese dove passavate il tempo a ridere hanno ancora il loro sapore.

Ciao estate che mi confondi, ogni volta. Che mi lusinghi con l’aria della sera, tanto bella sulla pelle nuda; con i tramonti tra gli ulivi e i muretti a secco pieni di more o fichidindia; tu che mi riproponi ogni anno le cose più belle della mia esistenza e me le porti via coi primi temporali, con le prime giacchette sulle spalle, con le prime magliettine a maniche lunghe..lasciandomi ogni volta a chiedermi dove vado, cosa faccio e perché lo faccio e che senso ha fare tanti giri, se il senso sta tutto in un costume da bagno, il profumo della salsedine e nei posti e nelle persone da cui continui ad andare via senza andare via veramente.

Ciao estate, che mi lasci qui così, in mezzo, come sempre. Senza una posizione vera, senza capirci davvero in fondo qualcosa, tra le mie mille me, i miei mille pensieri e i miei mille modi di essere, le mie case, i miei amici, i miei amori…con la promessa di ritrovarci tutti in gruppo qui, l’anno prossimo, sperando, chissà come, di averci finalmente capito qualcosa.

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