CEFALEA: “ASSE INTESTINO-CERVELLO”

È possibile che il mal di testa abbia origine nell’intestino, e che quindi sia possibile migliorarlo con tecniche mirate al benessere gastro-enterico? La terminologia “asse intestino-cervello” indica una relazione bidirezionale tra il sistema gastrointestinale e il sistema nervoso centrale. Ad oggi, diverse ricerche hanno dimostrato che l’emicrania è associata con alcuni disturbi gastrointestinali, come l’infezione da Helicobacter pylori, la sindrome dell’intestino irritabile e la celiachia. Molte sono le evidenze in letteratura che propongono una relazione tra la cefalea e “l’asse intestino-cervello”, tuttavia il meccanismo alla base non è del tutto chiaro. Questa interazione sembra essere influenzata da molteplici fattori quali mediatori infiammatori (citochine e interleukine), il microbiota intestinale, neuropeptidi, ormoni dello stress e sostanze nutritive.

E’ stato messo anche in evidenza come l’emicrania possa essere migliorata mediante approcci dietetici con effetti benefici sul microbiota intestinale, tra cui un consumo abbondante di fibre, una dieta a basso indice glicemico, l’integrazione con vitamina D, omega-3 e probiotici, nonché la perdita di peso corporeo.

IL RUOLO DEL MICROBIOTA INTESTINALE

Per Macrobiota intestinale, si intende l’insieme dei micro-organismi che vivono all’interno del nostro intestino e contribuiscono al suo corretto funzionamento.

È noto ormai come la composizione del microbiota intestinale svolga un ruolo importante nell’asse intestino-cervello. Questo avviene tramite due meccanismi: uno indiretto che vede coinvolti i metaboliti del microbiota, neurotrasmettitori, molecole infiammatorie e ormoni, e un meccanismo invece diretto che vede coinvolto il nervo vago.

Cambiamenti nel profilo del microbiota intestinale possono verificarsi come risultato di uno stress psico-fisico. Questi fattori stressogeni promuovono il rilascio dell’ormone corticotropina nell’ipotalamo, ciò induce un aumento della produzione di cortisolo a livello delle ghiandole surrenali: tutto questo può portare ad alterazioni nella permeabilità dell’intestino a causa di un cambiamento nella composizione del microbiota intestinale. Questi eventi possono condurre ad una situazione di disbiosi e di infiammazione, condizioni correlate ad insorgenza di emicrania.

Alcuni fattori nutrizionali possono influenzare la salute dell’intestino, in particolare gli ACIDI GRASSI A CORTA CATENA fondamentali per mantenere l’integrità della barriera intestinale. Queste sostanze derivano dalla fermentazione della fibre introdotta mediante la dieta (verdura e frutta) da parte della microflora intestinale a livello del colon. Oltre ai benefici apportati a livello intestinale, gli acidi grassi a corta catena sono in grado di entrare nel circolo sanguigno, raggiungere il sistema nervoso centrale e svolgere un ruolo neuro protettivo.

Anche cambiamenti dietetici rapidi ed estremi possono influenzare direttamente l’intestino poiché impattano sulla biodiversità del microbiota intestinale. È interessante notare che alcuni studi mostrano che aggiungendo SOSTANZE PREBIOTICHE (fibra) ad una dieta ricca in grassi si possono aumentare i livelli di produzione di questi acidi grassi e ripristinare il corretto equilibrio tra i ceppi batterici del nostro intestino, determinando la predominanza dei Bifidobatteri.

Alla luce di quanto detto la supplementazione con probiotici potrebbe modulare gli attacchi di mal di testa, il meccanismo alla base di tale effetto è sicuramente legato alla promozione della produzione di questi acidi grassi a corta catena, oltre che al mantenimento dell’integrità dell’epitelio intestinale e al controllo dello stato infiammatorio.

IL RUOLO DELLA SEROTONINA

E’ stato dimostrato come la via “triptofano-serotonina” potrebbe essere una delle vie mediante cui il microbiota intestinale influenzerebbe la funzionalità del sistema nervoso centrale, infatti alcuni ceppi batterici sarebbero in grado di sintetizzare enzimi capaci di produrre alcuni metaboliti del triptofano. Poichè

il triptofano è precursore della serotonina, i livelli di questo neurotrasmettitore dipendono direttamente dai livelli plasmatici dell’amminoacido in questione. Il microbiota impatterebbe su questi valori in quanto influenzerebbe l’attività degli enzimi coinvolti nella biodisponibilità di triptofano a livello intestinale. Inoltra qualora l’intestino non fosse in “piena forma” e la flora batterica intestinale fosse alterata si potrebbe presentare un’alterazione nella produzione di tutte quelle sostanze utilizzate a livello cerebrale, in particolare l’istamina, fortemente correlata a episodi di emicrania.

PIU’ IL TUO INTESTINO E’ INFIAMMATO PIU’ LO E’ IL TUO CERVELLO

Ad oggi, diverse ricerche hanno dimostrato che l’emicrania è associata ad alcuni disturbi gastrointestinali quali diarrea, stitichezza, dispepsia e reflusso gastroesofageo, infezione da Helicobacter pilori, celiachia, sindrome dell’intestino irritabile. Tutte queste condizioni morbose portano o sono causate da stati infiammatori che coinvolgono il sistema gastrointestinale. In particolare, si stima che il 21-28% di chi è affetto da celiachia presenta emicrania, l’associazione tra emicrania e celiachia è attribuibile a diversi meccanismi tra cui l’iperproduzione di citochine pro-infiammatorie indotta dall’introduzione del glutine, la mancanza di vitamine e macro elementi a causa di malassorbimento, disturbi del tono vascolare, ipersensibilità del sistema nervoso e ipo-perfusione cerebrale.

PERDITA DI PESO COME APPROCCIO PER RIDURRE EPISODI DI CEFALEA

Infine molteplici studi hanno dimostrato come una condizione di sovrappeso ma ancora di più di obesità conduca ad una diminuzione della permeabilità intestinale, ciò influenzerebbe negativamente la composizione del microbiota intestinale. Inoltre è stato messo in evidenza come l’obesità porti ad aumentare il rischio di episodi di emicrania, al contrario una diminuzione del peso contribuirebbe a ridurne l’intensità, la frequenza e la durata, sia negli adulti che negli adolescenti. Il legame tra obesità e mal di testa è attribuibile ad un aumentato stato di infiammazione correlato a questa condizione patologica, in particolare ad un aumento di citochine pro-infiammatorie come IL-6 e TNF.

In conclusione come possiamo fare per ridurre gli episodi di mal di testa lavorando sull’intestino? Sicuramente il primo approccio è quello nutrizionale assumendo alimenti probiotici (ricchi in microrganismi benefici) come lo YOGURT, IL KEFIR, CRAUTI, VERDURE FERMENTATE, e alimenti prebiotici, ossia ricchi in sostanze di cui si nutre il microbiota intestinale (VERDURA, FRUTTA, LEGUMI). In secondo luogo si consiglia di eseguire ATTIVITÀ FISICA regolarmente, noti sono gli effetti positivi nei confronti della stitichezza, importante quindi svolgere l’attività che più piace e che si riesce a mantenere come abitudine. Importante ricordare che gli integratori di probiotici possono aiutare senza però fare miracoli e soprattutto non sostituiscono un’alimentazione sana.

Dott.ssa Giulia Massini

Ha collaborato con l'Ospedale infantile Regina Margherita presso l'ambulatorio dislipidemie e prevenzione cardiovascolare e segue progetti di intervento diagnostico terapeutico nella diagnosi precoce di iperlipemia aterogena in età pediatrica nel territorio piemontese.

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