Apnea del sonno e ventiloterapia.

La sindrome delle apnee notturne, ovvero la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (Obstructive Sleep Apnea Syndrome – OSAS), è una patologia cronica molto diffusa che causa ripetute interruzioni dell’attività respiratoria durante il sonno. Le frequenti interruzioni portano il soggetto che ne è affetto a non riposare bene e quindi a stanchezza diurna eccessiva che porta ad un netto peggioramento della funzionalità quotidiana.
Abbiamo già parlato, nel corso delle scorse settimane, dei fattori che possono contribuire al restringimento delle vie aeree superiori (l’aumento del peso, per esempio), dei sintomi che ci permettono di riconoscere un’apnea notturna (il russamento abituale, le pause respiratorie nel sonno, i risvegli improvvisi con la sensazione di soffocamento), delle conseguenze sulla  nostra salute (l’alta incidenza di malattie cardiovascolari, il diabete, l’obesità, la disattenzione e la facile irritabilità) e degli accorgimenti da adottare per prevenire in partel’insorgenza di questo disturbo  (uno stile di vita cadenzato da un esercizio fisico regolare, il contenimento del peso, una buona postura mentre si dorme).
Oggi parleremo della terapia di prima linea per i casi di OSAS di grado moderato-severo. In questi casi infatti, adottare uno stile di vita corretto non è sufficiente a correggere il disturbo.
Parliamo della CPAP, ovvero della ventilazione non ivasiva delle vie aeree (acronimo di Continuous Positive Airway Pressure).
Sappiamo che nel paziente affetto da OSAS il problema principale è che le soffici pareti della gola (palato, faringe, lingua, epiglottide) collassano durante il sonno , ostruendo così il corretto passaggio dell’aria.  La CPAP è un ventilatore che  immette nelle via aeree un flusso costante di aria a pressione positiva  e impedisce il collasso di queste pareti, permettendo al paziente di dormire senza interruzioni ed evitare tutte le spiacevoli conseguenze di un sonno frammentato, sia immediate, sia ben più gravi a lungo andare.
Adeguatamente impostata, la CPAP è la terapia più efficace, sicura e di maggior successo. E non ha effetti collaterali.
L’unico fastidio associato alla CPAP può essere una lieve secchezza della gola, che tuttavia si risolve spontaneamente nel giro di pochi giorni oppure può essere ovviata semplicemente installando un umidificatore che agisce sull’aria generata dal dispositivo, rendendola più calda.
Per comprendere meglio com’è fatto un dispositivo CPAP  ve lo descriviamo meglio: è costituito dal già citato ventilatore, l’umidificatore, il tubo di raccordo e una maschera di interfaccia.  La maschera è posizionata sul viso e stabilizzata tramite apposite cinghiette.
Esistono tre tipologie di maschere impiegate per la CPAP: Nasali, che avvolgono il naso del paziente, confluendovi l’afflusso dell’aria; Oronasali, che coprono sia il naso che la bocca. Sono particolarmente indicate per i pazienti che avvertono molta secchezza in gola al risveglio oppure che non riescono a respirare agevolmente dal naso (per esempio a causa di una deviazione del setto); Olive nasali: si tratta di un modello di maschera per la CPAP dotata di cuscinetti, che devono essere collocati nelle narici del paziente e tramite i quali l’aria emessa dal ventilatore può entrare direttamente nel naso.
Inoltre, esistono diversi apparecchi per la CPAP: il modello tradizionale, che eroga un flusso d’aria a pressione costante per garantire la corretta ventilazione delle vie aeree; il modello “auto”, che modifica in automatico il livello di pressione in relazione a parametri come la variazione della respirazione del paziente ed è consigliato soprattutto per i pazienti che non tollerano la CPAP a pressine continua. Abitualmente l’Auto-CPAP viene utilizzata per “tarare” il ventilatore , ovvero per identificare, in ciascun pasiente, qual’è la pressione ottimale di funzionamento affinche tutte le apnee siano compensare e il paziente possa ftollerare il flusso d’aria.

Nei casi in cui coesistano altri disturbi respiratori oltre le apnne del sonno, come ad esempio un quadro di Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) o di ipoventilazione da Obesità, o di Sindromi da apnee centrali e respiro periodico, sarà necesssario adottare ventilatori di secondo livello che supportiono anche la ventilazione, come ad esempio Bi-PAP (Ventilatori a pressinoe doppia, inspiratoria ed espiratoria), o Auto-servo-Ventilatori (ventilatori a doppia pressione che sioncronizzano il supporto ventilatorio alla frequenza respiratoria del paziente).
La CPAP può essere prescritta solo dallo specialista, che sceglie il modello più adatto al singolo paziente, in modo da evitare che interferisca con la qualità del sonno. Il medico inoltre è fondamentale per il training: la persona deve imparare infatti come indossare correttamente la maschera e come svolgere la manutenzione giornaliera dell’apparecchiatura.
E’ probabile che l’utilizzo della CPAP sia in qualche modo scomodo e traumatico: molte persone accusano claustrofobia o la sentono incompatibile con il loro stile di vita.
Ma rivolgendosi e affidandosi a degli specialisti come ai nostri dello studio medico MENS CPZ, si possono adeguatamente trovare delle validissime soluzioni personalizzate, si possono affrontare tutti i dubbi e tutte le perplessità.
Fermatevi sempre a considerare alle gravi conseguenze di un sonno disturbato e frammentato. Pensate alla vostra salute e, banalmente, anche ai costi che possono ripercuotersi su un’intera comunità (basti pensare che la percentuale di incidenti stradali per cattivo sonno è altissima).
Cercate adeguata assistenza nei centri specializzati come il nostro, trovate delle valide alternative e se potete, ricordatevi sempre che uno stile di vita sano vi favorirà in ogni caso, soprattutto in questo.
In bocca al lupo e buon sonno a tutti.

 

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