Desilenziare l’emisfero destro: un nuovo punto di vista grazie alla chirurgia

La chirurgia effettuata con paziente sveglio sta rivoluzionando il trattamento dei tumori cerebrali e dei gliomi in particolare. Durante questo tipo di chirurgia, piccole scariche elettriche vengono applicate direttamente sulla corteccia o a livello della sostanza bianca. Errori riproducibili, come arresto della parola durante la stimolazione cerebrale, forniscono un feedback in tempo reale dello stato funzionale del tessuto circostante o all’interno di un tumore. Evidenze crescenti indicano che resezioni estensive, permesse da un attento monitoraggio intraoperatorio a paziente sveglio, raggiungono migliori sopravvivenze a lungo termine e migliorano, inoltre, gli outcome di qualità di vita.

Per lungo tempo si è pensato che larghe porzioni dell’emisfero destro fossero funzionalmente silenti, per lo meno chirurgicamente. Alcuni studi hanno trovato che pazienti con tumore dell’emisfero destro presentavano una più bassa qualità di vita, anche prima del trattamento; inoltre, la chirurgia dell’emisfero destro induce più di frequente declino cognitivo post chirurgico. Questi deficit potrebbero riflettere l’effetto distruttivo dei tumori dell’emisfero destro sulle funzioni di processing dell’informazione, come attenzione, memoria e controllo cognitivo. Sfortunatamente, le valuzioni chirugiche attuali raramente comprendono le funzioni cognitive complesse. Recentemente sono stati fatti passi avanti nell’abilità di misurare funzioni quali l’attenzione spaziale e il riconoscimento delle emozioni nel setting operatorio. Questi avanzamenti forniscono l’opportunità di testare gli effetti sul comportamento della distruzione temporanea focale di strutture cerebrali profonde, altrimenti inaccessibili, e di esaminare l’impatto a lungo termine della preservazione di strutture dell’emisfero destro nei pazienti.

Sorge, chiaramente, la domanda: come bilanciare il beneficio oncologico e i rischi del trattamento nella battaglia a tumori cerebrali incurabili? La preservazione massimale dei tratti di fibre eloquenti nel contesto di un buon controllo del tumore dovrebbero, intuitivamente, aiutare a sostenere una performance cognitiva e neurologica a lungo termine. Tuttavia, anche il più efficiente mapping non previene l’insorgenza di declino cognitivo.

Al momento, non si conosce fino a che punto sia possibile un recupero delle funzioni cognitive a seguito di una chirurgia dell’emisfero destro che abbia lasciato sequele. Per contro, i benefici che si possono ottenere da una resezione massimale sono sempre più riconosciuti. Studi focalizzati sull’esaminazione di quanto danno tratti di fibre individuali possano sostenere e quali abilità impattino criticamente sulla qualitá di vita, sono cruciali per guidare le strategie chirurgiche nell’emisfero destro.

Fonte: https://academic.oup.com/brain/article-abstract/142/8/2176/5538614?redirectedFrom=fulltext

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