Alimentazione e cefalea: prevenire il mal di testa a tavola.

Il mal di testa è il termine generico con cui solitamente si indica la cefalea,ovvero la sensazione di dolore localizzato alla testa, che può essere di varia intensità e spesso accompagnato da altri sintomi come la nausea, il vomito, la fotofobia o l’intolleranza ai rumori.

Indipendentemente dal sesso e dall’età, quasi a tutti capita di soffrire di mal di testa almeno una volta nella vita. Ci sono soggetti più predisposti rispetto ad altri; spesso la predisposizione è genetica: se uno dei genitori soffre di mal di testa è molto probabile che anche i figli ne saranno colpiti.

Esistono diversi tipi di cefalee (la classificazione ufficiale ne identifica ben tredici, distinguendole tra cefalee primarie e secondarie) e le cause scatenanti possono essere le più svariate (tensione muscolare, stress, fattori psico-affettivi o altre patologie di cui la cefalea è il sintomo).

Quella che vedremo oggi è la correlazione tra l’alimentazione e il mal di testa.

Possono alcuni cibi causare il mal di testa. Si.
Vi sono alcune sostanze di origine alimentare che scatenano attacchi di emicrania in individui predisposti.

Gli alimenti che possono favorire l’arrivo del mal di testa contengono sostanze particolari che per la loro azione vasodilatatrice causano dolore.

In genere sono i soggetti emicranici stessi che con un’attenta osservazione si rendono conto dell’effetto negativo sul loro benessere che ha l’assunzione di alcuni cibi.

Vediamo allora una lista dei cibi più frequentemente chiamati in causa nella comparsa del mal di testa:
formaggi stagionati e fermentati; gli estratti di lievito, le conserve di pesce (sardine, tonno e aringhe);
vini e birra, banane e semi di soia;
i pesci, i crostacei, salumi, pomodori, fragole, vini e birra;
cioccolata, uova, noci, burro di arachidi, cipolle, panna acida, yogurt, avocado;
agrumi (è sconsigliata l’assunzione di più di un’arancia al giorno);
pomodori, crauti e lamponi, fagioli e piselli;
hotdog e carni stagionate, conservate o trattate;
i conservanti come il glutammato di sodio (dado, cibo cinese, zuppe in scatola, sughi preconfezionati, erbe aromatiche);
thè, caffè, bevande a base di cola (per il contenuto di caffeina); l’aspartame.

Esistono però alimenti che non hanno controindicazioni come i cereali, il miele, le verdure fresche, il latte, lo zucchero, l’aceto di vino bianco, il peperoncino, l’olio extravergine di oliva, il caffè a piccole dosi e lo zenzero.
Nota particolare per lo zenzero: presenta peculiari caratteristiche per le quali il suo utilizzo determina un significativo miglioramento della sintomatologia emicranica.

Anche il tipo di cottura è importante perché può determinare la formazione di composti tossici. I cibi fritti, per esempio, sono sconsigliati per i soggetti emicranici. Mentre la cottura migliore è la cottura a vapore, che permette la conservazione dei principi nutritivi degli alimenti.

La sensibilità agli alimenti è molto soggettiva. Se soffrite di cefalea cercate di prestare attenzione ad ogni possibile correlazione tra insorgenza dei sintomi e pasto precedente, in modo tale da individuare esattamente il cibo, o i cibi, che vi provocano gli attacchi.

Come al solito, equilibrio è sinonimo di salute. Vi consigliamo, in ogni caso, una dieta equilibrata ricca di vitamine, verdure e carni fresche, vitamine, calcio, magnesio e potassio. E un’attività fisica regolare e costante.

Per ogni dubbio, rivolgetevi al vostro medico di fiducia. Noi dello studio medico MENS CPZ siamo disponibili a chiarire ogni vostra incertezza a riguardo.

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