Sul muretto

Romolino passeggia con lo sguardo incollato a terra mentre annusa tutto avidamente.
Io lo seguo con lo sguardo. I miei pensieri sono affidati al suo zampettare e si allontanano con lui.
È l’ora dorata di un pomeriggio meraviglioso di mezza estate; alla mia sinistra il sole ha tinto tutto di arancione.
Il suo calore mi sta accarezzando la pelle insieme al vento caldo e delicato; tutto il panorama intorno a me è diventato incantevole, pieno di sfumature, di calma e silenzio.
Mi siedo al muretto e guardo di fronte a me.
Una valle, le montagne in fondo, tetti e viuzze poco più in là.
Non ho mai capito da dove e perché comincia il gioco del dover scegliere.
Scegliere un posto da chiamare casa; una persona da chiamare Amore; una persona da chiamare migliore amico.
Seduta su questo muretto sto guardando un posto dove non sono nata, dove non sono cresciuta, ma dove per puro, purissimo caso, sono capitata.
Eppure, è così caro e familiare a me che mi sembra casa. E mi sembra famiglia chi mi accoglie ogni volta.
Penso al mio pezzo di tramonto sul mare; a quell’insenatura che conosco a memoria, a quei colori che aspetto ogni giorno in estate da 36 anni che mi colgono sempre emozionata e con occhi nuovi e non so perché inizio a cercare di capire chi dei due è il mio preferito.
Perché sto misurando? Perché sento la necessità di dover stabilire chi dei due sia primo e secondo?
Ho scoperto che la bellezza e il significato della mia vita stanno nell’abbracciare con generosità senza limiti e confini, senza nomi e definizioni le persone, i luoghi, i momenti.
Meno linee di demarcazione poni tra te e il mondo, più bellezza e meraviglia entrano nella tua vita.
Meno pensi a dare nomi e classificazioni, più tutto si arricchisce e più ti arricchisce.
La bellezza sta tutta nel non avere uno schema; nella libertà di lasciare entrare qualcosa di inaspettato ogni volta come se avesse sempre fatto parte del piano iniziale che non hai mai avuto.
Su questo muretto mi sento fortunata e grata ad un’esistenza così piena di bellezza, di grandezza e di meraviglia che sento quasi di essere troppo piccola per contenerla tutta.
Sorrido. Scendo dal muretto, Romolo riprende a zampettare e con lui anche i miei pensieri.
Saluto il panorama e lo so che non è lui è casa mia. Non è solo lui casa mia. ANCHE lui è casa mia.

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