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IL MALATO NEURO-ONCOLOGICO E LE SUE PROBLEMATICHE

Dal 2 al 5 Ottobre, Brescia è stata teatro di congressi ed eventi solidali a sostegno della ricerca neuro-oncologica.
Medici provenienti da tutte le parti di Italia e d’Europa sono intervenuti per un aggiornamento sulla ricerca scientifica nell’ambito dei tumori cerebrali.
Il congresso è stato accompagnato da corse solidali, concerti di musica classica e jazz, serate di danza.
Il filo conduttore della settimana neuro-oncologica è stato la massima attenzione posta alle problematiche del paziente e all’impatto della malattia sulla psiche del malato e della sua famiglia.
Fine ultimo dell’evento non è stato soltanto un aggiornamento sullo stato dell’arte della ricerca, ma anche una occasione per promuovere la costituzione di un servizio di supporto e Counseling psicologico per i pazienti con tumori cerebrali e per le loro famiglie.
“ Ci auguriamo che questi 3 giorni possano risultare utili per migliorare le nostre conoscenze sui gliomi cerebrali, ma soprattutto per accrescere la nostra consapevolezza sugli aspetti etici ed umani relativi alla gestione del paziente affetto da glioblastoma” dichiara il comitato scientifico ed organizzatore.
Etica e rapporto medico -paziente da approfondire, dunque.

Ma guardiamo da vicino il fulcro del congresso : “Glioma maligni e nuove indicazioni terapeutiche”.
Il glioma è un tumore maligno che si forma nel sistema nervoso centrale (SNC). Il suo nome nasce appunto dalla parola “glia”. Le cellule gliali sono quelle che, assieme ai neuroni, costituiscono il tessuto nervoso.
Con il termine glioma si intende uno spettro eterogeneo di malattie che, a seconda delle cellule colpite e del grado di aggressività con cui colpisce, presenta caratteristiche diverse .
Il glioblastoma è il tumore gliale di grado più alto e, quindi, il più grave tra i gliomi.
Più basso è il grado del tumore, migliore sarà la prognosi.
I sintomi e i segni sono diversi: crisi epilettiche, difficoltà di coordinamento e movimento (chiamati, altrimenti, deficit neurologici focali ), deficit cognitivi ( problemi alla vista, deficit di memoria o concentrazione, perdita di forza e sensibilità ad alcune parti del corpo, problemi con la comprensione o espressione del linguaggio verbale) e poi ancora sonnolenza, mal di testa, vomito.
Diagnosi:
L’esame radiologico più indicato per accertare la presenza del glioma è la Risonanza Magnetica dell’encefalo. Accompagnato da un esame istologico per la correttezza diagnostica.
Dell’importanza e della validità della Risonanza Magnetica come strumento diagnostico e di alcune sue nuove applicazioni si è parlato all’interno della sezione del congresso dedicata appunto al NEURO-IMAGING. Tra le nuove tecniche sono da segnalare l’utilizzo del contrasto BOLD (uno strumento funzionale basato sulla diversa ossigenazione delle aree corticali dove è presente maggiore attivazione e, quindi , maggiore attività metabolica) e il tensore di diffusione, uno strumento della risonanza attraverso il quale si possono costruire immagini tridimensionali. Questi strumenti utilizzati in fase pre-operatoria per definire al meglio la sede e l’aggressività del tumore.
Trattamento:
L’intervento chirurgico è il trattamento privilegiato per i tumori al cervello.
Grande rilievo, assume, nella fase intraoperatoria, il monitoraggio neurofisiologico durante gli interventi e la chirurgia a paziente sveglio.
Vale a dire questo: la tecnologia allo stato attuale permette di avere dei feedback non solo anatomici, come succedeva fino a qualche tempo fa, ma anche funzionali. Durante l’operazione, cioè, si possono stimolare elettricamente alcune aree per riconoscerne istantaneamente la funzione, perché è possibile che determinate strutture nervose sia difficile riconoscerle anatomicamente (per esempio, l’area della mano, o del piede). Stimolandole, il medico ha la possibilità di riconoscerne istantaneamente la funzione. E, durante l’operazione, ha la possibilità di controllarla passo dopo passo e controllarne l’integrità funzionale fino a fine operazione. E questo ha l’indubbio risvolto positivo di ridurre il rischio di deficit neurologici post-operazione.
Dal punto di vista della ricerca, essa è focalizzata nel fornire strumenti di cura aggiornati e i protocolli terapeutici migliori, anche internazionali, per garantire la sicurezza del paziente. La medicina di precisione continua a fare passi in avanti. E’ possibile, in base ad una porzione di tumore, ricostruire un organoide tumorale in vitro, sulla quale provare farmaci ed effetti collaterali.
Mentre la ricerca di base si concentra sempre più sullo studio della biologia e della genetica del tumore, per capirlo meglio nella sua complessità: si spera, in questo modo, di contrastarne il decorso, prevederne le dinamiche e anticiparlo sui tempi.
Trattamento post-operatorio:
Chemio-terapia e radio-terapia restano i trattamenti principali che hanno il fine di eliminare i residui tumorali dopo l’intervento chirurgico: la radioterapia ha lo scopo di colpire i tessuti neoplastici con l’uso di radiazioni ionizzanti ad alta energia per distruggerne il DNA; la chemioterapia, consiste nell’assunzione di farmaci per via endovenosa o orale, che impedisca alle cellule tumorali di moltiplicarsi e crescere. Il trattamento scelto dipenderà dal tipo di tumore.
Riabilitazione:
Un intervento del congresso è ststo dedicato anche alla riabilitazione.
I pazienti con tumore cerebrale spesso riportano compromissioni di alcune funzioni, che possono essere motorie, cognitive o comportamentali.
La riabilitazione deve essere strettamente personalizzata, creata ad hoc per il paziente e per il tipo di tumore e di deficit post-operatorio, con un’attenta valutazione delle funzioni motorie, cognitive, percettive.
In ogni caso, la riabilitazione deve essere orientata al recupero dell’autonomia individuale del paziente, fisiologica e sociale. E proprio su questo si è concentrata l’ultima giornata del congresso.
La riabilitazione sociale del malato e la sua qualità di vita sono il nodo principale di questa settimana sulla ricerca.
Il tumore richiede al malato una serie di adattamenti fisici e psicologici.
Dalla serie di vissuti di incertezza sulla propria sopravvivenza ai cambiamenti del proprio corpo, la malattia tumorale porta nella vita del paziente e della sua famiglia una serie di vissuti quali paura, rabbia, tristezza, depressione che altera l’integrità delle relazioni sociali all’interno del nucleo ristretto, ma anche con l’esterno.
L’intervento psico –educazionale si propone di rendere il paziente soggetto attivo e passivo allo stesso tempo. Il paziente deve condividere attivamente il suo vissuto, oltre che essere costantemente aggiornato sulle informazioni circa la patologia. Non solo. Anche la famiglia verrà integrata all’interno del processo psico-educazionale, con il suo insieme di vissuti e paure.
La creazione di uno sportello apposito si pone come obiettivo la creazione di una connessione col territorio che non faccia sentire isolati e impotenti tutti i familiari e amici che ruotano attorno al diretto interessato.
In conclusione, il tumore cerebrale rimane un’esperienza nella vita di un essere umano, che sia il diretto interessato o una persona strettamente connessa a lui, estremamente significativa che richiede uno sforzo notevole da parte di tutti. E da tantissimi punti di vista.
La settimana della ricerca Neurologica di Brescia ci insegna che tecnologia e umanità vanno di pari passo.
Curare un tumore è un atto estremamente scientifico e profondamente umano.

Un particolare ringraziamento al Prof. Marco Fontanella direttore della Unità di Neurochirurgia di Brescia e al Dott. Pierpaolo Panciani per aver organizzato e gestito con competenza e maestria questo evento speciale.

Contatta la nostra segreteria per maggiori informazioni.

Tel: 011-19453945

Mail: centromedico@menscpz.it

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