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COVID-19. Domande e risposte.

Dopo ormai più di un mese alle prese con l’emergenza corona-virus, è chiaro a tutti che noi quanto sia faticosa la quotidianità alle prese con una preoccupazione di un “nemico” invisibile che ci ha presi alla sprovvista scuotendo la nostra routine.
E ha anche reso evidente un’altra problematica: quanto sia difficile reperire del materiale informativo autorevole e capire cosa è giusto e sbagliato.
I social media si sono rivelati ai nostri occhi, definitivamente, strumenti potenti e potenzialmente utili, ma occorre sapere distinguere le informazioni credibili da quelle che non lo sono.
Noi dello studio MENS CPZ cerchiamo di darvi delle risposte.

Quale è la verità sul Corona-virus?
Ipotesi complottiste e rigore medico.

Su Internet e sulla rete ci sono un sacco di ipotesi complottiste, che vogliono rispondere alle domande: il nuovo Corona-virus è frutto di una cospirazione? E’ un’arma biologica creata in laboratorio? Questa epidemia è fatta per  distrarci da problemi che vogliono tenerci nascosti?
Abbiamo tutti l’esperienza di leggere notizie che successivamente sono regolarmente e facilmente smentite.
Comprendiamo la necessità, alla quale spesso tutti noi cediamo, di dare risposte semplici a problemi complessi. E di mettere un po’ di ordine anche sul disorientamento spesso creato anche dalle diverse opinioni di medici e ricercatori sull’argomento.
Le ipotesi complottiste cercano di contestualizzare un problema molto grande. Chiedersi il perché e tentare di circostanziare alla realtà socio-economia mondiale un evento di così tale portata al quale, sopratutto il mondo occidentale non è più abituato, non è necessariamente sbagliato. L’importante è non incorrere nel rischio di minimizzare un problema che, nei fatti, coinvolge la salute pubblica.
In ogni caso è buona norma mantenere un comportamento responsabile e un atteggiamento critico verso tutto quello che leggiamo e condividiamo.
Il problema vero delle teorie della cospirazione sono l’alimentare paura e pregiudizi che potrebbero mettere al repentaglio la collaborazione globale nella lotta al virus.
Ciò che sta dietro al rigore scientifico della medicina di cui attualmente possediamo delle certezze è frutto di secoli di confronti e dibattiti tra persone e dati inizialmente anche molto lontani tra loro. Non dobbiamo meravigliarci che alle prese con un problema come il corona-virus, improvviso e inatteso, ci siano opinioni mediche anche contrastanti tra loro. Anzi. Proprio il fatto che esistano punti di vista diversi da parte di esperti dovrebbe rassicurarci sul fatto che esiste una comunità scientifica di medici e ricercatori che si confronta ogni giorno per adottare le soluzioni migliori per tutti.

Di fronte al COVID-19 siamo tutti uguali? 

NO. Abbiamo potuto constatare che sono le persone più anziane con malattie pregresse ad avere la peggio. Di fronte alla malattia le persone anziane sono più vulnerabili di giovani e adulti.
Il tasso di letalità è più elevato nelle persone che soffrono di malattie cardiovascolari o nei malati di diabete. Maggiore letalità anche nelle persone con malattie respiratorie croniche, con ipertensione e nei malati di cancro.
L’Italia è un Paese la cui età media della popolazione molto alta, per questo risulta maggiormente colpita.
Ed è una popolazione anziana che vede l’invecchiamento accompagnato da un aumento del carico delle malattie non trasmissibili, come il diabete, le malattie cardiovascolari, i tumore e le malattie polmonari croniche ostruttive.

Ci saranno conseguenze economiche dopo l’evento Corona-virus?

Le conseguenze sull’economia italiana (e mondiale) della pandemia sono sotto gli occhi di tutti.
La domanda di beni e servizi è radicalmente diminuita.
Oltre alla sospensione di molte attività commerciali si assiste alla chiusura (se non altro temporanea) di alcuni importanti impianti industriali nel desiderio di tutelare la salute dei lavoratori.
Alcune aziende hanno attivato lo smart-working e anche altri settori hanno deciso di implementare la modalità virtuali e a distanza. Portando nella nostra quotidianità nuove metodologie alle quali, fino ad ora, ci siamo dimostrati resistenti.
Ci saranno di sicuro delle conseguenze e un periodo di risalita della china. Di fronte alle quali ognuno di noi non deve scoraggiarsi. Deve mantenere un atteggiamento creativo e propositivo.
Abbiamo la possibilità di fermarci a riflettere sul fatto che siamo abituati ad andare sempre di corsa, sempre in competizione e sempre a misurare il nostro tempo e il nostro valore in funzione del denaro.
Questo arrestarci all’improvviso ci costringe a guardarci bene e a dare la priorità a quello che conta veramente: noi e la nostra salute.

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