Inno alla Gioia

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Il compositore Ludwig van Beethoven, nato a Bonn il 16 dicembre 1770, era affetto da sordità.

La causa della sua sordità è rimasta tuttora sconosciuta, anche se alcune ipotesi parlano di Otospongiosi, di Malattia di Paget o di Avvelenamento da Piombo.

Già all’età di 26 anni iniziava a prendere coscienza del suo disturbo. Per ascoltare attori e musicisti in teatro era costretto a mettersi vicino all’orchestra.

La crescente sordità lo condusse in uno stato di profonda prostrazione, che nel 1802 lo spinse a tentare il suicidio. Si chiuse progressivamente in isolamento per non rivelare al pubblico questa sua realtà vissuta in maniera drammatica, allontanandosi dalle persone che lo circondavano e compromettendo relazioni sociali ed affettive. Soffrì in rassegnato silenzio la sua falsa reputazione di “misantropo” fino al termine della sua vita.

Nel 1819, otto anni prima della sua morte, era completamente sordo.

Nonostante ciò, continuò a comporre.

La Sinfonia N.9 in re minore, opera 125, anche nota come Sinfonia Corale, è stata scritta nel 1824 ed è l’ultima sinfonia di Ludwig van Beethoven. E’ la prima sinfonia che sia mai stata scritta per coro e orchestra. Ai primi tre movimenti sinfonici ne segue un quarto “corale”, sui versi dell’Ode alla Gioia di Friedrich Schiller.

Fu eseguita per la prima volta venerdì 7 maggio 1824 al Theater am Karntnertor di Vienna.

Si racconta che il contralto Caroline Unger si sarebbe avvicinata a Beethoven nel finale dell’esecuzione e lo avrebbe fatto voltare per ricevere gli applausi del pubblico, che cinque volte acclamò il compositore con una standing ovation. C’erano fazzoletti in aria, cappelli, mani alzate, in modo che Beethoven, che non riusciva a sentire gli applausi, potesse almeno vedere i gesti di ovazione.

«….

Gioia, bella scintilla divina,

figlia dell’Elisio, noi entriamo ebbri e frementi,

celeste, nel tuo tempio.

….

Gioia bevono tutti i viventi

dai seni della natura;

vanno i buoni e i malvagi

sul sentiero suo di rose!

Lieti, come i suoi astri volano

attraverso la volta splendida del cielo,

percorrete, fratelli, la vostra strada,

gioiosi, come un eroe verso la vittoria.

Abbracciatevi, moltitudini!

Questo bacio vada al mondo intero!

….

Gioia si chiama la forte molla

che sta nella natura eterna.

Gioia, gioia aziona le ruote

nel grande meccanismo del mondo.

Essa attrae fuori i fiori dalle gemme,

gli astri dal firmamento,

conduce le stelle nello spazio,

che il cannocchiale dell’osservatore non vede.»

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