Disturbi del sonno: trattamenti farmacologici

La medicina negli ultimi decenni ha introdotto approcci diversi nella gestione della malattie.
Mentre un tempo si limitava a curare la malattia quando era già una cosa conclamata, oggi possiede gli strumenti per prevenire l’insorgenza, l’evoluzione o la cronicizzazione della malattia.
Oggi gli uomini e le donne vivono più a lungo e invecchiano più lentamente, per questo l’attenzione deve essere posta anche agli aspetti “qualitativi” della vita.
In quest’ottica si pone la medicina del sonno. Una branca poco conosciuta della neurologia, che ha lo scopo di curare al meglio delle malattie che “semplicemente” possono compromettere la qualità della vita.
L’insonnia è una malattia che merita attenzione prioritaria.
Ne soffre più del 50% della popolazione, con età media di 54 anni. Le risorse sociosanitarie che sono attualmente impiegate nella gestione delle conseguenze dell’insonnia sono importanti. L’insonnia infatti ha un impatto devastante sulla nostra quotidianità e sulla vita diurna e le sue conseguenze includono la cronicizzazione di malattie, il rischio di incidenti che potenzialmente coinvolgono anche altre persone, l’eccessiva sonnolenza e irritabilità che sul lungo andare, compromettono la nostra vita sociale, lavorativa e affettiva.
Le premesse di questo articolo vogliono porre l’attenzione su una cosa importante: dato che una corretta igiene del sonno è decisiva per la nostra salute, curare i disturbi del sonno è importante tanto quanto curare le altre malattie.
Sappiamo che una bassa percentuale di insonni segue una terapia che spesso dura da oltre 3 anni, senza che ne venga valutata l’efficacia. E che c’è una diffusa tendenza all’autosomministrazione di farmaci per l’insonnia, da parte dei pazienti.
Vi consigliamo, pertanto, di rivolgervi sempre prima al vostro medico di base e segnalare la vostra difficoltà al riposo, che è una necessità per il nostro organismo, tanto quanto curare delle malattie che sembrano meritare maggiormente la nostra attenzione.
Esiste una vera e propria linea guida di terapia farmacologica per i disturbi del sonno. Che spesso è circondata da un’aura di poca informazione e quindi di pregiudizio.
Per questo vogliamo parlarvene e portare un po’ di chiarezza.
Innanzitutto, lo scopo della terapia farmacologica è quello di ripristinare la qualità e la quantità del sonno.
Il farmaco ottimale deve diminuire i tempi di latenza del sonno, ovvero ci permetterà di addormentarci più velocemente; inoltre, ridurrà nettamente i risvegli notturni o i risvegli precoci. Insomma, ci permetterà di alzarci riposati e di affrontare la giornata al meglio.
Il trattamento farmacologico di prima scelta è costituito dai farmaci ipno-induttori che possono essere benzodiazepinici e non benzodiazepinici.
Le benzodiazepine sono gli ipno-induttori più conosciuti, che negli anni sessanta sostituirono i barbiturici per la cura dell’insonnia. Agiscono stimolando il sistema GABAergico, che è il principale recettore inibitorio del sistema nervoso centrale. Ed è per questo che hanno effetti sedativi, mio-rilassanti e ansiolitici.
Le molecole sono tantissime, e si distinguono per la loro durata di azione (emivita) lunga, media e breve.

Gli effetti collaterali riportati sono spesso legati all’ipersonnia diurna, cioè al famoso “effetto hangover”. Si tratta di un fenomeno per cui il paziente risente degli strascichi del farmaco nelle prime ore del giorno, appena dopo il risveglio. Alcuni dei sintomi più comuni sono l’amnesia retrograda, cioè l’amnesia legata a ciò che si fa e si dice sotto effetto dell’ipno-induttore.

Un’altra problematica è la possibilità di abuso o dipendenza e infine non dimentichiamo l’effetto rebound, cioè quei sintomi  che compaiono per la sospensione improvvisa del farmaco (irritabilità, ansia, insonnia).
Per questo la terapia farmacologica con benzodiazepine non deve essere auto-somministrata. Al contrario deve essere accordata dal medico di medicina generale, controllata e deve durare poche settimane.
Una nuova classe farmacologica è costituita dagli ipno-induttori non benzodiazepinici: zolpidem, zopiclone, zaleplon. Sono stati introdotti a causa dei problemi di tollerabilità e degli effetti collaterali delle benzodiazepine classiche di cui vi abbiamo parlato poco fa.
Sono più duttili e maneggevoli; se vengono rispettate le dosi terapeutiche non causano sindrome da effetti da sospensione e insonnia rebound; hanno pochissimo effetto hangover proprio perchè vengono rapidamente eliminati dall’organismo e non interferiscono con la capacità di concentrazione o con la lucidità del paziente il giorno dopo.

Per il trattamento dell’insonnia si utilizzano inoltre farmaci antidepressivi con effetto sedativo, come il Trazodone o la Mirtazapina. Si tratta di farmaci utilizzati ad alte dosi per la terapia della depressione appunto e che a basse dosi possono risultare efficaci contro l’insonnia.
Per finire, possono essere utilizzati per l’insonnia anche gli anti psicotici atipici. La sedazione associata a questi farmaci deriva dalla loro azione su più sistemi neuronali, in particolare su alcuni recettori della serotonina e dell’istamina.

Ovviamente, ricordiamo che anche la farmacologica, per quanto una scienza, non è per tutti uguale.
Ed è per questo che il medico di base dovrà tenere conto, all’atto di prescrizione del farmaco, di una serie di parametri che sono personalissimi e che riguardano esclusivamente noi.
Vi ricordiamo sempre, quando parliamo di farmaci, che la nostra unicità e individualità riguarda anche e sopratutto la nostra reazione personalizzata alle medicine. Non è detto che avremo tutti gli stessi effetti collaterali o che ne trarremo efficacia allo stesso modo.
Sebbene la tentazione all’auto-somministrazione sia alta, ricordiamo che il medico ha la conoscenza tale da poter gestire e prevenire gli effetti indesiderati e a sorpresa che ne potrebbero derivare.
Noi dello studio medico MENS CPZ ci mettiamo a disposizione per ogni vostro dubbio e chiarimento che possiamo fornirvi grazie ai nostri esperti di medicina del sonno.
Vi aspettiamo nella nostra sede per sconfiggere ogni vostra perplessità e per accogliere ogni vostra richiesta.

 

 

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