Alzheimer: via libera al nuovo farmaco Aducanumab, atteso anche in Europa

La malattia di Alzheimer è una malattia neurodegenerativa che colpisce generalmente in età avanzata e maggiormente le donne. Le cause sono ancora incerte anche se la componente genetica sembrerebbe giocare un ruolo fondamentale.
Si tratta di una malattia piuttosto complessa con diversi sintomi tra cui la perdita di memoria.

Molti sono i ricercatori che hanno dedicato i loro studi ad una possibile cura della malattia, l’azienda statunitense Biogen ha scoperto l’efficacia di un farmaco denominato “aducanumab“, su cui si è dibattuto molto negli ultimi mesi dopo che la FDA (organo regolatorio per i farmaci negli USA) aveva negato la diffusione del farmaco giudicandolo inefficace.

Si tratta di un anticorpo monoclonale umano capace di contrastare quelle placche che si creano nel cervello dovute alla proteina tossica beta-amiloide, principale causa del morbo di Alzheimer,durante il 2016 era stata scoperta la sua efficacia nel rallentare il progresso dell’Alzheimer distruggendo sostanzialmente le placche dannose.

La scorsa primavera gli esperimenti erano stati interrotti improvvisamente a causa di “risultati deludenti”, a sorpresa però la Biogen presenterà alla FDA i nuovi documenti per poter procedere con l’approvazione dei test clinici e il proseguimento degli esperimenti che si spera porteranno alla commercializzazione del farmaco alternativo in America e anche fuori dal nuovo continente.

Michel Vounatsos, amministratore delegato della Biogen ha spiegato che i test precedenti erano stati condotti in maniera incompleta e che alla luce di più attente analisi il farmaco risulta essere moto efficace se somministrato in dosi superiori a quelle degli esperimenti precedenti ( che pur avevano dato buoni risultati su 165 pazienti affetti da forma lieve di Alzheimer).

Questi dati non erano stati sufficienti a soddisfare le ragionevolmente ferree regole del comitato di ricerca che disapprovò i lavori.

Se l’aducanumab supererà i controlli e non incontrerà ulteriori ostacoli nel suo cammino potremo davvero dire di aver trovato la prima vera e propria cura per una malattia tanto invalidante quanto misteriosa come l’Alzheimer e alleviare la vita di milioni di pazienti e dei loro caregiver.

 

Fonti: Repubblica Salute; Wired Scienza.

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