Cefalea: terapie non farmacologiche

Giunti alla fine del mese di luglio, concludiamo il nostro lungo excursus sulla cefalea parlandovi di quali siano le terapie non farmacologiche per curare e prevenire il mal di testa.
Iniziamo da una utilissima tecnica comportamentale, il biofeedback.
Il biofeedback è un training basato sul concetto di feedback, inteso come ritorno e riconoscimento delle nostre funzioni vitali. Imparando a riconoscere e identificare una particolare sensazione, acquisendo consapevolezza, riusciamo a modificare il nostro comportamento.
Il biofeedback permette di monitorare processi fisiologici di cui l’individuo non è normalmente consapevole e che possono essere posti a controllo volontario, come ad esempio la frequenza del respiro, la frequenza cardiaca e la contrazione dei muscoli.
Questa tecnica si avvale di una vasta strumentazione come elettromiografi, termometri ed elettroencefalografi che controllano le diverse funzionalità del paziente (frequenza cardiaca, temperatura, attività muscolare). Il risultato viene reso visibile e riconoscibile al paziente che, appunto, osservando come si modifica una funzione vitale in seguito a specifiche azioni o comportamenti (feedback appunto), si rende consapevole del comportamento sbagliato. Ad esempio ascolta il suono che produce la tensione muscolare al collo (legata alla cefalea tensiva) e si rende conto che il “rilassare le spalle” determina una riduzione della tensione e di conseguenza del suono. Quindi, sempre in questo specifico caso, il biofeedback aiuta il paziente a “imparare” a rilassare i muscoli del collo, e ridurre in modo naturale l’intensità della cefalea.

Ampio consenso e utilizzo trova, nella cura e prevenzione degli attacchi emicranici, la medicina alternativa, con l’agopuntura e l’auricoloterapia.
Esse sono tecniche che nascono come arte della medicina tradizionale cinese, che poi si sono evolute e attualmente sono riconosciuta dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
L’Auricoloterapia nasce dall’idea che il padiglione auricolare dell’orecchio sia un microsistema che riflette la struttura del corpo umano.
Questo, dunque, viene stimolato esternamente tramite strumenti opportuni: aghi da agopuntura, microscariche elettriche, laser.
L’auricoloterapia stimola il sistema nervoso a rilasciare i neurotrasmettitori che servono a modulare in dolore o a stimolare gli ormoni con azione antidolorifica.

L’Agopuntura, invece, prevede l’utilizzo di aghi in punti diversi di tutto il corpo.
Essa nasce dall’idea che l’intero corpo umano sia un insieme di canali detti meridiani attraverso cui fluisce l’energia vitale. Se è presente un dolore, vuol dire che il meridiano corrispondente è ostruito e quindi è impedito il normale flusso della forza vitale.
La pratica dell’agopuntura si propone come metodo capace di liberare i meridiani ostruiti, ristabilendo così il normale flusso di energia all’interno del corpo umano.
Appositi aghi, dunque, vengono posizionati in determinate zone anatomiche che tramite la stimolazione liberano il meridiano ritenuto ostruito e quindi allontanano il dolore.

Vi citiamo inoltre, una tecnica innovativa e non invasiva, la TMS (Transcranial Magnetic Stimulation).
La Transcranial magnetic stimulation, ovvero, stimolazione magnetica trascranica, è una tecnica che, attraverso l’applicazione di un campo magnetico sullo scalpo del paziente, può interagire con l’attività elettrica di alcune aree del cervello, modificando e riducendo la percezione del dolore.

Tra mal di testa e il forte stress c’è una forte correlazione. Per questo, può essere utilissimo ricorrere alla fisioterapia e alla massoterapia. Esercizio fisico mirato unito alla semplice massoterapia (massaggi decontratturanti nelle aree ci accumulo dello stress), con l’utilizzo o meno di terapie strumentali per rilassare la muscolatura e ridurre l’infiammazione, sono utilissimi per assumere un nuovo atteggiamento, una nuova postura e allontanare dalla propria esistenza la frequente e scomoda presenza del mal di testa.

Ultimo, ma non per importanza, invece è la nostra raccomandazione sul controllo dell’alimentazione.
L’alimentazione ha un grossissimo peso sulla nostra vita. E non è raro che una dieta sbilanciata o disattenta possa portarci frequenti attacchi emicranici.
Innanzitutto, vi consigliamo di osservarvi, a fine pasto, e di analizzare tutto ciò che avete mangiato e di appuntarvelo su un diario. Questo serve, nei giorni successivi, a valutare se si ripropongono le stesse dinamiche con l’assunzione degli stessi cibi.
Oltre alla ben nota azione negativa dell’alcol, ci sono una serie di cibi incriminati negli attacchi emicranici: formaggi fermentati, cioccolato, agrumi, pomodori, carni stagionate, banana, avocado, cibi grassi, dolcificanti come l’aspartame, i conservanti, la salsa di soia o il dado per il brodo.
Evitare l’assunzione prolungata o massive di queste sostanze, magari alternarle nel tempo, potrebbe aiutarvi tantissimo nella prevenzione della cefalea.

Inoltre, praticare attività fisica regolarmente, come anche osservare un regolare ritmo sonno-veglia, vi aiuterà tantissimo. Mens sana in corpore sano, ricordatelo!
Per ogni dubbio, chiamate il centro MENS CPZ e rivolgetevi ai nostri neurologi che si prenderanno tutto il tempo necessario ad aiutarvi a riprendere in mano il filo della vostra serenità.

 

 

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