LA CEFALEA: Le terapie farmacologiche

Abbiamo ribadito, nel corso del mese di luglio, quanto il mal di testa sia un’esperienza comune a moltissimi di noi.
Oggi vi parliamo delle terapie farmacologiche maggiormente raccomandate per prevenire o curare un attacco di cefalea.
Come saprete, sono disponibili numerosissimi farmaci.
Prima di darvi una panoramica dei medicinali più utilizzati vogliamo, però, farvi una premessa.
Ci sono strategie terapeutiche che sicuramente trovano più largo consenso tra il personale sanitario e che sicuramente sono più conosciute tra gli habitué del mal di testa, come l’utilizzo dei FANS (Farmaci anti infiammatori non steroidei) nelle crisi medio-lievi e di triptani in quelle medio-forti.
Ma, alla base di ogni scelta, è fondamentale l’educazione del paziente ad adottare la terapia più adeguata.

Come scegliere la terapia più adeguata?
E’ importantissimo, per prevenire gli episodi e per convivere meglio con questo tipo di problematica, imparare a distinguere gli attacchi di diverso tipo (emicrania, cefalea di tipo tensivo e cefalea a grappolo) che spesso sono presenti nello stesso paziente, per poter scegliere il farmaco sintomatico più adeguato.
L’efficacia della terapia risulterà maggiore se monitorata nel tempo con l’utilizzo di un diario per valutare l’efficacia della medicina sul dolore e sui sintomi di accompagnamento, la presenza di recidive, il consumo del farmaco o dei farmaci prescritti, l’uso di farmaci di salvataggio e i possibili eventi avversi.
Una volta individuato il tipo di mal di testa, si potrà individuare il farmaco migliore.
E il farmaco più appropriato deve essere assunto al minor dosaggio utile a raggiungere la completa risoluzione delle crisi e il più precocemente possibile per garantirne il massimo dell’efficacia.

Inoltre è importante distinguere i farmaci che si utilizzano nella terapia di attacco della cefalea, ovvero la terapia che si utilizza solo al bisogno, quando compare il mal di testa, e i farmaci che si utilizzano nella terapia di profilassi, ovvero la terapia che si utilizza tutti i giorni regolarmente, per ridurre l’intensità e la frequenze degli attacchi di cefalea.
Maggiore consapevolezza e conoscenza c’è da parte nostra, maggiore è la possibilità di gestire il disturbo e di essere aiutati dalle medicine.

Quali sono le principali Classi Farmacologiche?

Terapie di attacco

Iniziamo dai TRIPTANI: sono indicati per il trattamento di prima scelta per la cura delle cefalee emicraniche, con o senza aura. Vengono utilizzati in caso di attacco di intensità medio-grave.
I triptani agiscono sui recettori che portano alla vasocostrizione dei vasi sanguigni cerebrali e all’inibizione del rilascio delle sostanze vasoattive che ne provocano la dilatazione. In questo modo risolvono l’attacco emicranico contrastando sia la vasodilatazione direttamente responsabile dello stimolo doloroso, sia contrastando il rilascio di tutte quelle sostanze infiammatorie che provocano la dilatazione dei vasi sanguigni cerebrali.
I FANS , sono i farmaci antinfiammatori non steroidei. Sono indicati per il trattamento di attacchi di intensità lieve o moderata e in caso di controindicazioni o inefficacia dei triptani.
Per alcuni farmaci di questa classe è possibile l’automedicazione e l’utilizzo nelle formulazioni da banco e senza obbligo di prescrizione, grazie alla loro comprovata tollerabilità ed efficacia.
Tra i FANS più utilizzati troviamo l’Acido acetil salicilico (la comune aspirina) un derivato acetilato dell’acido salicilico con importanti proprietà analgesiche, antinfiammatorie e antipiretiche. E’ in grado di curare il mal di testa inibendo la produzione delle prostaglandine, sostanze coinvolte nella trasmissione del dolore. Il suo utilizzo è indicato come trattamento di prima linea nei pazienti che soffrono di cefalea di tipo tensivo e di emicrania.
Il suo meccanismo di azione coinvolge la riduzione della sintesi di sostanze che proteggono la mucosa gastrica; in sintesi, uno dei veri limiti delle medicine a base di acido acetilsalicilico è la serie di effetti collaterali indesiderati a carico del tratto gastrico, soprattutto se assunto a stomaco vuoto. Per questo motivo, nel tempo, gli è stato preferito il paracetamolo.

Altri FANS comunemente usati con buoni risultati nella cefalea lieve-moderata sono l’ibuprofene e l’indometacina.

 

Terapie di profilassi

ANTIDEPRESSIVI: tra i principi attivi efficaci nella profilassi della cefalea troviamo alcuni farmaci anche usati nella terapia della depressione.
Alcuni farmaci antidepressivi, in particolare quelli che agiscono sulla noradrenalina, sono comunemente usati nella terapia del dolore cronico e sono utili nella prevenzione dei principali tipi di mal di testa, in particolare della cefalea tensiva e dell’emicrania. I più utilizzati sono la venlafaxina (nell’emicrania) e l’amitriptilina (nella cefalea tensiva).
ANTIEPILETTICI: I farmaci antiepilettici, a causa del loro meccanismo di funzionamento (riduzione dell’eccitabilità delle cellule del cervello), vengono comunemente usati anche in altre patologie, come ad esempio l’emicrania e il disturbo bipolare.  Il Valproato di sodio e il topiramato hanno mostrato risultati eccellenti nella profilassi dell’emicrania in diversi studi clinici.

Come si cura la Cefalea  Grappolo?
Un po’ più complessa è, invece, la gestione della cefalea a grappolo.
Mentre nella terapia di attacco è la somministrazione dei triptani che sembra essere quella più efficace (sopratutto sumatriptan e zolmitriptan), nella profilassi troviamo l’utilizzo del litio, uno stabilizzatore dell’umore, il valproato di sodio e, di preferenza il “verapamil”, un calcioantagonista selettivo. Ha una buona efficacia, una buona tollerabilità e pochi effetti collaterali.
Ma nasce essenzialmente come farmaco antipertensivo e per cardiopatici, per prevenire potenziali recidive grazie alla sua capacità vasodilatarice.  Le principali controindicazioni all’assunzione del Verapamil sono patologie o disfunzioni a livello cardiaco, pertanto se non è mai stato assunto è opportuno effettuare un ECG (elettocardiogramma) di controllo da sottoporre al proprio neurologo di fiducia che ha effettuato la prescrizione farmacologica.

La gestione del mal di testa, come potete vedere, richiede oculatezza, coscienza, analisi e pazienza.
Noi vogliamo ricordarvi, come sempre, che le abitudini di vita hanno un ruolo fondamentale e rappresentano un primo ambito di intervento per prevenire e curare.
Grande importanza riveste il rapporto con il medico o il neurologo di fiducia che potrà accompagnarvi nella terapia migliore per la gestione di un problema che non è grave ma è di sicuro fastidioso. Perciò affidatevi a lui; ma, non dimenticate che il ruolo attivo del paziente è fondamentale.
Perciò, informatevi e chiamateci! Noi dello studio medico MENS CPZ vi aspettiamo!

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