fbpx

Riflessioni del venerdì…

Mi godevo i legami della mia vita con la libertà e la leggerezza con cui vivevo, canticchiando distrattamente i testi sbagliati delle canzoni, anche se erano le mie preferite.
Ed ero davvero convinta di non volermi sentire legata a niente e a nessuno. Né che mai lo avrei fatto.
Avevo paura delle cose definitive, delle cose a lungo termine. Non facevo neanche la tessera trimestrale in palestra.
Fino ad un certo punto della mia vita mi era sembrato di scappare continuamente, di non riuscire a trovare mai gli incastri giusti e di rifuggire i punti fermi; pensavo che sarei stata sempre una vagabonda solitaria e inquieta della mia esistenza e che avrei avuto sempre e ovunque la sensazione della terra muoversi sotto i piedi, qualsiasi fosse stato il luogo dove sarei stata.
Poi, ad un certo punto, mi ero accorta che esistevano dei posti dove il mondo all’improvviso smetteva di girare; dove i pezzi del puzzle riuscivano a trovare il loro incastro; dove non ero più una viaggiatrice solitaria che guardava i paesaggi scorrere solo dal finestrino, ma dove il brusio della mia irrequietezza si fermava per lasciare posto al silenzio e alla pace.
E c’erano dei posti e degli odori dove io ero io e non sarei mai voluta essere altro che non quella che sentivo di essere: meravigliosamente Me stessa.
Mi bastava camminare nel silenzio dell’alba su un muricciolo consumato dal sole, guardare il mare e il cielo promettere tempesta e sentirmi attraversata dal vento e dall’odore di salsedine.
Diventavo tutto ciò che ero, che ero stata e che avrei voluto essere per sempre.
Ero tutto ciò che volevo, tutto ciò da cui ero sempre scappata e non per andarmene, ma per fare quella lunga strada che mi avrebbe permesso di rimanerci per sempre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *