fbpx

L’ ADHD in età adulta

L’ADHD, acronimo per “attention deficit hyperactivity disorder” in italiano “Disturbo da deficit di attenzione e iperattività”, è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato dalla difficoltà a mantenere l’attenzione, problemi di iperattività  e impulsività.
E’ generalmente uno dei disturbi neuro-psichiatrici di infanzia e adolescenza più comuni e più facilmente diagnosticabili in età scolastica (i sintomi di distraibilità e impulsività sono elementi visibilissimi e di disturbo in classe).
Numerosi sono ad oggi i provvedimenti scolastici e post-scolastici per aiutare gli studenti con ADHD.
Fino a poco tempo fa era ancora molto sottovalutata l’idea che il disturbo persistesse in età adulta. Fortunatamente, da qualche anno, anche gli adulti che cercano risposte trovano centri di diagnosi e follow up anche per la loro fascia d’età.
E’ molto frequente che un genitore, dopo una diagnosi di ADHD al figlio, si rispecchi in lui e si interessi alla questione, per dare una cornice ai suoi disturbi e alle sue difficoltà da bambino fino a quel momento rimaste senza un nome o un grosso punto interrogativo e, spesso, anche causa di piccoli e grandi fallimenti da adolescente e adulto.
Esistono infatti, a livello internazionale, molte ricerche che rilevano che molti soggetti con sindrome da iperattività e attenzione fin dall’infanzia mantengano i criteri per soddisfare una diagnosi di ADHD anche da adulti, sebbene con diverse caratteristiche.
Le caratteristiche principali del disturbo negli adulti, infatti, si differenziano da quelle che predominano durante l’infanzia e adolescenza.
Si nota, infatti, una diminuzione degli aspetti legati all’iperattività motoria e all’impulsività. Mentre diventa preponderante la disattenzione, la difficoltà di organizzazione e l’instabilità emotiva che compromettono la vita sociale, sentimentale e professionale del soggetto che, di solito, si reca da un professionista proprio per la sua fatica ad essere funzionale nei diversi ambiti della sua vita.
Molti dei sintomi ADHD negli adulti sono considerati come espressione di deficit nelle funzioni esecutive, cioè di tutte quelle azioni necessarie per scegliere gli obiettivi e per creare, attuare e sostenere azioni verso questi obiettivi.
Nella vita quotidiana, infatti, molti adulti lamentano gravi difficoltà nell’organizzazione delle attività; difficoltà nello stabilire le priorità alle attività da svolgere; iniziare e concludere un progetto nelle sue parti, dall’inizio alla fine; difficoltà a gestire il tempo e a rispettare appuntamenti e scadenze; numerose dimenticanze e distrazioni; la difficoltà a concludere un’azione, il restare bloccati per molto tempo su un’attività che alla fine rimane inconclusa.
In sintesi, si può desumere che i principali sintomi di un adulto affetto da ADHD si manifestino, principalmente, nel rimanere concentrati in maniera proficua su un compito, sopratutto se quel compito è spalmato su lunghi periodi. E queste difficoltà si ripercuotono sopratutto nell’attività lavorativa, che per un adulto occupa una grossa fetta di soddisfazione e realizzazione personale. E questo compromette spesso la sua qualità della vita.
Alcuni studi hanno scoperto infatti che tra gli ADHD la percentuale di disoccupati è superiore ai soggetti normodotati. La loro attività lavorativa è più facilmente soggetta ad essere improduttiva e inconcludente proprio perchè incapaci di mantenere la motivazione nel tempo in una determionata mansione.
Anche la vita emotiva risente della presenza di questa sindrome: riscontriamo irritabilità, labilità emotiva, scoppi di rabbia, incapacità di gestire la rabbia, scarsa resistenza alla frustazione e alle emozioni negative.
E anche questo è motivo di forte frustazione e e scarsa realizzazione.
Inoltre, con l’avanzare dell’età, aumenta il tasso di comorbilità con altri disturbi psichiatrici, come la depressione, il disturbo bipolare, l’ansia. Le sintomatiche di questi disturbi potrebbero offuscare quelle dell’ADHD rendendo, per l’adulto in questione, tutto più difficile da capire e da spiegarsi.

L’ADHD è un disturbo che richiede un’attenta valutazione, anamnesi e diagnosi.
La sua identificazione n età adulta è una questione critica. E’ essenziale recarsi dallo specialista, richiedere il processo che porterà alla diagnosi e non solo. Sarà necessario farsi seguire adeguatamente per un trattamento farmacologico e psicologico che potrebbe essere di grande aiuto per la grande fatica quotidiana. Un counseling di tipo educativo, individuale e di lavoro può risultare di notevole rilevanza.

La mancanza di diagnosi o la circostanza di non aver affrontato i problemi spesso correlati all’ADHD comporta come conseguenza un adulto assai poco funzionale e con scarse possibilità di riuscita nella vita.

Una diagnosi precoce per il vostro bambino  e un percorso di aiuto per un adulto possono essere di enorme aiuto.
Per ogni dubbio e informazione, i medici del nostro centro sono disponibili ad ascoltarvi e a darvi le informazioni che vi occorrono.

Studio MENS CPZ
…dalla Mente al Cuore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *