L’emicrania e l’ipotesi trigeminovascolare, 40 anni dopo

L’emicrania è un disordine complesso e altamente prevalente caratterizzato da mal di testa episodico, severo, spesso unilaterale e pulsatile associato a nausea, fotofobia, fonofobia e a volte aura. Le cause sottostanti la sua insorgenza sono rimaste enigmatiche per gran parte del XX secolo.

Nel 1979 Moskowitz e colleghi hanno introdotto l’ipotesi trigeminovascolare dell’emicrania, richiamando l’attenzione a un ruolo chiaro del nervo trigemino e del suo neuropeptide vasoattivo contenente proiezioni assonali alle meningi e ai suoi vasi sanguigni. L’innervazione trigeminale venne individuata come il percorso finale comune per l’iniziazione del mal di testa e come modello per nuove strategie terapeutiche. Cruciale per l’ipotesi fu l’emergente consapevolezza dell’importanza del neuropeptide vasoattivo chiamato sostanza P e in seguito del peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP) e del polipeptide attivante l’adenilato ciclasi pituitario (PACAP).

L’ipotesi fu lungimirante in quando ha predetto sia la scoperta nel 1981 dell’innervazione sensitiva del circolo di Willis sia l’identificazione di mediatori neuropeptidici all’interno del sistema trigemino vascolare nel 1983. Durante le decadi successive, studi sperimentali hanno fornito informazioni fondamentali riguardo la neurofisiologia del dolore correlato all’emicrania con implicazioni terapeutiche e i coerenti meccanismi centrali correlati al processamento del dolore e grazie al neuroimaging è stato possibile discernere la relazione tra la funzione dei vasi sanguigni e l’emicrania. Queste evidenze successive hanno fornito un fondamentale supporto all’ipotesi trigeminale del 1979 e alle conseguenti indagini terapeutiche degli ultimi 40 anni.

L’originale ipotesi trigeminovascolare ha avuto notevoli implicazioni che influenzano ancora oggi l’approccio clinico e di ricerca all’emicrania. Ha, infatti, anticipato con successo l’importanza terapeutica di identificare e usare come target i neuromediatori che trasmettono il segnale doloroso nell’emicrania. Ha rinforzato la nozione che i farmaci clinicamente efficaci non richiedano la penetrazione della barriera emato-encefalica. Ha fornito nuove concezioni riguardo l’attivazione e la sensitizzazione degli afferenti trigeminali da parte di stimoli infiammatori meningei così come da intensa attività cerebrale endogena. Infine, ha enfatizzato il ruolo del nervo trigemino come target per sostanze che originano all’interno della circolazione cerebrale o rilasciate dall’encefalo stesso e che scatenano il mal di testa.

Fonte: https://www.thelancet.com/journals/laneur/article/PIIS1474-4422(19)30185-1/fulltext

Immagine: Di Henry Vandyke Carter – Henry Gray (1918) Anatomy of the Human Body (See “Libro” section below)Bartleby.com: Gray’s Anatomy, Plate 778, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=526568

 

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