La Tempesta

La Tempesta

“ …

 

(Atto III, Scena II)

 

Non devi aver paura.

L’isola è piena di rumori,

Suoni e dolci arie

Che danno piacere e non fanno male.

A volte sento

Mille strumenti vibrare

E mormorarmi alle orecchie.

E a volte voci che,

Pur se mi sono svegliato

Dopo un lungo sonno,

Mi fanno addormentare di nuovo.

E poi, sognando,

Vedevo spalancarsi le nuvole

E apparire ricchezze

Pronte a cadere su di me,

Così, svegliandomi,

Piangevo per sognare ancora.

 

(Atto IV, Scena Unica)

…..

Figlio mio, hai l’aria stravolta,

Sembri spaventato. Sii sereno.

Il nostro spettacolo è finito.

Questi nostri attori,

Come ti avevo detto,

Erano tutti spiriti

E si sono dissolti nell’aria,

Nell’aria sottile.

E, come l’edificio senza fondamenta

Di questa visione,

Le torri ricoperte dalle nubi,

I palazzi sontuosi,

I templi solenni,

Questo stesso vasto globo, sì,

E quello che contiene,

Tutto si dissolverà.

Come la scena priva di sostanza

Ora svanita

Tutto svanirà

Senza lasciare traccia.

Noi siamo della materia

Di cui son fatti i sogni

E la nostra piccola vita

È circondata da un sonno.

….”

 

da 

La Tempesta

di William Shakespeare

Garzanti Editore

La Tempesta è l’ultima grande opera teatrale di William Shakespeare.  Probabilmente scritta tra il 1610 e il 1611, la commedia fu rappresentata per la prima volta al Whitehall Palace a Londra, allora residenza del sovrano Giacomo I di Inghilterra.

In una sperduta isola del Mediterraneo, prende vita la vicenda dell’esiliato Prospero, vero duca di Milano, che trama per riportare sua figlia Miranda al posto che le spetta.  Utilizzando illusioni e arti magiche, tesse trame con cui costringe i personaggi a muoversi secondo il proprio volere.

I personaggi si muovono in una ambientazione esotica, un luogo remoto, ricco di suoni, rumori strani e insoliti, effetti visivi, che trasportano lo spettatore in una dimensione irreale. Elementi naturali come il mare, il vento e l’aria si trasformano in elementi magici. Il sogno diventa premonizione e rivelazione, e la verità traspare attraverso il filtro del sonno.

Sigmund Freud ancora non aveva scritto “L’interpretazione dei Sogni”, né Eugene Aserinsky aveva scoperto l’esistenza del sonno REM. Anni luce prima della nascita della psicanalisi e delle teorie della mente il sogno è lo specchio della nostra anima. 

Vi siete mai svegliati felici, ancora assaporando gli ultimi istanti del vostro ultimo sogno del mattino?…

 

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