Un post…banalotto.

Celeste, cosa scrivo al post del venerdì?
Dai mour…mi dice la bella collega lontana col corpo, ma vicina con lo spirito. Fai un post banalotto. Parla della tua quotidianità al tempo del coronavirus.
Va bene, Cele. Ecco a te il post banalotto.
Innanzitutto, diciamolo, i segni di una pandemia mondiale erano chiari:
1) mi trovavo bene al lavoro; meglio, mi piaceva il lavoro, mi piaceva la colleganza, mi piaceva la routine. Anzi, non vedevo l’ora di tornare in ufficio. Oserei dire che penso di aver capito cosa voglio fare da grande;
2) mi ero iscritta in palestra e ci andavo regolarmente;
3) avevo sottoscritto un abbonamento ai trasporti pubblici, che ipotecava i miei soldi e il mio tempo;
4) sono 5 mesi che, regolarmente, ogni lunedì e ogni venerdì scrivo su questo blog. 5 mesi. L’unica cosa così regolare è il mio ciclo mestruale e non perchè sia merito mio.
C’erano tutti i presupposti per un’emergenza mondiale. Anche più di una.
Poi…
Lunedì sera ho iniziato a sentirmi male. Ho iniziato ad avvertire dolori al torace, un peso sullo sterno, la tosse. Brividi di freddo. Decimi di febbre. E la nausea che fa fine e non impegna.
La prima cosa che ho pensato è stata la più ovvia: “mi sto inventando tutto”. E mi sono fatta una dormita di circa 14 ore.
Il giorno dopo, pivellissima, mi faccio sgamare dalla sagrada familia al sud. Sono una campionessa a nascondere loro tutto. Ma proprio quella sera, mentre tossivo come un bimbo posseduto, ho sentito la necessità di fare una chiamata a tuuuuuttta la famiglia. Così, giusto per mettere venti persone equilibrate e per nulla apprensive in allerta.
Dopo velatissime minacce durate un’oretta da parte di tutti i membri della famiglia, di ogni ordine e grado e dopo essere stata perseguitata da tutti i social disponibili sul mercato, ho acconsentito e chiamato al numero verde per le informazioni.
Mi vergognavo, lo ammetto. Un pò perchè, avendo sempre avuto problemi di salute “invisibili”, negli anni mi sono sempre sentita dire, almeno ai primi colpi, che sono paranoica. Che sto esagerando.
Un pò perchè non volevo sovraccaricare un sistema e delle persone con urgenze ben più gravi delle mie che è vero, ero piena di dolori, ma arzilla e vispa come sempre.
Ma mi toccava farlo. Così, armata di buona pazienza e cercando di non far trasparire i miei trascorsi da malata immaginaria, mi sono concentrata sul ruolo di “quella normale”.
Dopo pochi minuti di attesa, un compuntissimo e asciuttissimo Ignazio mi ha risposto.
Respiro profondo. SII NORMALE. SII NORMALEEEE.
“Ciao Ignazio, innanzitutto voglio ringraziarti a nome di tutti per il lavoro straordinario che state svolgendo in questo periodo. Non deve essere facile per voi.” – dico, tutta d’un fiato e gentile. Forza Nati, sii la paziente più gentile della giornata, mi dico.
“Ma…” riprendo, cercando di non sembrare paranoica e preoccupata “sai, da ieri ho male al torace, sento come un peso sullo sterno, ho male anche in corrispondenza alla schiena. Ho un pò di tosse e un pò di febbre”.
Sento anche il bisogno di aggiungere: “NON STO CHIAMANDO PER ME…MA PER LA MIA FAMIGLIA PREOCCUPATA AL SUD”.
Non so se mi percepisse paranoica. Di sicuro, però, stavo mandando all’aria il piano della paziente “normale”. Così ho cercato di ricorrere ai ripari. ” Nel senso, che io alla fine sto bene, ma loro si preoccupano troppo. E non volevo chiamare per disturbarti. Ma loro insistevano”. Bla bla bla. BLA BLA BLA. Ho continuato a sproloquiare.
Il povero Ignazio, lo sentivo, voleva darmi il numero del pronto intervento psichiatrico. Voleva internarmi. Mi aspettavo che mi dicesse “Signorina, adesso mi dia il suo indirizzo che viene l’ambulanza e le mette la camicia di forza. Altro che ricovero. TSO FORZATOOO”.
Invece, gentilmente mi ha elencato i sintomi, mi ha fatto delle domande e mi ha solo detto di monitorarmi nei giorni successivi e richiamare se lo avessi ritenuto necessario.
Fortunatamente, la tosse è passata, la febbre pure. E niente più Ignazio.
Con 657 parole si chiude il mio post banalotto del venerdì.
La prossima volta che deciderò di fare un abbonamento o di essere regolare in qualcosa…ve lo dico prima.
Un ECCIU’ a tutti!!!

 

 

 

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