Il controllo della pressione sanguigna per la prevenzione della demenza

Evidenze osservazionali di una relazione tra i livelli di pressione arteriosa durante la mezza età e outcome cognitivo cerebrale sono state replicate in differenti popolazioni, ma sono anche state riportate evidenze negative. Spesso basati su studi cross-sezionali o su dati provenienti da soggetti molto anziani (più di 80 anni di età), l’interpretazione di questi studi negativi non ha tenuto in conto di problemi come la causalità inversa. Come conseguenza dell’inconsistenza nella letteratura pubblicata, l’abbassamento della pressione arteriosa non è ancora stato accettato come candidato per l’intervento contro il deterioramento cognitivo o la demenza. A questo proposito, un recente trial clinico chiamato SPIRIT MIND ha individuato un beneficio cognitivo con l’abbassamento della pressione arteriosa in un’ampia coorte di pazienti con più di 50 anni e con diverse origini etniche. Questo trial rafforza le conclusioni degli studi osservazionali che la pressione arteriosa sia coinvolta nella modulazione del rischio di demenza.

Lane et al., in un recente articolo, hanno fornito una nuova prospettiva sulla correlazione tra la pressione arteriosa e il livello di cognizione. Attraverso dati ottenuti a intervalli di 8 anni in soggetti tra i 26 e i 70 anni gli autori hanno esaminato l’associazione tra i livelli e i cambiamenti della pressione arteriosa e la struttura, le funzioni cerebrali e il carico di amiloide, un biomarker per la malattia di Alzheimer. Il lavoro indica finestre di opportunità per la prevenzione della demenza e fornisce dati che testano l’ipotesi che il danno vascolare contribuisca allo sviluppo della malattia di Alzheimer.

Questo lavoro ha mostrato che la finestra per un intervento preventivo sia nella mezza età, con un picco nel decennio dei 40 anni. Durante questo periodo, l’aumento della pressione arteriosa è associato ad una maggiore lesione della sostanza bianca, un indicatore del danno vascolare. Alti livelli pressori e cambi nella pressione diastolica nel periodo tra i 36 e i 43 anni sono associati a un minore volume encefalico nei periodi successivi della vita.

Nonostante sia difficoltoso traslare queste evidenze nella pratica clinica e comprendere la complessità degli outcome che correlano la presione arteriosa a un deficit cognitivo, l’associazione tra questa e la patologia vascolare cerebrale è poco probabilmente dovuta alla casualità. Milioni di individui si presentano con valori alterati di pressione arteriosa, pertanto, un’attenzione immediata dovrebbe essere posta sul controllo dei suoi livelli attraverso servizi clinici e interventi sulla salute generale.

Fonte: https://www.thelancet.com/journals/laneur/article/PIIS1474-4422(19)30288-1/fulltext

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